Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

5 ottobre 2011

The Internet Movie Cars Database

Un progetto meravigliosamente folle e inutile: Internet Movie Cars Database è un sito attivo dal 2004 in cui vengono catalogate tutte le apparizioni di mezzi di trasporto su ruote in film, serie tv, documentari e così via. I film analizzati finora sono 24.433 e le macchine 405.888, comprese quelle usate nei finali alternativi e nelle scene tagliate. È sorprendente la minuzia di particolari con cui viene arricchita ogni segnalazione, cosa che permette di fare ricerche davvero raffinate. Oltre alla casa di produzione, al modello, all’anno e allo stato di provenienza è sempre indicato anche il ruolo della macchina nel film: tra veicolo-comparsa e veicolo-protagonista le diverse sfumature di importanza sono cinque. Cinque. Continua a leggere

17 giugno 2011

Le invenzioni inutili di Niklas Roy


Niklas Roy è tedesco e si definisce un inventore di cose inutili. Su internet è un nome abbastanza famoso, soprattutto tra i fanatici, come il sottoscritto, della neue craft, una corrente che intreccia in ogni modo possibile le tecnologie digitali con il mondo tangibile del design e dell’arte. Continua a leggere

Ruined Polaroids

Daily Pictures

Ruined Polaroids

William Miller sa come maltrattare le Polaroid
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10 giugno 2011

Andiamo ad ascoltare i codici a barre al supermarket

L’interaction designer olandese Leo van der Veen si è accorto che il codice a barre, quello a righe bianche e nere stampato praticamente su ogni bene di consumo prodotto dagli anni ’70 in poi, può essere convertito in una partitura musicale: i numeri diventano note, gli spazi bianchi pause tra una nota e l’altra.

Questa è l’idea di Barcodas, un’applicazione per iPhone da 99 centesimi che genera melodie a partire proprio dal codice a barre. Basta fare una foto e l’applicazione, dopo aver identificato il codice, lo interpreterà come una sequenza di note musicali. La melodia generata, breve e ripetitiva, è ben lontana dall’essere seducente, per questo in Barcodas c’è la possibilità di alterare scale e tempo fino a raggiungere un risultato che si meriti di essere condiviso su Facebook, altra funzionalità dell’applicazione.

Alla base del progetto c’è un’intuizione semplice: partire da un’informazione codificata secondo uno standard diffuso (il codice a barre) e interpretarla con un nuovo set di regole quasi del tutto arbitrario (numeri uguali a note, spazi uguale a pause). Al di là di Barcodas, che è un gioco divertente realizzato bene (“imagine walking into a supermarket filled with thousands of tunes to discover”), con tutti i codici che ci sono là fuori gli esperimenti possibili sono infiniti. Approfondirò, intanto vado ad ascoltarmi qualche codice a barre.

5 marzo 2010

Looking into the past

Jason PowellJason Powell ha raccolto numerose immagini d’epoca da un archivio libero di fotografie storiche americane e, tenendole sospese con la sua mano, le ha fotografate sovrapposte al nuovo paesaggio con precisione da fotomontaggio. L’idea, ispirata al lavoro sui souvenir di Michael Hughs, è semplice, ma la sua cura nel selezionare il rapporto tra immagine del passato e immagine del presente è rilevante per la riuscita della galleria — a dimostrarlo la mediocre raccolta portata avanti dai fan del progetto. La collezione è stata aperta nel febbraio 2009 e oggi, dopo un anno di aggiornamenti quasi mensili, si è arricchita di 33 immagini, di cui almeno una ventina interessanti e ben riuscite. Consiglio: guardatele a schermo pieno in questo slideshow.

15 febbraio 2011

Ma com’è semplice innamorarsi di Esperanza Spalding

Io non avevo idea di chi fosse, poi l’altroieri ha vinto il Grammy Award come Best New Artist. Ora: i Grammy non valgono nulla, assolutamente nulla. Sono divertenti da seguire per qualche esibizione (i video li stanno continuando a mettere e togliere da YouTube, quindi cercatevi da soli Bob Dylan che barcollante canta Maggie’s Farm, o Mick Jagger che ricorda Solomon Burke con Everybody needs somebody to love, o gli Arcade Fire, o Janelle Monae) ma in generale sono un incrocio tra gli Oscar della musica e una specie di Sanremo americano, solo ancora più tamarro. Continua a leggere

Trenta Secondi

La volpe che ha esplorato la National Portrait Gallery di Londra

Get Flash to see this player.

