Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

27 novembre 2009

Il piccione reporter

http://www.spiegel.de/fotostrecke/fotostrecke-47564.htmlLa possibilità si catturare immagini di città e paesaggi dall’alto ha incuriosito la fotografia fin dai suoi esordi. Nadar nel 1858, una ventina di anni dopo l’invenzione della fotografia, già faceva esperimenti scattando a bordo di una mongolfiera. Come spesso accade, l’interesse principale che ha motivato lo sviluppo di questa tecnica è legato a scopi militari. In questo senso né una mongolfiera, né un aquilone — altro tentativo di medio successo, avrebbe potuto rappresentare una valida soluzione.

Julius Neubronner era un farmacista tedesco appassionato di fotografia ed esperto nell’addestramento dei piccioni viaggiatori. L’unione delle due discipline fu piuttosto immediata: i piccioni reporter. Continua a leggere

9 novembre 2010

La risposta alla brutta televisione è di tre lettere: AMC

Questa è una dichiarazione d’amore nei confronti del canale via cavo che ha ricevuto più dichiarazioni d’amore di tutti gli altri canali via cavo dall’Avvento di HBO in poi. Tutti voi, e in particolare gli ottimisti, dovreste conoscere vita, morte e miracoli (i miracoli sono facili da ricordare, ne ha fatti due, si chiamano Mad Men e Breaking Bad) di una rete che sta facendo un passo giusto dopo l’altro, migliorando la qualità della roba che vediamo in tv e soprattutto — occhio che il soprattutto è la parte fondamentale — aumentando i propri spettatori e di conseguenza le proprie entrate. Perché questa non è arte. E senza soldi si va a casa. Continua a leggere

25 febbraio 2011

I pesci che nuotano in mezzo ai vagoni della metro

Circa dieci anni fa la sede newyorkese della Metropolitan Transporation Authority si è trovata davanti ad grosso problema: smaltire 1200 vagoni della metropolitana. La soluzione è stata trovata solo un paio d’anni più tardi quando venne approvata l’idea di scaricare l’intera flotta in mezzo al mare. Ovviamente non è la catastrofe ambientale che potrebbe sembrarvi — o forse sì, come vedremo tra poco — ma di fatto l’obiettivo era semplicemente di ricreare una sorta di scogliera marina che potesse diventare un rifugio sicuro per la riproduzione dei pesci e, sembra un’idea di Matt Groening ma non lo è, incentivare il turismo legato a immersioni e fish watching. Continua a leggere

9 luglio 2010

Macchine che quasi cadono

Le sculture cinetiche di Michael Kontopoulos sono sempre in bilico.

12 gennaio 2010

Every day the same dream

Every day the same dreamI suoi creatori definiscono Every day the same dream un videogioco “vagamente esistenziale“. E hanno ragione. Per finirlo ci vogliono circa 15 minuti, e se come me ci giocherete di notte, in silenzio e senza distrazioni, arriverete alla fine non capacitandovi come un videogioco così piccolo e minimale possa avervi agitato tanto. Continua a leggere

Di Chris Ware, fumetti e infografiche

Daily Infographics

Di Chris Ware, fumetti e infografiche

Balloon, diagrammi o frecce. L'importante è raccontare.
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21 luglio 2010

Tarp Surfing: fare surf dove non c’è il mare

Se non tutti quelli che amano il surf hanno la fortuna di abitare sul mare, è certo che molti di loro possano avere accesso ad una cerata gigante blu. Ed è così che grazie a YouTube si sta diffondendo un nuovo sport completamente assurdo. Il bello del video comincia dopo i primi trenta secondi. — Via

Gli inventori dell’omino

Daily Infographics

Gli inventori dell’omino

Otto Neurath e Gerd Arntz: una breve storia e qualche link interessante.
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7 maggio 2010

Se avessi un Tumblr / 2

Se Avessi Un Tumblr 2Come vi avevo preannunciato ormai una decina di giorni fa, ci sono novità in vista. Vogliamo cambiare un po’ di cose per offrirvi un Personal Report migliore, ma come immaginerete i cambiamenti richiedono tempo.

