Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

18 novembre 2011

Il video più lungo di YouTube, un uomo che conta fino a centomila e altre cose di Jonathan Harchick

Jonathan Harchick, mente dietro al discutibile Moldytoaster, è l’autore del video più lungo di YouTube, una sequenza di gradienti dal bianco al nero che si alternano incessantemente per 596 ore. Stiamo parlando di 25 giorni di video, tipo che iniziando a vederlo ora finireste intorno al 12 dicembre. Dopo il salto Jonathan fa anche un’altra cosa assurda: conta fino a centomila in 76 ore. Continua a leggere

24 settembre 2010

La storia del punto interrogativo

Leggo oggi un articolo che cerca di spiegare la nascita del punto interrogativo. Essendo partito da una voce di Wikipedia l’autore non garantisce che sia andata effettivamente in questo modo, ma la considera l’ipotesi più convincente tra le tante in circolazione e, in ogni caso, su Wikipedia viene citata una fonte presumibilmente autorevole. Vi riporto la teoria così com’è, tradotta dall’inglese.

Nella lingua latina era abitudine aggiungere il termine quaestiō in fondo ad una frase ogni volta fosse necessario esprimere una forma interrogativa. La scarsa eleganza e l’ingombro inutile di questa soluzione portò a contrarre l’espressione quaestiō in QO, ma l’abbreviazione poteva però dare luogo a fraintendimenti: le due lettere affiancate sembravano infatti indicare una parola incompleta. Per evitare questo problema, la O venne spostata sotto la Q — piuttosto che al suo fianco — dando così origine ad un segno diverso con un suo ben preciso significato. Il segno disegnato a mano potrebbe essersi facilmente evoluto al punto interrogativo che conosciamo oggi.

1 dicembre 2011

Un insolito Robert Mapplethorpe firmato Sofia Coppola

Circa un settimana fa abbiamo parlato della retrospettiva che inaugurerà domani a Milano dedicata al fotografo Robert Mapplethorpe. Chi si trova nei paraggi dello Spazio Forma passi a dare un’occhiata, inizia alle 18 ed è gratis. Nel frattempo però, a Parigi, sta inaugurando un’altra mostra dedicata a Mapplethorpe, meno completa ma con scelte curatoriali insolite prese da Sofia Coppola, di cui, ovviamente, siamo fan per varie ragioni. Continua a leggere

4 novembre 2011

Le migliori 6 nuove serie tv d’autunno

Dopo settimane di immersione nelle nuove serie tv della stagione autunnale, ecco una selezione di quelle che dopo qualche episodio mi sembrano essere le migliori. Di qualcuna se ne è già parlato parecchio, di altre meno. Ho cercato di coprire diversi generi ma si segnala l’assenza di comedy (le più carine, in caso vogliate tentare, sono Fresh Meat, Suburgatory e Up all night), quindi tutte le serie di cui parlo durano tra i 40 minuti e l’ora. Se mi è sfuggito qualcosa, come al solito, fate sapere. Continua a leggere

Chartwell, un carattere tipografico infografico

Daily Infographics

Chartwell, un carattere tipografico infografico

Travis Kochel e il suo font di 10.000 simboli per fare data visualization.
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3 ottobre 2011

Quattro chiacchiere con Bruno Giussani, il direttore europeo di TED

Bruno Giussani è italo-svizzero. Sul suo sito dice che è un curatore di idee. Era al festival di Internazionale a Ferrara per raccontare di come è nato TED, di quale è la sua missione e del suo successo. Gli abbiamo chiesto se aveva tempo di rispondere a qualche domanda e, be’, ha detto di sì.

Allora, come si diventa direttore europeo di TED?
Scrivendo una mail al coordinatore di TED per suggerirgli degli speaker e scoprendo che c’è un certo tipo di approccio simile e una sensibilità simile.

