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14 ottobre 2010

106 cose interessanti in giro per internet

L’oggetto che trovate dopo il continua a leggere arriva dal Google Creative Lab, che ammetto di non sapere esattamente cosa sia. So che i dipendenti di Google hanno un 10% del loro tempo lavorativo a disposizione per sviluppare idee proprie, e posso sospettare che parte di quei progetti finiscano nel Google Creative Lab, ma potrei star dicendo un’idiozia — anzi, se qualcuno lo sa me lo dica. Comunque: qua sotto trovate un Google doc impaginato malissimo intitolato the world is full of interesting things in cui “mondo” sta per “internet”, e a questo punto direi che avete capito di che si tratti. Le cose interessanti sono divise in categorie (audio, video, tech, sport, ecc) e, nonostate parecchie abbiano già girato molto, ce ne sono decine che non avevo mai incrociato. Divertitevi. Continua a leggere

13 ottobre 2010

The Rassle Crew

Ero a New York la settimana scorsa, e ovviamente sono andata a fare un giro da J.Crew. Poi torno a Milano, guardo internet, e vedo questo video. I The Rassle, gruppo newyorkese di bellocci che fanno pure dei bei suoni, vestiti di tutto punto da J.Crew. Ok, volevo provare a incuriosirvi facendovi ripercorrere step by step quello che era successo a me, ma non credo che ci riuscirei benissimo, per cui vado diretta al succo della vicenda.

J.Crew ha usato quei quattro come testimonial dei completi da uomo. Niente di speciale direte voi, vero. Ma magari dopo il video, guardando anche l’intervista in cui ognuno di loro parla del proprio rapporto con una suite, un po’ più curiosi lo diventate, e come me iniziate a giocare a far muovere in un modo meraviglioso Blair ed Erik, avanti e indietro dentro quelle giacche.

Io là mi sono comprata una felpa, ma solo perché non sapevo di questo progetto, sennò qualcuno a cui regalare quella Ludlow lo trovavo.

Dai, non ci si può stufare delle movenze di quei due!


13 ottobre 2010

Message is the Medium x Sebastien Tellier

Sebastien Tellier sta per tornare con un nuovo album, pare, che si lascia introdurre nel migliore dei modi da questo teaser ad opera delle due geniette di Message is the Medium, che allo stesso tempo celebra anche il decimo compleanno della celebre etichetta Record Makers:

http://www.youtube.com/watch?v=7pxpY4vnW4c

Everything Explained Through Flowcharts

Daily Infographics

Everything Explained Through Flowcharts

C'è una logica dietro i nomi delle metal band? E tutto il resto.
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12 ottobre 2010

Wes Anderson e Roman Coppola per Stella Artois

Non va oltre il carino, ma ci sono in giro certi fissati che non vogliono perdersi neanche un minuto girato dal signor Wes Anderson (io? che c’entro io? ok anch’io). E, con un gioco a incroci, in caso ve lo siate perso dopo il continua a leggere trovate il più che divertente video di presentazione dell’applicazione iPad del New Yorker, girato da Roman Coppola (che pure lui è uno bravo) con protagonista Jason Schwartzman, uno degli attori preferiti da — ecco qua — Anderson, cioè il Max Fischer di Rushmore (I saved Latin!) e, anche se non c’entra, il Jonathan Ames di Bored to Death. Continua a leggere

12 ottobre 2010

Hipstamatic e un pensiero sul futuro della fotografia


Buona parte di voi conoscerà già Hipstamatic, una delle pochissime applicazioni per iPhone che hanno effettivamente dell’incredibile. Per chi non lo sapesse, Hipstamatic — che prende il nome da questa macchina fotografica do-it-yourself degli anni Ottanta — è in grado di riprodurre abbastanza fedelmente gli effetti di diversi obiettivi più o meno vintage e di diverse pellicole, a colori e in bianco e nero. Una volta comprata, si hanno tre obiettivi e due pellicole disponibili di default e la possibilità di comprarne altri.