Ci piacerebbe sapere anche da voi cosa pensate del nostro primo anno di attività e vi offriremo presto una modalità per farcelo sapere. Nel frattempo ecco ancora un “Se avessi un Tumblr”, ovvero una nuova collezione di piccole e grandi cose recuperate dalla rete nell’ultima settimana. Continua a leggere

4 gennaio 2011

Travolti da una tempesta di sabbia

Bob Poole è uno dei cameraman che hanno lavorato alla produzione di “Great Migrations”, una delle ultime grandi opere di casa National Geographic Channel. Si trovava nel Mali, appostato con la sua troupe per immortalare il passaggio di una mandria di elefanti, quando è stato investito da una gigantesca nuvola di sabbia rossa. Poole ha continuato a filmare anche all’interno della tempesta nel buio quasi totale e questo è il risultato.

— Via Giavasan.

1 giugno 2012

Come si progettano le cose per vivere nello spazio

Ieri è rientrata sulla Terra la prima navetta spaziale costruita e messa in orbita da una società privata. Esisteva già qualcosa di simile per voli suborbitali, a 110 km della Terra, ma non è mai successo prima che un privato raggiungesse la Stazione Spaziale Internazionale a 350 km dal nostro pianeta.

Con un buon tempismo rispetto all’apertura di questa opportunità commerciale, la Domus Academy di Milano inaugura un corso specializzato nella progettazione di oggetti e ambienti per la vita in assenza di gravità.

«Con la crescita dell’interesse turistico verso lo spazio, aumentano anche le opportunità per designer e architetti. I partecipanti a questo corso progetteranno prodotti e ambienti per la vita quotidiana sui futuri hotel orbitanti. I turisti spaziali dovranno mangiare, dormire, riposare, pulirsi, fare esercizio, lavorare, giocare, pensare, avere privacy e guardare fuori dal finestrino. Questi compiti quoditiani aprono molte nuove sfide per i progettisti.»

Il corso è tenuto dalla spaceship designer (!) Susmita Mohanty, costa 1700 € e dura una decina di giorni. Non so cosa sia possibile imparare in così poco tempo ma è certo che trovarsi davanti ad un’area progettuale grande e inesplorata come questa non capita tutti i giorni. E un’altra cosa non da poco: potreste iniziare una carriera in una compagnia di turismo spaziale lasciandovi alle spalle l’affollamento soffocante del design a gravità terrestre.

20 gennaio 2011

Ehi, oggi è il compleanno di David Lynch! Tanti auguri con dieci cose che forse non sapete di lui, e altra roba bella

Noi gli vogliamo bene, e gli diciamo buon compleanno (è il 65esimo) con una di quelle stupide liste che storci il naso quando le vedi ma alla fine ci clicchi sempre: dieci cose che forse non sapete di lui (più altra roba bella in fondo).

1. Interpreta uno dei personaggi di The Cleveland Show, la serie costola dei Griffin. Dà la voce al barista Gus, che gli somiglia sia nei tratti che nella personalità. Incredibilmente su YouTube non si trova un video che lo immortali decentemente, quindi accontentatevi di una foto.

2. È stato uno scout, e pure di quelli super: arrivò fino al rango di Eagle Scout, il più alto, e in questa veste fu presente all’insediamento di John F. Kennedy alla Casa Bianca, il 20 gennaio (quindi oggi, quindi il giorno del suo compleanno) del 1961.

3. A dargli la spinta iniziale verso la notorietà furono Mel Brooks e il suo allora direttore esecutivo, Stuart Cornfeld (ora socio di Ben Stiller). Cornfeld si innamorò del primo lungometraggio di Lynch, Eraserhead, e lo mostrò a Brooks per convincerlo a produrre The Elephant Man con Lynch alla regia. Uscito dal cinema, Brooks disse a Lynch «You’re a madman, I love you! You’re in» e gli consegnò le chiavi del film. Brooks decise di non apparire nei titoli di coda per evitare che la gente collegasse il film alle sue commedie.

4. George Lucas gli chiese di girare Il ritorno dello Jedi, il terzo capitolo di Guerre Stellari, ma Lynch rifiutò: il film si sarebbe allontanato troppo dalla visione di Lucas e dai due episodi precedenti. Continua a leggere


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