Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

19 febbraio 2010

Rafaël Rozendaal

RafaelQualcuno di voi ricorderà il sito psichedelico pubblicato qualche tempo fa nella colonna di destra, tra i web pick. Pensandolo un esperimento isolato non avevo fatto ricerche e solo recentemente mi sono accorto che faceva parte di una serie numerosa di progetti portati avanti da Rafaël Rozendaal. Rafaël è un’artista olandese-brasiliano con la parola internet tatuata sulle labbra e con i vestiti ancora impregnati delle acque veneziane in cui si è tuffato nel 2009.

Le sue opere sono animazioni semplici con un tocco d’interattività minimale, ma estremamente gratificante. Per avere un’idea vi consiglio di visitare subito i suoi lavori cominciando dal bellissimo Into time (2009). Dopo il salto una galleria di altri suoi progetti a partire dal 2004.

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17 giugno 2009

Barack Obama 1980

Barack ObamaLisa Jack se la cavava abbastanza bene con la fotografia ai tempi del college e capitava che qualche amico studente si divertisse a farsi ritrarre da lei. Era il 1980 e alla porta del suo appartamento si presentò Barry con sigarette, giacca di pelle e un cappello di paglia (così per scena).

Il lunapark nella centrale nucleare

Daily Pictures

Il lunapark nella centrale nucleare

E i bambini che giocano nel reattore, fotografati da Fabrizio Giraldi
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18 novembre 2011

Internet è sotto il mare

La mappa interattiva pubblicata dal gruppo TeleGeography visualizza il percorso dei cavi sottomarini che portano internet da un capo all’altro del mondo. I satelliti, diversamente da quanto si possa pensare, trasferiscono solo l’1% del traffico, il resto è affidato a cavi che si estendono sotto gli oceani per oltre diecimila chilometri con una capacità dati sconfinata – se dieci terabyte al secondo non vi dice niente, pensate a trasferire i dati di tutti gli utenti americani verso altri continenti alla velocità a cui siamo abituati. Continua a leggere

4 maggio 2012

Quello che vedono gli altri nelle vostre fotografie

Matt Richardson ha creato una macchina fotografica istantanea che al posto di stampare immagini stampa una descrizione testuale di quello che avete fotografato. Si chiama Descriptive Camera e per funzionare si appoggia a Mechanical Turk, un progetto di Amazon che permette di distribuire un compito semplice su un vasto network di persone. L’immagine scattata sarà spedita agli utenti del servizio che si occuperanno di farne una descrizione in cambio di un piccolo pagamento. Una volta completato il compito, il testo ritornerà alla macchina fotografica dove sarà stampato. Continua a leggere

31 ottobre 2011

La storia del primo banner interattivo e una riflessione sugli ultimi

La prima pubblicità interattiva online è del 1996. È una versione giocabile di Pong realizzata da Red Sky Interactive per Hewlett Packard. Il campo di gioco è largo 720×90 pixel, e sullo sfondo – solo sullo sfondo – c’è il logo di HP. Sopra al gioco c’è un testo che scorre. Dice:

Ciao, sono Jerry. Sono l’ingegnere di HP che ha creato questo affare. Doveva essere un banner pubblicitario ma, beh, il caffè ha cominciato a scorrere e qui le cose si sono fatte un po’ strambe. Come quando abbiamo fatto quella stampante che pinzava e fascicolava. Vuoi giocare? Sei quello a destra. Dacci dentro.

È più facile da vedere che da spiegare. Continua a leggere

3 ottobre 2009

Body hacking

Daito ManabeQualche giorno fa su Facebook, in risposta all’articolo su Peter Vogel, un mio lontano cugino californiano ha segnalato un esperimento giapponese sul body hacking: disciplina di bio-arte che gioca con il corpo umano inviando e rilevando stimoli elettrici. Continua a leggere

