Come cambia una strada se spariscono tutte le pubblicità?
Il duo austriaco Steinbrener Dempf ha nascosto per due settimane tutte le...- Mi piace 07
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2 dicembre 2011
Nel 1996, per promuovere il suo ultimo libro, Infinite Jest, David Foster Wallace accorda un reportage a Rolling Stone: lo scriverà David Lipsky, scrittore e giornalista. Nel 1996 David Foster Wallace non è sposato, David Lipsky nemmeno, l’uno ha trentaquattro anni, l’altro trenta, dopo dodici anni l’uno si sarebbe ammazzato, l’altro no. Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta è il risultato di quel reportage mai pubblicato, redatto da David Lipsky, edito in Italia da Minimum Fax: 447 pagine di botta e risposta e molte considerazioni su letteratura americana, scrittura, cultura pop, americanismi ed emotività umana in cinque giorni passati insieme tra ristoranti, lezioni all’università, aeroporti e automobili, fast food e reading quasi alla fine del tour di presentazione di Infinite Jest. Continua a leggere
1 dicembre 2011
Uno degli svaghi postmoderni che internet ha alimentato è quello di giocare con l’immaginario collettivo attraverso tutti gli strumenti a nostra disposizione. Uno di questi è Street View, il servizio introdotto da Google nel 2007 per arricchire le proprie mappe con foto a 360° delle città. Il servizio ha generato tanto entusiasmo quante critiche, specialmente sul versante della privacy, ma è anche un giocattolo divertente nelle mani dei creativi e dei perditempo. Qualche giorno fa Motherboard ha provato a usare Street View per scovare i luoghi nei quali furono scattate le foto di copertina di undici dischi iconici della storia del rock. Proviamo a vederne qualcuno. Continua a leggere
1 dicembre 2011
Circa un settimana fa abbiamo parlato della retrospettiva che inaugurerà domani a Milano dedicata al fotografo Robert Mapplethorpe. Chi si trova nei paraggi dello Spazio Forma passi a dare un’occhiata, inizia alle 18 ed è gratis. Nel frattempo però, a Parigi, sta inaugurando un’altra mostra dedicata a Mapplethorpe, meno completa ma con scelte curatoriali insolite prese da Sofia Coppola, di cui, ovviamente, siamo fan per varie ragioni. Continua a leggere
1 dicembre 2011
Quando vi è entrato internet in casa per la prima volta non avete sentito il bisogno di capire quanto fosse grande? Più che chattare con sconosciuti dall’altra parte del mondo, la cosa che ai miei occhi meglio riusciva a concretizzarne l’enormità, e a destabilizzarmi, erano le immagini in diretta.
Da sempre il re indiscusso delle live webcam online è EarthCam. Fondato nel 1996, gestisce direttamente un network di telecamere puntate su scenari spettacolari e sul proprio sito segnala anche le più belle trovate in rete. Ogni anno stila una validissima classifica delle migliori 25 e al Best of 2011 mancano un paio di settimane. Continua a leggere
30 novembre 2011
Jive Time Records è il negozio di dischi di Seattle che sta dietro a Project Thirty-Three, un meraviglioso blog dedicato alla grafica delle copertine dei vecchi LP, e a Stereo Stack. Si tratta di una pagina web in cui vengono accumulati a caso l’uno sull’altro ritagli di confezioni di vinili, precisamente le fasce in cui compare la scritta stereo. Refreshate a raffica e gioite, sempre a raffica.
29 novembre 2011
La radio pubblica americana non è come la nostra. Gli Stati Uniti sono troppo grandi per avere un’unica radio che copre tutto il territorio (hanno, per dire, 6 fusi orari diversi). E così le stazioni sul territorio trasmettono un misto di cose in diretta prodotte localmente e di programmi famosi fatti da stazioni più grandi (o dalla centrale NPR) e mandati in differita. C’è, insomma, un mercato di programmi radiofonici. E c’è anche un mercato di cose che vanno dentro ai programmi radiofonici. Servizi, storie, reportage, interviste che vengono trasmessi in programmi contenitore come Morning edition e All things considered.
