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24 novembre 2010

M per Montreal, S per Suuns

Il Canada è da qualche anno diventato una fucina esagerata di talenti musicali bel al di là dell’indie-pop, tanto per dirne un paio: Crystal Castles e Caribou.
I Suuns (da Montreal) potrebbero dire di portare avanti a testa alta questa felice tradizione, un album iper-eterogeneo, si chiama “Zeroes QC”, quasi un tributo al precedente nome della band, Zeroes appunto; un totale frullato di psichedelia, (punk) funk, tanta roba dance, Fugazi e melodie vocali che a me ricordano quelle un po’ sbilenche dei magnifici Volcano! Un primo disco come pochi ultimamente.

Qui il Myspace

23 novembre 2010

La scena della regata di The Social Network

Tranquilli tutti, il titolo è specifico, ma niente spoiler a cuor leggero. Da lontano questo post è semplicemente il vivace consiglio ad andare a vedere The Social Network, il film — l’avrò scritto dodici volte, ormai — su Facebook di David Fincher, regista di Seven, Fight Club e Zodiac, scritto da Aaron Sorkin, l’autore di West wing e Studio 60. Quando un film è bello vien voglia di scriverne qualcosa, ma dopo aver visto la mole di recensioni e commenti al film ho pensato che nessuno avesse realmente bisogno della mia opinione. Se volete, nonostante l’inciampo finale, vi consiglio un pezzo su tutti, quello di Zadie Smith sulla New York Review of Books.

Mi è capitato più volte, però, di dover parlare della scena della regata, o di sentire qualcun altro parlarne. E quindi ho deciso di scriverne. Ora, se chi non ha ancora visto il film volesse entrare io prometto di evitare spoiler fondanti (alla fine è, per quanto ispirata a, una storia vera, quindi senza alcun colpo di scena et simili). Poi se siete gente che non vuole sapere nemmeno che comparsa interpreta Aaron Sorkin (a-ha! uno spoilerino vero! amen), io lo capisco. A tutti gli altri, entrate pure, prego. Continua a leggere

22 novembre 2010

La New York anni ’70 di Paul McDonough

Non so quanto sia conosciuto Paul McDonough, forse poco perchè l’unico Paul McDonough su Wikipedia è un vecchissimo giocatore di football dello Utah. La mia rapida segnalazione di oggi è dedicata a lui (al fotografo, dico) e alla sua serie di stupende fotografie che raccontano com’erano New York  e i newyorchesi tra il 1968 e il 1978. Qui ho trovato un bell’articolo scritto da lui in cui si presenta e commenta alcuni suoi scatti.

Mi sono permesso di selezionare dal suo portfolio le immagini che preferisco, le trovate dopo il salto. Continua a leggere

20 novembre 2010

Ecco gli Arcade Fire visti da Spike Jonze

Un piccolo grande nuovo “instant classic”: il video di The Suburbs degli Arcade Fire, diretto da un fuoriclasse totale come Spike Jonze.

19 novembre 2010

Al posto dei lampioni ci saranno alberi luminosi?

Pare di sì, almeno secondo la ricerca portata avanti dello scienziato taiwanese Yen-Hsun Su. I suoi esperimenti avevano come primo obiettivo la scoperta di una lampadina bio (bio led), cioè un’alternativa a minor impatto ambientale rispetto al led tradizionale, noto per essere super efficiente dal punto di vista energetico ma anche abbastanza tossico e costoso per via del fosforo in esso contenuto. Il problema dei led inquinanti sarebbe riferito in particolare alle illuminazioni stradali, che per quantità, intensità e qualità della luce richiedono trasformazioni fisiche speciali.

Bene, iniettando nanoparticelle d’oro — ok — nelle foglie di alcuni organismi vegetali è possibile indurre la produzione di luce. Biolumiscenza e cose così insomma, ma veniamo al dunque. “In the future, this bio led could be used to make roadside trees luminescent at night” ovvero c’è qualche possibilità che in un futuro visionario avremo alberi luminosi a farci compagnia nelle strade buie di campagna. Lampioni naturali che non inquinano e non consumano energia. Ma c’è di più: la luce prodotta dalle bio-lampadine stimolerà a sua volta la fotosintesi e di conseguenza questi bio-lampioni aumenteranno pure l’assorbimento di anidride carbonica.

