Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

4 maggio 2012

Quello che vedono gli altri nelle vostre fotografie

Matt Richardson ha creato una macchina fotografica istantanea che al posto di stampare immagini stampa una descrizione testuale di quello che avete fotografato. Si chiama Descriptive Camera e per funzionare si appoggia a Mechanical Turk, un progetto di Amazon che permette di distribuire un compito semplice su un vasto network di persone. L’immagine scattata sarà spedita agli utenti del servizio che si occuperanno di farne una descrizione in cambio di un piccolo pagamento. Una volta completato il compito, il testo ritornerà alla macchina fotografica dove sarà stampato. Continua a leggere

James Lileks

Daily Pictures

James Lileks

Cartoline di bar, fastfood e ristoranti americani del dopoguerra
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1 aprile 2011

I randagi del Cafè Lehmitz

Quella sopra è una bella fotografia, ma molti di voi ci riconosceranno qualcosa di più, qualcosa di familiare. Dopo il salto vi dico che cos’è, ma pensateci ancora un secondo. Posso darvi un indizio: quei due personaggi hanno a che fare con la copertina di un bellissimo album di Tom Waits. Continua a leggere

13 luglio 2009

Cardon Copy

Cordon CopyCardon Copy è l’iniziativa proposta dal graphic designer newyorkese Cardon Webb. Dopo aver estrapolato le informazioni rilevanti da un volantino affisso nelle strade, Cardon progetta un linguaggio comunicativo più efficace e sostituisce l’originale. L’idea merita una segnalazione, ma navigando nel suo sito vi accorgerete che i risultati non rappresentano sempre buone soluzioni.

30 gennaio 2012

L’unica volta che John Coltrane suonò A Love Supreme davanti a un pubblico

Era il 26 luglio del 1965 quando John Coltrane e i tre musicisti al suo seguito parteciparono all’Antibes Jazz Festival. Restarono sul palco per 47 minuti suonando solo A Love Supreme, l’opera più influente del jazzista americano. Su Billboard si legge che l’esibizione non venne apprezzata: troppo impegnativa per il pubblico francese che rispose chiacchierando a voce alta per tutto il tempo e, alla fine, con qualche buu.

A seguire Resolution e, dopo il salto, Acknowledgement.

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18 novembre 2011

Internet è sotto il mare

La mappa interattiva pubblicata dal gruppo TeleGeography visualizza il percorso dei cavi sottomarini che portano internet da un capo all’altro del mondo. I satelliti, diversamente da quanto si possa pensare, trasferiscono solo l’1% del traffico, il resto è affidato a cavi che si estendono sotto gli oceani per oltre diecimila chilometri con una capacità dati sconfinata – se dieci terabyte al secondo non vi dice niente, pensate a trasferire i dati di tutti gli utenti americani verso altri continenti alla velocità a cui siamo abituati. Continua a leggere

24 ottobre 2011

Music from very short computer programs

Tutto ciò che vedete e sentite nel video sopra è generato da quella sequenza di caratteri incomprensibili. Sono esperimenti estremi di musica algoritmica firmati dal finlandese Ville-Matias Heikkilä — meglio conosciuto con il suo nick viznut, per ovvie ragioni — e dai suoi seguaci. In poche parole cercano di suonare della musica relativamente complessa e piacevolmente melodica con una sola riga di codice per computer. Quello che succede là in mezzo, in caso ve lo chiedeste, è un mix sofisticato e abbastanza casuale di operazioni logiche e matematiche i cui risultati sono direttamente spediti alla scheda audio del computer.

È un piacere scoprire che Ville-Matias ha già risposto alla domanda «ma non è già stato fatto?». La risposta, a quanto pare, è no, o almeno non con il suo stesso intento (qui tutto il suo articolo). Trovate altri due video dopo il salto, ma la cosa migliore è andare su questo sito e provare da soli a comporre una one-line melody — a caso, ovviamente. Se vi saltasse fuori qualcosa di ascoltabile siete caldamente invitati a pubblicarlo qua sotto tra i commenti. Continua a leggere

Josef Schulz

Daily Pictures

Josef Schulz

Le immagini di Josef Schulz. Nato in Polonia, cresciuto in Germania, allievo...
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18 marzo 2011

Come si fa un hamburger perfetto nel 2011

Ho scoperto il blog di Markus Reuter da poco e non ho ancora formulato un giudizio definitivo a riguardo, ma l’articolo ambizioso in cui racconta come ha preparato l’hamburger perfetto gli è bastato per convincermi che se lo conoscessi di persona probabilmente sarebbe il mio migliore amico.

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20 gennaio 2011

Ehi, oggi è il compleanno di David Lynch! Tanti auguri con dieci cose che forse non sapete di lui, e altra roba bella

Noi gli vogliamo bene, e gli diciamo buon compleanno (è il 65esimo) con una di quelle stupide liste che storci il naso quando le vedi ma alla fine ci clicchi sempre: dieci cose che forse non sapete di lui (più altra roba bella in fondo).

1. Interpreta uno dei personaggi di The Cleveland Show, la serie costola dei Griffin. Dà la voce al barista Gus, che gli somiglia sia nei tratti che nella personalità. Incredibilmente su YouTube non si trova un video che lo immortali decentemente, quindi accontentatevi di una foto.

2. È stato uno scout, e pure di quelli super: arrivò fino al rango di Eagle Scout, il più alto, e in questa veste fu presente all’insediamento di John F. Kennedy alla Casa Bianca, il 20 gennaio (quindi oggi, quindi il giorno del suo compleanno) del 1961.

3. A dargli la spinta iniziale verso la notorietà furono Mel Brooks e il suo allora direttore esecutivo, Stuart Cornfeld (ora socio di Ben Stiller). Cornfeld si innamorò del primo lungometraggio di Lynch, Eraserhead, e lo mostrò a Brooks per convincerlo a produrre The Elephant Man con Lynch alla regia. Uscito dal cinema, Brooks disse a Lynch «You’re a madman, I love you! You’re in» e gli consegnò le chiavi del film. Brooks decise di non apparire nei titoli di coda per evitare che la gente collegasse il film alle sue commedie.

4. George Lucas gli chiese di girare Il ritorno dello Jedi, il terzo capitolo di Guerre Stellari, ma Lynch rifiutò: il film si sarebbe allontanato troppo dalla visione di Lucas e dai due episodi precedenti. Continua a leggere

10 febbraio 2012

Dal nulla a tutto l’universo attraverso Google Immagini

Circa un anno fa Google ha rilasciato un servizio per fare ricerche a partire da immagini. Se non l’avete mai fatto prima andate su Google Immagini, cliccate sulla piccola macchina fotografica a destra e seguite le istruzioni.

L’artista berlinese Sebastian Schmieg ha fatto alcuni esperimenti usando questa funzionalità. Il processo è sempre lo stesso: fare una ricerca a partire da un’immagine, salvare il primo risultato e usarlo per fare una ricerca successiva. Dopo aver ripetuto questo ciclo centinaia o migliaia di volte tutte le immagini trovate vengono messe insieme in una sequenza video. Continua a leggere

17 giugno 2009

Barack Obama 1980

Barack ObamaLisa Jack se la cavava abbastanza bene con la fotografia ai tempi del college e capitava che qualche amico studente si divertisse a farsi ritrarre da lei. Era il 1980 e alla porta del suo appartamento si presentò Barry con sigarette, giacca di pelle e un cappello di paglia (così per scena).


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
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