Ma le registrazioni e i podcast di tutti questi frammenti si perdono per la rete. Audiofiles è un sito appena nato che raccoglie link a tutto il meglio di quello che si trova in giro in un unico posto. Continua a leggere
28 novembre 2011
Era il 1820 quando John James Audubon, ornitologo e pittore, decise che avrebbe disegnato tutti gli uccelli viventi del Nord America a grandezza reale. Il risultato, dopo 19 anni di lavoro, è The Birds of America, considerata ancora oggi la più importante enciclopedia ornitologica illustrata mai creata. Per disegnare anche gli uccelli più grandi in scala 1:1 dovette usare fogli double elephant di 66 per 99 centimetri, il più grande formato prodotto all’epoca. Suddiviso in quattro volumi, The Birds of America contiene 435 meravigliose stampe colorate ad acquarello; qualche anno fa l’Università di Pittsburgh, proprietaria di una copia, ha deciso di scansionarle tutte ad alta definizione e di pubblicarle sul proprio sito. Qui trovate l’indice con le miniature, qui altre informazioni sull’opera. Continua a leggere
28 novembre 2011
Dee Dee Penny, la mente dietro questo progetto, nasce in una difficile realtà di suburbia americana e fa della musica la sua redenzione. Impara a suonare la chitarra a sei anni, poi il basso e la batteria in vari progetti fino ad approdare giovanissima alle Dum Dum Girls, dove sembra che dum dum sia un’onomatopea per il battere del rullante, uno dei pochi pezzi di batteria che usano. Alle spalle hanno la scuola punk e dark newyorkese a sostenerle, Siouxie e Lydia Lunch sopra tutti. Suonano una wave stanca e annoiata, ma davvero riuscita, tanto che sembra di ascoltare qualcosa di vecchio, un po’ per la produzione un po’ per il loro look impeccabile. Hanno anche un divertente blog.
27 novembre 2011

Isaac Scribner di Retronaut ha messo insieme una selezione di copertine di primi numeri delle più famose riviste statunitensi, Time, Vogue, Rolling Stone, Wired, New Yorker, e così via. Continua a leggere
25 novembre 2011
Pochi giorni fa Steve Silberman ha scritto per PLoS un articolo avvincente dedicato alla figura leggendaria di Susan Kare, la «Betsy Ross del personal computer», ripercorrendo la storia che l’ha portata nel 1984 a disegnare le icone per il sistema operativo del primo Macintosh.
Primi anni Ottanta, Susan fa l’artista su commissione per studi e mostre. È nel suo garage a Palo Alto, sta lavorando alla scultura metallica di un cinghiale per un museo dell’Arkansas quando riceve una telefonata: è Andy Hertzfeld, un suo ex compagno di liceo e ora lead software architect alla Apple Computer Inc. Sta lavorando a un nuovo computer e ha bisogno di un artista per mettere a punto la grafica del sistema operativo. Lei, mica scema, accetta. Continua a leggere
25 novembre 2011
Lo scopro solo ora ma non posso trattenermi: Massimo Vignelli ha svelato il suo marchio per il Comune di Salerno e ci sono mille polemiche. In mezzo c’è un po’ di tutto: pesci, sole, riflessi, acqua, cielo, delfini, cavallucci marini. Tutte suggestioni più o meno comuni a qualunque altra città italiana affacciata sul mare (Sorrento, per dirne una). Le critiche, infatti, non sono poche, il filone principale riguarda il costo della prestazione: 200.000 €, una cifra non da poco che certamente peserà molto sul giudizio dei salernitani.
I commenti negativi sono numerosi ma ci sono anche sostenitori che trovano la qualità non tanto nel marchio quanto nella completezza del progetto d’immagine. Purtroppo, per conoscere meglio i dettagli, non avete altra scelta che andare sul sito del Comune di Salerno e assistere alla lectio magistralis tenuta dallo stesso Vignelli (purtroppo serve Windows Media Player). Continua a leggere