È magico e affascinante, ovvio. Presuppone un futuro ecologico dove la natura, seppur modificata, esiste ancora, bene. Ma aspettate: alberi luminosi, sul serio?

18 novembre 2010

Aerosol Amoeba

Sono solo gocce d’inchiostro colorato chiuse tra due fogli di acetato, ma non riesco a smettere di riguardare questo video. Sono alla quarta volta di fila, io, daltonico. L’autore è Pahnl, artista e writer inglese.

— Via Flavorwire.

17 novembre 2010

Beach Fossils in Italia

Come se una sera per caso gli Strokes avessero, girata la 5th Avenue, incontrato i New Order dietro l’angolo. Continua a leggere

“I” come informação

Daily Infographics

“I” come informação

Ovvero: come aprire un quotidiano quando gli altri chiudono.
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16 novembre 2010

Un kickflip sopra una cintura di Hermés

Les Ailes d’Hermès è una galleria di video promozionali insoliti commissionati dalla nota casa di moda francese. Il sito viene aggiornato frequentemente e da poco sono stati i pubblicati i nuovi progetti. Uno imperdibile? L’elegante videoclip di fingerskating (gente pazza che muovendo le proprie dita su skateboard in miniatura cerca di imitare le manovre degli skater in carne ed ossa) ambientato in uno skatepark tutto firmato Hermés. — Via

16 novembre 2010

È uscito il nuovo disco di Girl Talk

Io lo adoro, aspettavo il suo nuovo album da due anni ed è uscito così, senz’avviso. Era nell’aria, ma non sapevo dovesse accadere ieri. Girl Talk è lo pseudonimo di Greg Gillis, un ingegnere biomedico che da nove anni fa dischi di mash up, mescolando campionamenti presi qua e là senza permesso. Finora non ha mai ricevuto denunce, e non si sa come sia possibile.

La base di tutti i pezzi è hip-hop danzereccio, su cui Gillis piazza roba che va da Avril Lavigne ai Radiohead passando per Nirvana e Velvet Underground. Il disco è amabilmente scaricabile qui a offerta libera, in due versioni: canzoni separate o, come preferisce lui, un unico file mp3. Qua c’è la lista — redatta a tempo di record dai pazzi gentili di Wikipedia — dei campionamenti usati in quest’ultimo disco, oltre il centinaio. Continua a leggere

12 novembre 2010

Quelli che copiano i quadri in Cina


Michael Wolf mi ha già colpito in passato con uno dei suoi reportage sulla Cina. Erano le fotografie in serie di tutti e cento gli appartamenti da dieci metri quadri del più vecchio centro abitativo di Hong Kong. Tra il fascino esotico, l’invasione della dimensione privata, le condizioni spaziali estreme e l’approccio fotografico da scienziato, aveva voluto vincere facile.

Il lavoro che scopro oggi non è da meno. Questa volta racconta l’industria delle riproduzioni ad olio di quadri famosi e lo fa con un’idea semplice ma molto efficace: mettendo in relazione il quadro con il proprio autore nello scorcio metropolitano dove è stato dipinto. Continua a leggere

11 novembre 2010

Un libro di grazie forte come mille dinosauri


Io quando Dallas Clayton se ne uscì con An Awesome Book, avevo già perso la testa. Ha un figlio e sta a Los Angeles, solo per questo non l’ho cercato. Ve ne avevo parlato, e per chi non ricordasse, lui si presentava in questo modo. In questi due anni il suo libro ha avuto un successo fuori controllo: migliaia e migliaia di persone l’hanno contattato per dirgli grazie, bravissimo, bellissimo, che super libro.

Dallas, che è uno buono, e pure piuttosto furbo, reagisce con An Awesome Book Of  Thanks: 84 pagine di grazie alle cose. Pare che il libro profumi, si possa mangiare, contenga un ologramma e abbia poteri curativi se strofinato sulle ferite.

È in vendita su Amazon ovviamente, e sul suo sito, dove potete intanto pre ordinarlo, e aspettare la vostra copia autografata. Io mi rendo conto di essere di parte, ma non riesco a smettere di riguardare questa presentazione. E aspetto la mia copia, sperando in un cuore vicino alla firma.


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