L’alfabeto segreto dei segni
L'infografica più infografica di tutte: il cartello stradale.- Mi piace 01
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8 luglio 2010
Prendete Pippa Brooks, una mamma londinese super cool, che fa la dj, i vestiti ed è stata coniglietta di Playboy. Prendete suo marito, Nathaniel Lee Jones, proprietario di M. Goldstein, uno dei negozi di antiquariato, oggettistica, cose a caso, più conosciuti nell’east London.
Bene, presi? Uniti? Cosa poteva venire fuori se non due bambini meravigliosi e stilosissimi come Duke e Joe? Sono gemelli, e hanno solo otto anni, per cui non vi racconterò cosa di grande fanno nella vita, a parte vestirsi da sé, ma mi limiterò a lasciarvi una serie di immagini in cui sono ritratti che, ne sono convinta, non lasceranno indifferente nessuno.
E poi vi linko un’intervista ai due bambini, che già il concetto basterebbe a renderla divertente, ma questa vi fa realmente capire chi abbiamo davanti. Ah, è fatta da Vice.
Io questo giovedì lo dedico a voi due che state leggendo, perché non potevo non pensarvi, e perché son convinta che Duke e Joe tra non molto avranno una concorrenza tutta italiana.
Dopo il salto vi divertirete, fidatevi. Continua a leggere
7 luglio 2010
Nato quest’estate da un’imprevedibile partnership fra il colosso informatico Intel e la divisione video di Vice, The Creators Project è un’avventura dedicata alla scoperta e alla celebrazione della creatività attraverso i media digitali e le tecnologie contemporanee in ogni parte del mondo, nelle arti visive e nel design, nella performance, nel cinema come nella musica. A metà tra un canale video online, gigantesco contenitore di interviste, trailer e montaggi inediti, e una fondazione promotrice di una serie di eventi e incontri che avranno luogo durante l’anno in tutto il mondo.
6 luglio 2010
La stylist londinese Faye Toogood dirige uno studio multidisciplinare che si occupa di set design, installazioni e progettazione di interni. La qualità dei lavori è alta e mira in particolare a creare un’esperienza attorno al prodotto, sia che si tratti dello styling di una fotografia o di uno spazio tridimensionale.
Each project that we work on is entirely different and we try to find ways of communicating the value of what is being presented by creating an experience around it. This approach isn’t about competing with the products but more about inspiring people to poke them, pick them up, sit on them, wear them, walk off with them or simply stare at them.
Nel suo portfolio la sezione dedicata agli interni illustra egregiamente che cos’è un moodboard efficace. Alcune immagini dopo il salto, per tutto il resto potete andare qui — il sito è lento e fastidioso. Continua a leggere
6 luglio 2010
http://www.youtube.com/watch?v=uMTXHp2s0NM
Ieri ascoltavo un po’ di musica con quella che è andata in Ucraina, e a un certo punto da YouTube è uscita fuori la canzone che trovate qua sopra, Everybody’s gotta live dei Love. Che, in pratica, è un gruppo di cui diversi anni fa ho consumato l’unico album che ho avuto – il primo, l’omonimo — per poi dimenticarmene completamente. Coi dischi capita. E capita anche, appunto, di ricordarsene all’improvviso e rimettersi a consumare il disco (che non ho qui a Milano, quindi consumo gli mp3). Continua a leggere
5 luglio 2010
Della situazione in Corea del Nord si è parlato molto, perlopiù sommariamente, in occasione della partecipazione della sua nazionale di calcio ai mondiali: ricorderete le voci, poi smentite, sulla fuga di alcuni giocatori, la finta claque composta da cinesi assoldati, le lacrime dell’attaccante Jong Tae-Se durante l’inno nazionale, la trasmissione in differita delle partite in patria. Poi i tragici 7 gol del Portogallo.
Per parlare della dittatura nordcoreana si potrebbe comodamente andare avanti con aneddoti di questo tipo, e ce n’è di sconcertanti, ma si rischia di ridurre il tutto a una carrellata di mostruosità da circo: si fa oho! e si passa oltre. Per questo vi invito a guardare Inside Undercover in North Korea, un documentario di National Geographic Channel molto ben fatto che presenta la realtà di uno dei paesi meno conosciuti e più oppressi al mondo mixando perfettamente aneddoti e approfondimento. Continua a leggere
3 luglio 2010
Un documentario di Current Tv indaga il mercato di false speranze sviluppato nel sistema calcistico dell’Africa occidentale. Giovani talenti alla ricerca del successo europeo sono infatti frequenti vittime di inganni e truffe ad opera di speculatori e finte associazioni sportive.
For a very small percentage of these West African youngsters, their dreams of playing professionally in Europe come true.The rest face a litany of horrors. In the slums of Morocco, Current meets a growing community of West African players abandoned by agents who promised them professional contracts with European teams.
Questi sono sicuramente i giorni giusti per conoscere più da vicino le dinamiche globali del calcio e il video reportage di Vanguard è scorrevole e parlato in un inglese piuttosto comprensibile. Tra un quarto di finale e l’altro ritagliatevi un minuto per dargli un’occhiata.
2 luglio 2010
Siamo abituati ad essere stupiti da rumoristi e beat boxer, ma che Michael Winslow (ricordate Scuola di Polizia?) riesca a ripercorrere in modo così preciso la storia della macchina per scrivere attraverso l’imitazione del suono prodotto dai modelli più noti lascia davvero a bocca aperta.
2 luglio 2010
Céleste Boursier-Moungenot ha chiuso in una sala espositiva del Barbarican Center di Londra quaranta piccoli uccelli (precisamente quaranta diamanti mandarino) e li ha lasciati liberi d’interagire con chitarre elettriche distorte e altri strumenti amplificati. — Via
1 luglio 2010
La rappresentazione di un movimento attraverso un dipinto o volume unico statico è stata ampiamente esplorata nella storia dell’arte moderna e contemporanea.Ieri ho incrociato sullo stesso tema le sculture della serie Bodycloud di Raphael Perret ispirata al movimento dei ballerini di Capoiera.
Attraverso la registrazione computerizzata del movimento del ballerino, Perret riesce ad ottenere un volume tridimensionale che viene poi reso fisico con l’utilizzo di una stampante 3d. Il processo è spiegato passo passo con due video di accompagnamento dopo il salto. Continua a leggere
1 luglio 2010
Oltre a questi tre “Study of a Young Man”, che sono effettivamente piuttosto statici, ma che mi hanno del tutto catturato, Radeq Brousil si è fatta un nome, da Praga a New York, con i suoi ritratti sempre molto forti e a volte anche un po’ inquietanti.