Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.
Ralf Grossek

Daily Pictures

Ralf Grossek

Le immagini di Ralf Grossek, documentary and architecture photography da...
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30 novembre 2010

Hendrix suona i Beatles, Dalì gioca un quiz tv, Borges parla d’arte, Picasso dipinge sul vetro, e altre 42 cose belle così

Noi ve lo abbiamo detto di leggere Open Culture, ma poi chiaro, se non avete voglia o tempo di farlo ci pensiamo noi a segnalarvi che fanno di buono. Dopo aver raccolto più di duecento film gratis online, hanno pensato bene di mettere in ordine tutti i vecchi video e audio di gente famosa, brava e morta che avevano pubblicato in passato. Una lista di 46 contributi unici e fantastici, tra cui è davvero impossibile non troviate nemmeno qualcosa di vostro interesse.

Qualche esempio: Jimi Hendrix che suona Sgt. Pepper and the Lonely Hearts Club Band, una delle ultime interviste di Orson Wells, James Dean e Ronald Reagan che recitano insieme, Salvador Dalì, Alfred Hitchcock e Groucho Marx al quiz show televisivo What’s my line, e poi Friedrich Nietzsche, Samuel Beckett, Django Reinhardt, Jack Kerouac, Anne Frank, James Joyce, e così via. Ci si possono perdere ore. Dopo il continua a leggere, per dire, trovate tre dei miei preferiti: Picasso che dipinge su un vetro, un giovanissimo Glenn Gould che suona Bach con dei gabbiani che si rincorrono fuori dalla casa e Jorge Borges che spiega qual è, secondo lui, il compito dell’arte. Continua a leggere

Chartwell, un carattere tipografico infografico

Daily Infographics

Chartwell, un carattere tipografico infografico

Travis Kochel e il suo font di 10.000 simboli per fare data visualization.
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3 maggio 2012

Come sopravvivere alla fine del mondo

Apocalisse (in realtà, apocalissi) è una parola greca che significa “rivelazione” e viene dall’ultimo libro del Nuovo Testamento, opera (pare) dell’apostolo ed evangelista Giovanni (I secolo d.C.). Lasciando stare il catechismo, bisogna ammettere che la fortuna del termine e di tutti i suoi derivati nell’accezione di “fine del mondo” è rilevantissima, tanto da aver nominato, anzi, creato un genere letterario (e cinematografico).

Il primo libro mai dedicato a questo tema, ben prima della Guerra dei mondi, sarebbe stato il Theologus Autodidactus, un apologo medico-filosofico in forma di racconto fantastico scritto dall’anatomologo siriano Ibn al-Nafis nella seconda metà del tredicesimo secolo. Tuttavia, come per tutti i topoi della cultura popolare, non esistono solo prodotti “alti” che derivano dal concetto di apocalisse, ma soprattutto scherzi, reality show e culture parallele. Continua a leggere

7 giugno 2009

Interview Project

David Lynch Interview ProjectPotrei provare a spiegarvi in breve il nuovo Interview Project lanciato da David Lynch, ma penso sia meglio ve lo racconti lui stesso.

4 gennaio 2011

Travolti da una tempesta di sabbia

Bob Poole è uno dei cameraman che hanno lavorato alla produzione di “Great Migrations”, una delle ultime grandi opere di casa National Geographic Channel. Si trovava nel Mali, appostato con la sua troupe per immortalare il passaggio di una mandria di elefanti, quando è stato investito da una gigantesca nuvola di sabbia rossa. Poole ha continuato a filmare anche all’interno della tempesta nel buio quasi totale e questo è il risultato.

— Via Giavasan.

