Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.
C’era una volta una mappa

Daily Infographics

C’era una volta una mappa

Un romanziere scrive, un musicista suona, un regista dirige. E un cartografo?
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26 aprile 2011

La prima macchina fotografica digitale, e il suo inventore

Breve videointervista a Steven Sasson, l’uomo che per la prima volta è riuscito a registare le immagini di una macchina fotografica su un supporto digitale portatile. Proprio per la sua creazione, pochi mesi fa Sasson ha ricevuto direttamente da Obama la Medaglia Nazionale per la Tecnologia, il più alto riconoscimento del governo statunitense a scienziati e inventori. Continua a leggere

Steven Beckley

Daily Pictures

Steven Beckley

Le immagini di Steven Beckley, 28 anni, Toronto (Canada). — Via
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27 gennaio 2011

Saul Bass ci spiega perché l’uomo crea

È molto famoso (diciamo che ha vinto un Oscar, ecco) e online torna a galla ciclicamente, ma io questo corto di Saul Bass non l’avevo mai visto. Se non lo conoscete, Saul Bass è quel superdesigner che, oltre ad aver disegnato parecchi loghi per gente seria, è diventato famoso per aver creato qualcuno tra i più bei titoli di testa di tutto il cinema, quelli di Hitchcock (La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Psycho) in primis, seguiti dai lavori per Scorsese e Preminger.

In Why man creates, premiato dall’Academy come miglior corto documentario del 1968, Bass ragiona sulla creazione umana attraverso otto brevi capitoli: The Edifice, Fooling Around, The Process, Judgment, A Parable, Digression, The Search, e The Mark. Il primo, The Edifice, è un piccolo capolavoro anche preso a se stante (sì, se star lì a riflettere sulla creatività vi annoia — e ci può stare — potete guardare anche solo questo), perché mette le fondamenta al discorso raccontando in cinque minuti tutta l’evoluzione umana in una maniera che dovrebbe proprio piacere a chiunque. In tutto il corto dura comunque meno di mezz’ora, che è davvero poco, nonostante online ci sembri un’infinità.

826 Valencia

Daily Infographics

826 Valencia

Una facciata che è anche un'infografica e un fumetto. L'ha fatta Chris Ware.
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14 marzo 2012

Una pagina al giorno dai diari di Keith Haring

Dopodomani al Brooklyn Museum verrà inaugurata la più grande mostra mai dedicata al Keith Haring degli inizi. Ci saranno oggetti, opere, diari e quaderni di schizzi risalenti perlopiù al periodo tra il 1978 e il 1982, da quando Keith ventenne lascia la Ivy School of Professional Art di Pittsburgh per la School of Visual Arts di New York, fino all’anno della sua prima partecipatissima mostra personale alla Tony Shafrazi Gallery. Continua a leggere

28 novembre 2011

Le scansioni ad alta risoluzione di «The Birds of America»

Era il 1820 quando John James Audubon, ornitologo e pittore, decise che avrebbe disegnato tutti gli uccelli viventi del Nord America a grandezza reale. Il risultato, dopo 19 anni di lavoro, è The Birds of America, considerata ancora oggi la più importante enciclopedia ornitologica illustrata mai creata. Per disegnare anche gli uccelli più grandi in scala 1:1 dovette usare fogli double elephant di 66 per 99 centimetri, il più grande formato prodotto all’epoca. Suddiviso in quattro volumi, The Birds of America contiene 435 meravigliose stampe colorate ad acquarello; qualche anno fa l’Università di Pittsburgh, proprietaria di una copia, ha deciso di scansionarle tutte ad alta definizione e di pubblicarle sul proprio sito. Qui trovate l’indice con le miniature, qui altre informazioni sull’opera. Continua a leggere

3 settembre 2009

WWF Tsunami

World Wildlife FundTsunami killed 100 times more people than 9/11. The planet is brutally powerful. Respect it. Preserve it. Questa è l’headline della campagna-scandalo (qui in alta risoluzione) proposta al WWF dall’agenzia DDB Brasil. Sulla qualità non dirò molto: manca di sensibilità, cerca analogie tra due elementi fortemente sconnessi (una catastrofe naturale e una tragedia guidata dalla volontà umana) e, soprattutto, promuove una visione di rispetto della natura basata sul terrore. Questo articolo in origine doveva finire qui, ma dopo una giornata passata a seguire la questione update dopo update su blog e riviste più o meno credibili, mi trovo in una posizione confusa e devo raccontarvi cosa ho scoperto Continua a leggere

25 novembre 2011

L’album per schizzi di Susan Kare, madre del Mac che sorride e del cursore a freccia

Pochi giorni fa Steve Silberman ha scritto per PLoS un articolo avvincente dedicato alla figura leggendaria di Susan Kare, la «Betsy Ross del personal computer», ripercorrendo la storia che l’ha portata nel 1984 a disegnare le icone per il sistema operativo del primo Macintosh.

Primi anni Ottanta, Susan fa l’artista su commissione per studi e mostre. È nel suo garage a Palo Alto, sta lavorando alla scultura metallica di un cinghiale per un museo dell’Arkansas quando riceve una telefonata: è Andy Hertzfeld, un suo ex compagno di liceo e ora lead software architect alla Apple Computer Inc. Sta lavorando a un nuovo computer e ha bisogno di un artista per mettere a punto la grafica del sistema operativo. Lei, mica scema, accetta. Continua a leggere

James Lileks

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James Lileks

Cartoline di bar, fastfood e ristoranti americani del dopoguerra
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11 ottobre 2009

Vincent Moon e i Take Away Show

Vincent MoonVincent Moon è il nome d’arte del trentenne parigino Mathieu Saura, in assoluto il regista di Take Away Shows de La Blogothèque che preferisco. Al suo lavoro ci siamo già avvicinati un paio di volte (qui e nei Web Pick) senza però mai approfondire nello specifico.

Facendo un po’ di ricerca ho scoperto che è un vero stakanovista della telecamera, i progetti a cui sta lavorando in parallelo sono moltissimi ed ognuno rappresenta un passo nell’evoluzione del suo concetto di video musicale e del suo approccio alla regia. In rete è possibile reperire praticamente tutto quello che ha fatto finora, internet è il mezzo di distribuzione che predilige ma le informazioni su di lui e sul suo lavoro sono sparse qua e là. Proverò a mettere un po’ d’ordine. Continua a leggere

8 gennaio 2010

Zimoun

Zimoun è un’artista svizzero, è nato nel 1977 a Berna ed è autodidatta. Nonostante abbia girato il mondo, almeno stando alla lunga lista di musei e gallerie che lo hanno ospitato negli ultimi due anni, non sembra essersi concesso a ritratti o interviste. I suoi lavori, al contrario, sono disponibili e ben documentati attraverso una serie di video minimali (più o meno autoesplicativi) come lo showcase in apertura articolo.

L’etichetta sculture sonore, che viene spesso utilizzata per parlare dei suoi lavori, sembra calzante solo per alcune opere, in quanto, quasi tutte, hanno una componente visiva e cinetica affascinante. Un tema chiave è la ripetizione maniacale di elementi motorizzati semplici che, associati insieme, danno vita ad un brusio sonoro e visivo con una forte componente organica. L’aspetto biologico è un fattore spesso presente nelle sue opere, sia esso esplicito, come nel blocco di legno microfonato con all’interno venticinque tarli al lavoro, o implicito, come nello sciame di motori irrequieti.

Vi consiglio di dare un’occhiata al montaggio pubblicato sopra, ma se preferite i video singoli — con anche quelli esclusi dallo showcase — li trovate qui.


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