Lo strano caso della città a forma di rinoceronte
Cosa ci dicono le mappe delle città-ancora-da-costruire del Sudan?- Mi piace 04
- Commenta 01
Osservare, selezionare, condividere
24 settembre 2010
Ingranaggi, bande elastiche, caratteri tipografici e piccole cose meccaniche. Ecco cosa vedrete in questo trailer che anticipa l’uscita di un documentario sulla Linotype, il macchinario incredibilmente complesso utilizzato un tempo per la composizione tipografica.
24 settembre 2010
Semplice e curato Scanwiches è un piccolo sito che raccoglie scansioni di sandwich. — Via
24 settembre 2010
Leggo oggi un articolo che cerca di spiegare la nascita del punto interrogativo. Essendo partito da una voce di Wikipedia l’autore non garantisce che sia andata effettivamente in questo modo, ma la considera l’ipotesi più convincente tra le tante in circolazione e, in ogni caso, su Wikipedia viene citata una fonte presumibilmente autorevole. Vi riporto la teoria così com’è, tradotta dall’inglese.
Nella lingua latina era abitudine aggiungere il termine quaestiō in fondo ad una frase ogni volta fosse necessario esprimere una forma interrogativa. La scarsa eleganza e l’ingombro inutile di questa soluzione portò a contrarre l’espressione quaestiō in QO, ma l’abbreviazione poteva però dare luogo a fraintendimenti: le due lettere affiancate sembravano infatti indicare una parola incompleta. Per evitare questo problema, la O venne spostata sotto la Q — piuttosto che al suo fianco — dando così origine ad un segno diverso con un suo ben preciso significato. Il segno disegnato a mano potrebbe essersi facilmente evoluto al punto interrogativo che conosciamo oggi.

23 settembre 2010
Si sente parlare del video festival di Vimeo da diversi mesi e se navigate spesso vi sarete pure stufati dell’onnipresente banner grigio e verde che li promuove (sì, quello qui a sinistra) ma vi segnalo una novità interessante: sono usciti i finalisti! Una giuria da brivido — che include David Lynch — ha selezionato quarantacinque video tra gli oltre seimila partecipanti. Nove categorie, cinque video per categoria, tutti organizzati per bene in questa pagina.
22 settembre 2010
Alan Jensen ha solo 19 anni ma a mio parere le composizioni video che realizza non hanno nulla da invidiare a quelle di artisti e videomakers ben più affermati e roboanti; serie di immagini e brevi sequenze girate con fotocamere compatte e camcorder senza un vero ordine logico, ma soltanto apparentemente mescolate per affinità cromatiche e geometriche, pesantemente editate e post-prodotte prima di essere montate su spezzoni o brani interi di Flying Lotus, Toro Y Moi, Neon Indian, Washed Out.
Sono tutti raccolti sul suo sito/blog Airglow Cinema, o al suo canale su Vimeo.
21 settembre 2010
C’è un nuovo video di M.I.A., e lo si guarda solo qui. — Via
21 settembre 2010
Questo video unisce tre cose che mi affascinano molto: bambini geni, ping pong (ok, perché è il gioco in scatola di uno sport meraviglioso, ma mi piace comunque) e, vabbè, bellissime immagini. L’hanno girato Drea Cooper (che è un regista) e Zackary Canepari (che è un fotografo), due che stanno portando avanti il progetto California is a place (ma il sito è meno aggiornato dell’account Vimeo), corti monotematici su roba che succede, appunto, in California. Tre giorni fa è uscito l’ultimo, Pong, ambientato nel più grande centro di ping pong del Nord America e pieno zeppo di bambini che sognano le Olimpiadi e parlano in un modo che non vi dico. Dopo il continua trovate altri due corti (uno sulla real doll, una bambola gonfiabile di ultima generazione, e uno su una gang di ragazzini afroamericani e le loro scraper bike) ma, sinceramente, andate direttamente sulla loro pagina, troverete tutte bellissime storie. Continua a leggere
20 settembre 2010
Et voilà, un ottimo modo per buttare il vostro preziosissimo tempo in un gioco che vi farà pure innervosire. Vi ricordate la tensione estrema che si provava all’asilo con il gioco della sedia? Swarmation è peggio: tu sei un quadratino col bordo azzurro, i giocatori che sono connessi in quel momento sono gli altri quadratini. Si sceglie una squadra, se ce n’è più di una, e collaborando con gli altri si cerca di formare le figure che vengono proposte in alto a destra. Ovviamente il tempo è pochissimo e altrettanto scarsa sarà la prontezza degli altri quadratini a collaborare. Poi c’è il mistero del solito individuo che si ferma a rilassarsi a un passo dalla figura complessissima di cui LUI è l’unico tassello mancante. Mi innervosisco anche solo a scriverlo. Continua a leggere
17 settembre 2010
Quelli di Happiness Brussels non sono stati certo i primi ad avere un’idea del genere (in fondo è solo una versione in grande di questo), ma sono stati bravi a differenziarsi, se non altro per come hanno progettato il sito attraverso cui l’albero si interfaccia con il mondo e per l’attitudine social a 360 gradi.
Come funziona? Hanno fissato ai rami webcam, microfoni, cabinotti per la rilevazione del tempo atmosferico e misuratori di smog, ozono e luce. Tutti componenti sono connessi ad internet così da poter pubblicare in tempo reale i dati rilevati: le fotografie finiscono su Flickr, i video su YouTube, le registrazioni audio su Soundcloud e i dati, opportunamente convertiti in linguaggio “umano”, diventano status di Facebook e Twitter.
Parentesi seria: chi volesse approfondire l’argomento può leggere il nostro breve articolo introduttivo sugli Spime oppure andare direttamente a questo saggio visionario sul ruolo sociale degli “oggetti”.
17 settembre 2010
C’è una lista non esaustiva che inizia su Wikipedia e finisce qui. Ironia della sorte? Sembra sia capitato spesso agli inventori di torture di essere stati i primi torturarti a morte con la propria invenzione.