Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

19 luglio 2011

L’ultimo frame

The Final Image è un blog che raccoglie i frame finali di film perlopiù famosi. Ne ho selezionati alcuni, li trovate dopo il salto, ovviamente senza il titolo. Se vi arrendete fate clic sull’immagine. Continua a leggere

25 novembre 2011

L’album per schizzi di Susan Kare, madre del Mac che sorride e del cursore a freccia

Pochi giorni fa Steve Silberman ha scritto per PLoS un articolo avvincente dedicato alla figura leggendaria di Susan Kare, la «Betsy Ross del personal computer», ripercorrendo la storia che l’ha portata nel 1984 a disegnare le icone per il sistema operativo del primo Macintosh.

Primi anni Ottanta, Susan fa l’artista su commissione per studi e mostre. È nel suo garage a Palo Alto, sta lavorando alla scultura metallica di un cinghiale per un museo dell’Arkansas quando riceve una telefonata: è Andy Hertzfeld, un suo ex compagno di liceo e ora lead software architect alla Apple Computer Inc. Sta lavorando a un nuovo computer e ha bisogno di un artista per mettere a punto la grafica del sistema operativo. Lei, mica scema, accetta. Continua a leggere

16 ottobre 2009

Thomas Demand

Thomas DemandQuella che vedete sopra non è una fotografia della stanza ovale della Casa Bianca, è un’opera di Thomas Demand, uno scultore e fotografo tedesco che si dedica alla ricostruzione in carta e cartone di ambienti tridimensionali. L’immagine è tratta da una serie realizzata — ancora una volta — per il New York Times in occasione di un articolo dedicato alla vittoria di Barack Obama. Continua a leggere

30 novembre 2010

Hendrix suona i Beatles, Dalì gioca un quiz tv, Borges parla d’arte, Picasso dipinge sul vetro, e altre 42 cose belle così

Noi ve lo abbiamo detto di leggere Open Culture, ma poi chiaro, se non avete voglia o tempo di farlo ci pensiamo noi a segnalarvi che fanno di buono. Dopo aver raccolto più di duecento film gratis online, hanno pensato bene di mettere in ordine tutti i vecchi video e audio di gente famosa, brava e morta che avevano pubblicato in passato. Una lista di 46 contributi unici e fantastici, tra cui è davvero impossibile non troviate nemmeno qualcosa di vostro interesse.

Qualche esempio: Jimi Hendrix che suona Sgt. Pepper and the Lonely Hearts Club Band, una delle ultime interviste di Orson Wells, James Dean e Ronald Reagan che recitano insieme, Salvador Dalì, Alfred Hitchcock e Groucho Marx al quiz show televisivo What’s my line, e poi Friedrich Nietzsche, Samuel Beckett, Django Reinhardt, Jack Kerouac, Anne Frank, James Joyce, e così via. Ci si possono perdere ore. Dopo il continua a leggere, per dire, trovate tre dei miei preferiti: Picasso che dipinge su un vetro, un giovanissimo Glenn Gould che suona Bach con dei gabbiani che si rincorrono fuori dalla casa e Jorge Borges che spiega qual è, secondo lui, il compito dell’arte. Continua a leggere

Trenta Secondi

La volpe che ha esplorato la National Portrait Gallery di Londra

Get Flash to see this player.

Nella notte del 7 aprile 2004 l’artista belga Francis Alÿs ha liberato una volpe nella sezione dedicata ai Tudor della National Portrait Gallery di Londra. Il video ipnotico che vedete sopra, realizzato montando le riprese delle telecamere di sorveglianza, si chiama “The Nightwatch”.

Frank Hurley

Daily Pictures

Frank Hurley

Frank Hurley visited the Antarctic six times between 1911 and 1932.
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James Lileks

Daily Pictures

James Lileks

Cartoline di bar, fastfood e ristoranti americani del dopoguerra
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15 febbraio 2011

Ma com’è semplice innamorarsi di Esperanza Spalding

Io non avevo idea di chi fosse, poi l’altroieri ha vinto il Grammy Award come Best New Artist. Ora: i Grammy non valgono nulla, assolutamente nulla. Sono divertenti da seguire per qualche esibizione (i video li stanno continuando a mettere e togliere da YouTube, quindi cercatevi da soli Bob Dylan che barcollante canta Maggie’s Farm, o Mick Jagger che ricorda Solomon Burke con Everybody needs somebody to love, o gli Arcade Fire, o Janelle Monae) ma in generale sono un incrocio tra gli Oscar della musica e una specie di Sanremo americano, solo ancora più tamarro. Continua a leggere

3 ottobre 2009

Body hacking

Daito ManabeQualche giorno fa su Facebook, in risposta all’articolo su Peter Vogel, un mio lontano cugino californiano ha segnalato un esperimento giapponese sul body hacking: disciplina di bio-arte che gioca con il corpo umano inviando e rilevando stimoli elettrici. Continua a leggere

26 ottobre 2011

Come diventare un ingegnere biochimico giocando ai videogames su internet

“Ci sono due modi per diventare un ingegnere biochimico: studiare duro e guadagnarsi un dottorato o giocare ai videogame”. Questo è il pensiero di Adrien Treuille e dei suoi collaboratori, inventori di Foldit, un gioco on-line che dal 2009 sfrutta l’intelligenza dei videogiocatori per risolvere uno dei problemi più complessi della biologia odierna: il ripiegamento proteico. Proprio un mese fa i giocatori di Foldit hanno determinato la configurazione di un enzima responsabile per la riproduzione del virus hiv, una questione che ha tenuto impegnati gli scienziati per circa un decennio. Continua a leggere

26 maggio 2009

Memphis Blues

Memphis BluesL’immagine che vedete è l’invito scelto da Memphis per promuovere la prima mostra del gruppo il 18 settembre 1981. Memphis è un movimento che ha molto a che fare con il design, ma cercherò di parlare soprattutto di loro, della loro storia e delle loro idee. Se vi va, prima di continuare a leggere, potete far partire questo pezzo e tenerlo come colonna sonora Continua a leggere

25 luglio 2012

Premi invio per eseguire la recensione

Robin Sloan è uno scrittore e, dice lui media inventor, di San Francisco. Quest’estate, per tutta l’estate, ogni settimana mette online una video-recensione di un libro che gli piace pubblicato «tra 5 e 500 anni fa, ma che non sia super-conosciuto». Il terzo video, appena uscito, è piuttosto strano e sorprendente. È una recensione di Close To The Machine: Technophilia and Its Discontents, autobiografia della programmatrice Ellen Ullman, ma si può leggere solamente scrivendo qualche riga in Javascript. Continua a leggere


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