5 ottobre 2010

Infinite Jest in un’infografica


Son di fretta, ma non è che ci sia molto da dire. Infinite Jest è il maxiromanzo di David Foster Wallace, lo scrittore morto suicida poco più di due anni fa a cui molti — e anch’io — vogliono un bene dell’anima. La storia del libro è irraccontabile, quindi il tentativo di unire i puntini tra i personaggi con un’infografica è comunque encomiabile (e si fa perdonare un errore come Kate Compert in alto a dx). Qua la versione in grande. — Via

18 novembre 2011

Internet è sotto il mare

La mappa interattiva pubblicata dal gruppo TeleGeography visualizza il percorso dei cavi sottomarini che portano internet da un capo all’altro del mondo. I satelliti, diversamente da quanto si possa pensare, trasferiscono solo l’1% del traffico, il resto è affidato a cavi che si estendono sotto gli oceani per oltre diecimila chilometri con una capacità dati sconfinata – se dieci terabyte al secondo non vi dice niente, pensate a trasferire i dati di tutti gli utenti americani verso altri continenti alla velocità a cui siamo abituati. Continua a leggere

19 ottobre 2010

Tutte le cose dell’universo perfettamente in scala tra loro

Come avevamo già detto tempo fa, mettere in relazione le dimensioni delle cose è un compito piuttosto difficile per la nostra immaginazione. Forse voi siete più allenati, ma per me tutte le cose che vanno oltre la soglia del molto molto grande o del molto molto piccolo, sono tutte un po’ grandi uguali.

Su internet c’è un oggetto interattivo che vi aiuterà a fare un po’ di chiarezza, oltre ad intrattenervi con qualche nozione curiosa. Per dire: le cose successe oltre i 140 yottametri non le possiamo vedere perché sono talmente lontane che la loro luce non ha ancora fatto in tempo a raggiungerci. Si chiama The Scale of the Universe ed è un progetto di Cary e Michael Huang.

11 giugno 2009

High-line Park

High Line ParkNel 1930 è stata costruita a Manhattan una linea sopraelevata di dieci metri destinata al movimento dei treni merce. Dal 1980 nessun treno circola più sulla High Line. Quando fu presa la decisione di demolire la ferrovia si formò spontaneamente un movimento interessato al salvataggio dell’area. Da quel movimento è nata l’associazione non-profit “Friends of High Line” con l’obiettivo di trasformare lo spazio in uno parco pubblico. Così, dal 1999, l’associazione lavorò senza sosta, prima da soli, poi patrocinati dalla città di New York. Un paio di giorni fa il parco è stato ufficialmente inaugurato.

Segue un video — fortemente consigliato — che racconta il progetto e qui una carrellata d’immagini scattate dal fotografo Iwan Baan. Detto questo, non so se restare senza parole per l’impegno ecologico costantemente rispettato della città di New York o perché un’associazione non-profit sia riuscita a fare una cosa del genere partendo da niente in soli dieci anni. A voi i commenti.

1 dicembre 2011

Le più belle live webcam dell’internet

Quando vi è entrato internet in casa per la prima volta non avete sentito il bisogno di capire quanto fosse grande? Più che chattare con sconosciuti dall’altra parte del mondo, la cosa che ai miei occhi meglio riusciva a concretizzarne l’enormità, e a destabilizzarmi, erano le immagini in diretta.

Da sempre il re indiscusso delle live webcam online è EarthCam. Fondato nel 1996, gestisce direttamente un network di telecamere puntate su scenari spettacolari e sul proprio sito segnala anche le più belle trovate in rete. Ogni anno stila una validissima classifica delle migliori 25 e al Best of 2011 mancano un paio di settimane. Continua a leggere

5 marzo 2010

Looking into the past

Jason PowellJason Powell ha raccolto numerose immagini d’epoca da un archivio libero di fotografie storiche americane e, tenendole sospese con la sua mano, le ha fotografate sovrapposte al nuovo paesaggio con precisione da fotomontaggio. L’idea, ispirata al lavoro sui souvenir di Michael Hughs, è semplice, ma la sua cura nel selezionare il rapporto tra immagine del passato e immagine del presente è rilevante per la riuscita della galleria — a dimostrarlo la mediocre raccolta portata avanti dai fan del progetto. La collezione è stata aperta nel febbraio 2009 e oggi, dopo un anno di aggiornamenti quasi mensili, si è arricchita di 33 immagini, di cui almeno una ventina interessanti e ben riuscite. Consiglio: guardatele a schermo pieno in questo slideshow.


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
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