I risultati sono quelli che vedete nei wall di Facebook di qualcuno dei vostri amici: fotografie innegabilmente belle che oscillano dalla sgranatura delle immagini di strada in b/n degli anni Cinquanta alla saturazione dei colori nelle Lomo, passando per i colori tenui e amarcord delle Polaroid. Insomma, fa un sacco di cose, le fa benissimo e soprattutto le fa senza che chi scatta debba metterci il minimo sforzo. Ok, sapere quando è meglio usare un obiettivo invece di un altro aiuta, ma non è assolutamente necessario: io l’ho comprata la settimana scorsa e per diversi giorni ho solo scattato a caso, e i risultati sono stati decisamente ottimi senza che io ci mettessi nulla di mio. Per sintetizzare, le fotografie subiscono un processo di preproduzione — che poi tecnicamente non sia così, qua non ci importa — simile al classico processo di postproduzione che potreste fare con un po’ di dimestichezza con Photoshop. Continua a leggere

11 ottobre 2010

I dieci consigli di Milton Glaser

Di Milton Glaser aveva già parlato a fondo Guido parecchio tempo fa, ma ieri mi sono imbattuto in un estratto di un suo discorso del 2001 agli AIGA Talk di Londra (lo trovate qua) che può andare a integrare ciò che è già stato detto e che vale davvero la pena di leggere. Si tratta di una lista di dieci cose che il grande designer ha imparato lungo la sua carriera, consigli che possono tornare utili a chi è, sarà o ha intenzione di diventare designer — ma anche agli ingegneri non farebbero male. Qui Glaser torna su temi come il “just enough is more” e le responsabilità etiche del comunicatore, ma parla anche di stile, gente tossica e narcisismo arricchendo il tutto con aneddoti tratti dalla sua vita. La vita di Milton Glaser. Brividi.

[...] what is required in our field, more than anything else, is the continuous transgression. Professionalism does not allow for that because transgression has to encompass the possibility of failure and if you are professional your instinct is not to fail, it is to repeat success. So professionalism as a lifetime aspiration is a limited goal.

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8 ottobre 2010

Finalmente un archivio di copertine ben organizzato

Ho scoperto ieri un nuovo sito che raccoglie copertine di libri. Lo segnalo perché questo archivio non è uno dei soliti confusionari e acritici siti che raccolgono copertine di libri. È un sito che si presenta bene ed è organizzato ancora meglio: è possibile consultare la collezione per art director, per carattere tipografico utilizzato, per scrittore, per genere letterario e per molti altri filtri di ricerca.

Ovviamente questo significa che i libri sono ben categorizzati fin dal principio, quindi anche se decidessimo di navigare casualmente attraverso la collezione potremmo poi sceglierne uno e scoprirne tutti i dettagli, oltre che commentare e andare dritti su Amazon. — Via Finzioni Magazine

8 ottobre 2010

Due parole sul redesign del marchio Gap

Molti hanno già parlato del restyling del marchio Gap e, nonostante abbia deciso di astenermi dallo scrivere un commento sul logo, sono stato obbligato a notare due cose dalle dimensioni sconvolgenti che sta prendendo la polemica.

Primo, se è vero il principio che l’importante è far parlare, ora abbiamo la conferma che un brand già noto ha la possibilità di raddoppiare — eufemismo — la propria popolarità a costo zero, inventandosi un rebranding e lasciare la comunità sconfinata di designer, aspiranti grafici e creativi in genere a fare tutto il lavoro per loro Continua a leggere

Greg White

Daily Pictures

Greg White

A quanto pare alle Svalbard esiste un grande deposito sotterraneo dove si...
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7 ottobre 2010

Quando gli Hells Angels facevano paura

Gli Hells Angels, i teppisti in chopper che tutti conosciamo più per fama che per esperienza, nascono ufficialmente come associazione in California nel 1948. I primi membri sono reduci della seconda guerra mondiale che non riescono a tornare alla vita di prima e che decidono di reinventarsene una a base di bagordi, risse, illegalità e soprattutto di libertà totale.

Gli iscritti aumentano solo a partire dalla fine degli anni Cinquanta, quindi nel 1965 il fenomeno è ancora abbastanza nuovo agli occhi della maggior parte dei cittadini americani. E il 1965 è l’anno in cui Life, la rivista di fotogiornalismo, invia il fotografo Bill Ray e lo scrittore Joe Bride in missione: dovranno passare alcune settimane a contatto con i componenti della gang di San Bernardino, la prima ad essere nata, per documentarne le dinamiche interne e per capire le ragioni del loro stile di vita estremo. Il risultato è questa affascinante serie di fotografie inedite commentate una ad una dagli autori. Continua a leggere

6 ottobre 2010

10/10/10, un giorno sulla Terra

L’idea di One Day on Earth è partita parecchi mesi fa, ma siamo ormai a soli quattro giorni dal giorno X e sembra arrivato il momento giusto per parlarne. Il 10 ottobre — il 10/10/10 — migliaia di persone da tutti (tutti) i paesi del mondo prenderanno in mano una telecamera e per 24 ore riprenderanno ciò che vorranno, andando a creare, tutti insieme, un immenso documentario che racconta un giorno di vita del nostro pianeta. Continua a leggere


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