20 dicembre 2011

La lista delle liste di Wikipedia

Come immagino accada anche a molti di voi, una delle mie distrazioni preferite è vagare tra le pagine di Wikipedia, imparando quintali di informazioni da poter poi dimenticare entro qualche ora (tanto c’è Wikipedia, no?). Ieri grazie a questo tweet sono finito su una pagina che non conoscevo, la Lista delle liste delle liste di Wikipedia, che a catena mi ha portato a scoprire decine di liste più e meno assurde di Wikipedia (qualche mese fa Guido aveva già pubblicato una delle migliori, la Lista degli inventori uccisi dalla propria invenzione). Vagando e vagando, sono arrivato al tumblr List of lists of Wikipedia, un ottimo posto in cui perdere tempo. Ho iniziato a salvare le liste più interessanti e/o curiose, e ho quindi deciso di raccoglierle — in ordine assolutamente sparso — dopo il continua a leggere. Divertitevi. Continua a leggere

Trenta Secondi

Una partita ad Angry Birds con una vera fionda

Simon Ford si è inventato una fionda per giocare ad Angry Birds.

To make Angry Birds a real sport, we need real equipment. So the idea was to build a real slingshot as a USB peripheral to play Angry Birds.

Nel caso siate interessati a costruirne una vi bastano un pezzo di legno e un accelerometro. Codici, spiegazioni e tutto il resto sono disponibili qui.

Trenta Secondi

Se tutta l’acqua del mondo fosse raccolta in una sfera

Jack Cook ha rappresentato per la Woods Hole Oceanographic Institution il volume di tutta l’acqua del mondo, compresi oceani, calotte polari, ghiacciai, falde acquifere, laghi, fiumi, paludi, vapore atmosferico, umidità del terreno e acqua biologica (quella contenuta negli esseri viventi) per un totale di 1.386.000.000 chilometri cubici. Tutta quest’acqua potrebbe essere racchiusa in una sfera incredibilmente piccola, del diametro di soli 1.385 chilometri, più o meno la lunghezza dell’Italia. Qui trovate l’immagine in grande, qui un po’ di dati. — via @amedeobalbi

19 novembre 2010

Al posto dei lampioni ci saranno alberi luminosi?

Pare di sì, almeno secondo la ricerca portata avanti dello scienziato taiwanese Yen-Hsun Su. I suoi esperimenti avevano come primo obiettivo la scoperta di una lampadina bio (bio led), cioè un’alternativa a minor impatto ambientale rispetto al led tradizionale, noto per essere super efficiente dal punto di vista energetico ma anche abbastanza tossico e costoso per via del fosforo in esso contenuto. Il problema dei led inquinanti sarebbe riferito in particolare alle illuminazioni stradali, che per quantità, intensità e qualità della luce richiedono trasformazioni fisiche speciali.

Bene, iniettando nanoparticelle d’oro — ok — nelle foglie di alcuni organismi vegetali è possibile indurre la produzione di luce. Biolumiscenza e cose così insomma, ma veniamo al dunque. “In the future, this bio led could be used to make roadside trees luminescent at night” ovvero c’è qualche possibilità che in un futuro visionario avremo alberi luminosi a farci compagnia nelle strade buie di campagna. Lampioni naturali che non inquinano e non consumano energia. Ma c’è di più: la luce prodotta dalle bio-lampadine stimolerà a sua volta la fotosintesi e di conseguenza questi bio-lampioni aumenteranno pure l’assorbimento di anidride carbonica.

È magico e affascinante, ovvio. Presuppone un futuro ecologico dove la natura, seppur modificata, esiste ancora, bene. Ma aspettate: alberi luminosi, sul serio?

8 giugno 2012

Tutto il cinema nei Simpson

È sempre un piacere quando capita di riconoscere una sequenza di un film in mezzo a una puntata dei Simpson. A volte sono citazioni cinematografiche esplicite e molto riconoscibili (vedi nelle puntate speciali dedicate a Shining o Cape Fear), altre volte è più difficile perché la scena viene decontestualizzata, quindi la citazione è più sottile ma anche più divertente. Da qualche settimana c’è Movie Simpson, un sito che le raccoglie mettendole a confronto con la sequenza del film da cui sono tratte. Continua a leggere


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