Nella notte del 7 aprile 2004 l’artista belga Francis Alÿs ha liberato una volpe nella sezione dedicata ai Tudor della National Portrait Gallery di Londra. Il video ipnotico che vedete sopra, realizzato montando le riprese delle telecamere di sorveglianza, si chiama “The Nightwatch”.

Trenta Secondi

La preghiera di Ze Frank per chi inizia (incluso sé stesso)

Ze Frank nel 2006 si è inventato the show with zefrank: 262 puntate, un successo enorme, tantissime idee (tra cui il primo Earth Sandwich) e un pubblico creativo, appassionato, coinvolto (una puntata, per dire, è scritta tutta in corwdsourcing).
Ze, dopo cinque anni, ha raccolto 150.000 dollari su Kickstarter per fare ripartire the show (ora rinominato A show). E, prima di cominciare, ha registrato tutte le sue paure in un video dedicato a quelli che ancora non hanno cominciato, che sono bloccati in un luogo terribile che sta tra 0 e 1.
Dura 3 minuti e l’abbiamo sottotitolato in italiano. Guardatelo, ne vale la pena.

(Ze fa un sacco di giochi di parole, perdonate la traduzione un po’ alla lettera)

16 ottobre 2009

Thomas Demand

Thomas DemandQuella che vedete sopra non è una fotografia della stanza ovale della Casa Bianca, è un’opera di Thomas Demand, uno scultore e fotografo tedesco che si dedica alla ricostruzione in carta e cartone di ambienti tridimensionali. L’immagine è tratta da una serie realizzata — ancora una volta — per il New York Times in occasione di un articolo dedicato alla vittoria di Barack Obama. Continua a leggere

Trenta Secondi

Se tutta l’acqua del mondo fosse raccolta in una sfera

Jack Cook ha rappresentato per la Woods Hole Oceanographic Institution il volume di tutta l’acqua del mondo, compresi oceani, calotte polari, ghiacciai, falde acquifere, laghi, fiumi, paludi, vapore atmosferico, umidità del terreno e acqua biologica (quella contenuta negli esseri viventi) per un totale di 1.386.000.000 chilometri cubici. Tutta quest’acqua potrebbe essere racchiusa in una sfera incredibilmente piccola, del diametro di soli 1.385 chilometri, più o meno la lunghezza dell’Italia. Qui trovate l’immagine in grande, qui un po’ di dati. — via @amedeobalbi

5 febbraio 2010

Active Design

Active Design GuidelinesChe l’America sia un paese che tende all’obesità non è niente di nuovo per nessuno, si sa. Le ultime statistiche evidenziano che oltre il 40% dei bambini iscritti presso le scuole elementari di New York è sovrappeso e il trend è in continua crescita. Questo genere di allarme ha dato luogo a numerose campagne comunicative finalizzate ad educare la popolazione a uno stile di vita più salutare che preveda una dieta accettabile e un minimo di attività fisica.

New York questa volta risponde in modo diverso: a fine gennaio ha reso pubblico — gratuitamente — il manuale Active Design Guidelines. Nel libro sono raccolte centinaia di linee guida pensate per offrire ai progettisti dello spazio urbano soluzioni che invitino attivamente la popolazione ad uno stile di vita più sano. Continua a leggere

29 giugno 2012

Come abbiamo usato il colore nell’ultimo secolo secondo la storia del cinema

Vijay Pandurangan ha realizzato un’infografica che riassume l’uso del colore nelle locandine cinematografiche pubblicate dal 1914 a oggi. Lo studio potrebbe non essere del tutto accurato da un punto di vista scientifico ma l’immagine ha sollevato alcune osservazioni interessanti. Continua a leggere


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