Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.
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Trenta Secondi

Se tutta l’acqua del mondo fosse raccolta in una sfera

Jack Cook ha rappresentato per la Woods Hole Oceanographic Institution il volume di tutta l’acqua del mondo, compresi oceani, calotte polari, ghiacciai, falde acquifere, laghi, fiumi, paludi, vapore atmosferico, umidità del terreno e acqua biologica (quella contenuta negli esseri viventi) per un totale di 1.386.000.000 chilometri cubici. Tutta quest’acqua potrebbe essere racchiusa in una sfera incredibilmente piccola, del diametro di soli 1.385 chilometri, più o meno la lunghezza dell’Italia. Qui trovate l’immagine in grande, qui un po’ di dati. — via @amedeobalbi

17 febbraio 2011

Il file che non si può stampare

Il WWF ha deciso di offrire un nuovo modo per manifestare la propria coscienza verde: un formato di file che non si può stampare. Si chiama WWF, che per coincidenza ha tre lettere, come quasi tutti i formati di file, e suona bene proprio come PDF. Anzi, di fatto è un PDF, quindi si può aprire con qualsiasi lettore standard di documenti, ma ha l’opzione di stampa disabilitata. Per scrivere un file WWF serve invece un programmino gratuito che aggiungerà l’opzione di salvataggio nel formato “ecologico” ai software installati sul computer.

È una brillante strategia di comunicazione che non costa nulla, fa del bene a tutti e porta pure un ritorno in immagine a chi la utilizza. Già tre grosse aziende lo hanno adottato come standard e non ci sarebbe niente di male se nel nostro piccolo lo facessimo anche noi. Qua per saperne di più.

26 gennaio 2012

Borderlines, un blog del New York Times che racconta le storie dei confini tra gli stati

Quella che vedete qui a fianco è Pheasant Island, si trova vicino alla foce del Bidasoa, il fiume che per un tratto fa da frontiera tra la Francia e la Spagna. Qui nel 1615 Luigi XIII di Francia e Filippo IV di Spagna posarono lo sguardo sulle due sorelle che sarebbero diventate le loro mogli. Nello stesso posto anche Luigi XIV di Francia e Carlo II di Spagna incontrarono per la prima volta le future signore, fatto sta che a quest’isola si affezionarono sia i francesi che gli spagnoli. Una guerra per accaparrarsela era fuori luogo, quindi decisero di governarla a turno: Pheasant Island è l’unico pezzo di terra al mondo governato per sei mesi da uno stato e per i restanti sei da un altro.

Quello dedicato ai condominium è l’ultimo post di Borderlines, un nuovo blog del New York Times curato dallo stesso bravo Frank Jacobs di Strange Maps — ne avevo parlato qui tempo fa. Borderlines è tutto dedicato ai confini degli stati e alle storie che ne hanno deciso la forma. Continua a leggere

24 novembre 2009

Julio Cortazar

Julio CortazarSe uno è capace di scrivere sia un romanzo gigante capolavoro della letteratura del Novecento, sia un piccolo manuale di istruzioni — istruzioni per salire le scale, per piangere, per ammazzare le formiche a Roma — quest’uno si merita delle cose. Per esempio che voi lo leggiate.

Julio Cortazar è nato a Bruxelles nel ’14 e ha passato la sua vita tra Argentina e Francia. Avvicinato a un sacco di gente brava che non vi dico per non intaccare la sua unicità, ha giocato a scomporre la forma del romanzo portando spesso ad altissimi livelli il genere del realismo fantastico, narrazioni in cui un elemento sovrannaturale si insinua senza troppi strilli in una situazione quotidiana, riuscendo a raccontarne le tensioni. I fantasmi e i vampiri dello scrittore argentino sono presenze ingombranti, materializzazioni delle psicologie dei personaggi e delle mancanze silenziose della società medio-borghese protagonista dei racconti. Continua a leggere

