Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

17 febbraio 2011

Il file che non si può stampare

Il WWF ha deciso di offrire un nuovo modo per manifestare la propria coscienza verde: un formato di file che non si può stampare. Si chiama WWF, che per coincidenza ha tre lettere, come quasi tutti i formati di file, e suona bene proprio come PDF. Anzi, di fatto è un PDF, quindi si può aprire con qualsiasi lettore standard di documenti, ma ha l’opzione di stampa disabilitata. Per scrivere un file WWF serve invece un programmino gratuito che aggiungerà l’opzione di salvataggio nel formato “ecologico” ai software installati sul computer.

È una brillante strategia di comunicazione che non costa nulla, fa del bene a tutti e porta pure un ritorno in immagine a chi la utilizza. Già tre grosse aziende lo hanno adottato come standard e non ci sarebbe niente di male se nel nostro piccolo lo facessimo anche noi. Qua per saperne di più.

7 aprile 2009

Gerry di Gus Van Sant

Frame tratto da "Gerry"Avete presente Elephant e Last Days? Sono film del ben noto regista statunitense Gus Van Sant: il primo, ispirato al massacro alla Columbine High School, ha vinto nel 2003 la Palma d’Oro al miglior film e il premio per la miglior regia al 56° Festival di Cannes; il secondo, uscito nel 2005, è stato molto pubblicizzato in Italia per il tema trattato, gli ultimi Continua a leggere

1 novembre 2011

Cosa si sa della serie tv HBO su “Le Correzioni” di Franzen

Qualche settimana fa è arrivata la conferma ufficiale: la HBO — madrina della qualità in televisione dall’alto dei suoi Soprano, The Wire, Six Feet Under, Game of Thrones, e tanti altri — ha ordinato il pilota di una serie tv tratta dal romanzo Le Correzioni, capolavoro di Jonathan Franzen vincitore del National Book Award. Io ho amato il libro alla follia e la serie è quindi diventata all’istante la mia più attesa di sempre. Ma cosa se ne sa, finora? Non molto, ma per adesso va tutto esattamente come deve andare. Continua a leggere

15 marzo 2011

La grande e meravigliosa mappa della fantascienza

L’autore è Ward Shelley e, come dice Amedeo Balbi, più che di una mappa si tratta di un albero tassonomico della fantascienza, che affonda le proprie radici nella mitologia e nelle leggende per crescere in vari rami e sottorami sempre più specifici, che vanno disperdendosi nell’horror o nel fantasy o si consolidano nel cyber-punk o nella space opera. (Qui la versione grande).

Se l’area est della mappa è interessante come riassunto dei migliori lavori di fantascienza più e meno mainstream degli ultimi decenni (da Blade Runner a La guida galattica per autostoppisti, da Contact di Carl Sagan a Eternal sunshine of the spotless mind (se c’è, io lo cito)), è soprattutto nell’area ovest — cioè nelle origini del genere — che perderete i vostri minuti, a rendervi conto di quanta letteratura fantasy e sci-fi, tra Dante e Kafka, tra Platone e Oscar Wilde, ci sia passata davanti alle superiori. Continua a leggere

27 dicembre 2011

La storia di come New York si risollevò grazie al flash

Fino al 31 gennaio resterà in programma su History Channel «La sporca storia di», una bella mini serie di documentari che spiegano in che modo la sporcizia abbia avuto un ruolo determinante nella storia di New York, Londra e Parigi. Durante la puntata dedicata a New York è stato fatto un rapido riferimento a Jacob Riis, l’uomo che a fine Ottocento ha saputo usare il flash fotografico per dare il via all’ammodernamento della città. Continua a leggere

1 luglio 2011

Una stampante 3D che funziona a sabbia ed energia solare

Markus Kayser è passato silenziosamente sotto i riflettori della design week milanese. Era allo spazio espositivo dedicato ai laureati del Royal College of Art con un video girato nel deserto dove Markus stesso, concentrando con una lente i raggi del sole, era in grado di tagliare con precisione un sottile strato di compensato. In poche parole si trattava di una versione low-tech e a basso consumo — l’energia elettrica necessaria veniva da un pannello solare — di una macchina per il taglio laser.

Ed è proprio mentre lavorava nel deserto che Markus, ragionando sugli elementi che dominavano il paesaggio, la sabbia e il sole, è riuscito a portare il progetto ad un livello decisamente più interessante. Il risultato è una stampante 3D che funziona ad energia solare e utilizza come materia prima l’elemento più abbondante del deserto: la sabbia. La macchina, come vedete nel video sopra, è autosufficiente da un punto di vista energetico grazie ai grandi pannelli solari, e la materia prima, la sabbia, è ecologica e non è certo difficile da reperire. Per “stampare” Markus concentra la luce del sole fino ad arrivare a una temperatura in grado di sciogliere la sabbia ottenendo così, dopo alcuni passaggi, un oggetto in vetro. Nel video si vede il risultato dei suoi primi test, realizzati in due settimane di permanenza nel deserto del Siwa in Egitto.

7 maggio 2010

Se avessi un Tumblr / 2

Se Avessi Un Tumblr 2Come vi avevo preannunciato ormai una decina di giorni fa, ci sono novità in vista. Vogliamo cambiare un po’ di cose per offrirvi un Personal Report migliore, ma come immaginerete i cambiamenti richiedono tempo.

Ci piacerebbe sapere anche da voi cosa pensate del nostro primo anno di attività e vi offriremo presto una modalità per farcelo sapere. Nel frattempo ecco ancora un “Se avessi un Tumblr”, ovvero una nuova collezione di piccole e grandi cose recuperate dalla rete nell’ultima settimana. Continua a leggere

826 Valencia

Daily Infographics

826 Valencia

Una facciata che è anche un'infografica e un fumetto. L'ha fatta Chris Ware.
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13 luglio 2009

Cardon Copy

Cordon CopyCardon Copy è l’iniziativa proposta dal graphic designer newyorkese Cardon Webb. Dopo aver estrapolato le informazioni rilevanti da un volantino affisso nelle strade, Cardon progetta un linguaggio comunicativo più efficace e sostituisce l’originale. L’idea merita una segnalazione, ma navigando nel suo sito vi accorgerete che i risultati non rappresentano sempre buone soluzioni.

5 ottobre 2010

Infinite Jest in un’infografica


Son di fretta, ma non è che ci sia molto da dire. Infinite Jest è il maxiromanzo di David Foster Wallace, lo scrittore morto suicida poco più di due anni fa a cui molti — e anch’io — vogliono un bene dell’anima. La storia del libro è irraccontabile, quindi il tentativo di unire i puntini tra i personaggi con un’infografica è comunque encomiabile (e si fa perdonare un errore come Kate Compert in alto a dx). Qua la versione in grande. — Via

Frank Hurley

Daily Pictures

Frank Hurley

Frank Hurley visited the Antarctic six times between 1911 and 1932.
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Le prime infografiche interattive erano di carta

Daily Infographics

Le prime infografiche interattive erano di carta

E si chiamavano «volvelle»
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