Cioè? Hai scritto direttamente a Chris Anderson?
Sì, molti anni fa. Ora sono sei anni e mezzo che lavoro per TED, sono entrato a inizio del 2005. Continua a leggere

1 novembre 2011

Cosa si sa della serie tv HBO su “Le Correzioni” di Franzen

Qualche settimana fa è arrivata la conferma ufficiale: la HBO — madrina della qualità in televisione dall’alto dei suoi Soprano, The Wire, Six Feet Under, Game of Thrones, e tanti altri — ha ordinato il pilota di una serie tv tratta dal romanzo Le Correzioni, capolavoro di Jonathan Franzen vincitore del National Book Award. Io ho amato il libro alla follia e la serie è quindi diventata all’istante la mia più attesa di sempre. Ma cosa se ne sa, finora? Non molto, ma per adesso va tutto esattamente come deve andare. Continua a leggere

20 aprile 2009

Considera l’aragosta

Considera l'aragostaNell’ambiente (?), David Foster Wallace era già parecchio famoso prima di morire. Poi si è suicidato e i suoi libri (vedi: Infinite Jest) hanno iniziato a sostare di fianco alle casse in libreria, così una cerchia ancora più ampia di persone ha iniziato a sentirne parlare. Ma anche a leggerlo? Non lo so. Nel dubbio, faccio l’unica cosa Continua a leggere

29 settembre 2009

Modern family

Dopo FlashForward e Bored to Death, in questo settembre di ininterrotte premiere televisive non posso esimermi dal consigliarvi la nuova serie della ABC di cui tutta la critica statunitense si sta follemente innamorando: Modern Family, comedy alla 30 Rock o alla The Office — cioè con una comicità che non fa perno sulle battute ma sull’esasperazione di tipologie umane — che segue le vicende di un capofamiglia, Jay Pritchett, sposato con una colombiana molto più giovane di lui, e dei suoi due figli avuti durante il primo matrimonio, Claire, casalinga con marito e figli cattolicamente tradizionali, e Mitchell, sposato invece con un altro uomo e di ritorno dal Vietnam dopo l’adozione di una bambina.

La serie, creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan, è girata con l’ormai classica forma del finto documentario, il mockumentary, e il pilota promette decisamente bene, sia per i nodi che va a toccare — su tutti, ovviamente, due uomini che adottano un bambino — sia, soprattutto, per la varietà dei personaggi (6 genitori + 5 figli), con cui a occhio non metteremo molto a empatizzare. Da segnalare la presenza in uno o più episodi della prima stagione di una guest star che vorrei come guest star ovunque io vada: Edward Norton, nelle vesti di un bassista ingaggiato da Claire per il compleanno del marito, Phil, the cool dad, che non ha fatto fatica a scattare immediatamente in testa nella classifica dei miei personaggi preferiti.

Il trailer è là sopra, e penso sia ormai superfluo dirvi che Itasa ha già prontamente preparato i sottotitoli.

30 ottobre 2009

Stuck in the background

Miranda JulySull’ultimo numero di Vice è stato pubblicato un servizio fotografico di Miranda JulyRoe Ethridge. Miranda July è sia ideatrice che protagonista e, come sempre, riesce bene in entrambi i ruoli.

L’idea è semplice: partendo da fotogrammi di film famosi (come Grease e il Padrino) hanno isolato un personaggio in secondo piano, una comparsa, e lo hanno ricostruito in studio conferendogli la massima importanza. Le altre fotografie dopo il salto. Continua a leggere

826 Valencia

Daily Infographics

826 Valencia

Una facciata che è anche un'infografica e un fumetto. L'ha fatta Chris Ware.
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20 dicembre 2011

La lista delle liste di Wikipedia

Come immagino accada anche a molti di voi, una delle mie distrazioni preferite è vagare tra le pagine di Wikipedia, imparando quintali di informazioni da poter poi dimenticare entro qualche ora (tanto c’è Wikipedia, no?). Ieri grazie a questo tweet sono finito su una pagina che non conoscevo, la Lista delle liste delle liste di Wikipedia, che a catena mi ha portato a scoprire decine di liste più e meno assurde di Wikipedia (qualche mese fa Guido aveva già pubblicato una delle migliori, la Lista degli inventori uccisi dalla propria invenzione). Vagando e vagando, sono arrivato al tumblr List of lists of Wikipedia, un ottimo posto in cui perdere tempo. Ho iniziato a salvare le liste più interessanti e/o curiose, e ho quindi deciso di raccoglierle — in ordine assolutamente sparso — dopo il continua a leggere. Divertitevi. Continua a leggere


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