1 dicembre 2011

Le copertine dei dischi viste attraverso Street View

Uno degli svaghi postmoderni che internet ha alimentato è quello di giocare con l’immaginario collettivo attraverso tutti gli strumenti a nostra disposizione. Uno di questi è Street View, il servizio introdotto da Google nel 2007 per arricchire le proprie mappe con foto a 360° delle città. Il servizio ha generato tanto entusiasmo quante critiche, specialmente sul versante della privacy, ma è anche un giocattolo divertente nelle mani dei creativi e dei perditempo. Qualche giorno fa Motherboard ha provato a usare Street View per scovare i luoghi nei quali furono scattate le foto di copertina di undici dischi iconici della storia del rock. Proviamo a vederne qualcuno. Continua a leggere

1 aprile 2011

I randagi del Cafè Lehmitz

Quella sopra è una bella fotografia, ma molti di voi ci riconosceranno qualcosa di più, qualcosa di familiare. Dopo il salto vi dico che cos’è, ma pensateci ancora un secondo. Posso darvi un indizio: quei due personaggi hanno a che fare con la copertina di un bellissimo album di Tom Waits. Continua a leggere

11 ottobre 2010

I dieci consigli di Milton Glaser

Di Milton Glaser aveva già parlato a fondo Guido parecchio tempo fa, ma ieri mi sono imbattuto in un estratto di un suo discorso del 2001 agli AIGA Talk di Londra (lo trovate qua) che può andare a integrare ciò che è già stato detto e che vale davvero la pena di leggere. Si tratta di una lista di dieci cose che il grande designer ha imparato lungo la sua carriera, consigli che possono tornare utili a chi è, sarà o ha intenzione di diventare designer — ma anche agli ingegneri non farebbero male. Qui Glaser torna su temi come il “just enough is more” e le responsabilità etiche del comunicatore, ma parla anche di stile, gente tossica e narcisismo arricchendo il tutto con aneddoti tratti dalla sua vita. La vita di Milton Glaser. Brividi.

[...] what is required in our field, more than anything else, is the continuous transgression. Professionalism does not allow for that because transgression has to encompass the possibility of failure and if you are professional your instinct is not to fail, it is to repeat success. So professionalism as a lifetime aspiration is a limited goal.

Continua a leggere

19 luglio 2011

L’ultimo frame

The Final Image è un blog che raccoglie i frame finali di film perlopiù famosi. Ne ho selezionati alcuni, li trovate dopo il salto, ovviamente senza il titolo. Se vi arrendete fate clic sull’immagine. Continua a leggere

8 dicembre 2011

Tredici grandi attori interpretano tredici grandi cattivi

A distanza di un anno da Fourteen actors acting, il New York Times Magazine ha pubblicato una nuova serie di video con protagonisti alcuni tra i migliori attori in circolazione. La serie si intitola Touch of Evil, e i tredici attori interpretano altrettanti archetipi di personaggi malvagi: dall’uomo invisibile (Ryan Gosling) al tiranno dittatore (George Clooney), da Alex di Arancia Meccanica (Rooney Mara) al burattino posseduto (Gary Oldman). I corti sono girati dalla fotografa Alex Prager.

3 luglio 2012

La schizofrenia raccontata da chi la vive

Non esistono “schizofrenici”. Esistono persone che soffrono di schizofrenia.

Elyn Saks è professoressa di legge, psichiatria e scienze comportamentali alla University of Southern California, e soffre di schizofrenia. Per TED ha raccontato in 15 minuti la sua esperienza diretta con una malattia del cervello celebre ma poco compresa, e spesso mal curata. Continua a leggere

5 febbraio 2010

Active Design

Active Design GuidelinesChe l’America sia un paese che tende all’obesità non è niente di nuovo per nessuno, si sa. Le ultime statistiche evidenziano che oltre il 40% dei bambini iscritti presso le scuole elementari di New York è sovrappeso e il trend è in continua crescita. Questo genere di allarme ha dato luogo a numerose campagne comunicative finalizzate ad educare la popolazione a uno stile di vita più salutare che preveda una dieta accettabile e un minimo di attività fisica.

New York questa volta risponde in modo diverso: a fine gennaio ha reso pubblico — gratuitamente — il manuale Active Design Guidelines. Nel libro sono raccolte centinaia di linee guida pensate per offrire ai progettisti dello spazio urbano soluzioni che invitino attivamente la popolazione ad uno stile di vita più sano. Continua a leggere


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