Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

14 novembre 2011

Venti più due lezioni di stile, risorse e curiosità sulla lingua inglese

Negli Stati Uniti esiste dal 1998 un ottimo programma radio dedicato all’universo della lingua inglese. Si chiama A Way with Words ed è condotto da Martha Barnette, esperta in lingue antiche ed etimologia, e Grant Barrett, lessicografo, cioè uno che scrive dizionari. La gente chiama e loro rispondono.

Il programma, molto seguito, si concentra sul perfezionamente dell’uso della lingua inglese: il participio passato di learn è learned o learnt? Come si usa correttamente whom? Bury si pronuncia come berry o come jury? Accanto a questi consigli trovano ampio spazio discussioni su termini caduti in disuso e nuovi modi di dire, sulle usanze linguistiche delle diverse zone degli Stati Uniti e sulle parole usate esclusivamente tra le mura domestiche, oltre a ogni tipo di gioco linguistico possibile via radio e tante piccole curiosità. Questo è quanto ho trovato gironzolando nell’enorme archivio dei podcast.

In origine il termine skyscraper veniva utilizzato per indicare gli alberi maestri delle navi. Più tardi è stato usato per i cavalli di grande statura e per i tiri alti nel baseball e solo dopo per gli edifici. I tedeschi usano la parola Wolkenkratzer che significa letteralmente grattanuvole. Continua a leggere

21 settembre 2009

Abstract City

Abstract CityChristoph Niemann è un giovane illustratore tedesco noto per questo e per aver disegnato copertine per New York Times Magazine, American Illustration, The New Yorker e Atlantic Monthly.

Abstract City è il blog che tiene su nytimes.com, che come spesso succede calamita il meglio in circolazione, e parla dei fatti suoi attraverso tecniche di rappresentazione sempre diverse e spesso poco convenzionali: Good Night and Tough Luck, appena uscito, è un racconto infografico sui vari aspetti del dormire compresi ipocondria di mezzanotte e bambini molesti; Bathroom Art parla dei tentativi suoi e di sua moglie di piastrellare artisticamente il bagno della nuova casa di Berlino; I Lego NY l’avete già capito. Se non fosse che Niemann pubblica solo una volta ogni due mesi sarebbe il mio blog del mattino preferito.

15 febbraio 2012

Una manciata di suoni e voci dal 1880

Lo Smithsonian museum ha una collezione di 200 dischi del 1880 con i primi tentativi di registrazione del suono dai Volta Labs di Alexander Bell (sì, proprio l’inventore del telefono). Sono quasi tutti esperimenti, spesso in materiali strani come la gomma, la cera d’api, il vetro o l’alluminio. Sopra c’è registrato qualcosa, ma nessuno li ha mai sentiti: i dischi sono tutti troppo fragili per essere suonati senza rovinarli definitivamente. Continua a leggere

4 giugno 2012

Arte spaziale: immaginarsi lo spazio fin da prima che ci andassimo

Nell’infanzia di ciascuno di noi c’è un libro che in qualche modo ha dato forma al nostro immaginario. Per me è stato “Il grande libro dello spazio”, curato da Giorgio P. Panini. Al suo interno, la cosa che più mi colpiva erano le illustrazioni. Lo spazio, prima ancora che avessi guardato Guerre Stellari, era un luogo variegato, colorato, maestoso, sublime. I pianeti e i satelliti erano rappresentati da pochissime fotografie (quelli in bianco e nero della missione Apollo per la Luna, qualche sfocato scatto dei pianeti esterni dalla missione Voyager), ma nella mia mente lo spazio aveva un colore vivace. Continua a leggere

5 gennaio 2012

State guardando la serie tv su Sherlock Holmes, vero?

Si intitola Sherlock, la prima stagione (tre episodi di un’ora e venti l’uno) è andata in onda l’anno scorso sulla BBC, e qualche giorno fa è iniziata la seconda, anch’essa di tre episodi. Questo post serve solo ad assicurarmi che abbiate visto la prima stagione e siate al corrente della messa in onda della nuova, oppure a intimarvi di mettervi immediatamente in pari. Sherlock ambienta al giorno d’oggi i casi dell’investigatore creato da Arthur Conan Doyle, e, se i primi tre episodi erano già tra le migliori ore di televisione andate in onda l’anno scorso, il primo episodio di questa nuova stagione è riuscito in un salto di qualità notevole. Sherlock è brillante, appassionante, colma di piccole e grandi invenzioni, girata benissimo, recitata meglio, e può piacere potenzialmente a chiunque.

«Le sue infografiche del sangue»

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Un atlante verde, 1953

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Il World Geo-Graphic Atlas, ovvero come salvare il mondo con le infografiche
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26 febbraio 2010

Trans Siberian Railway

Trans Siberian RailwayTra un’accusa e l’altra Google ha reso disponibile l’ennesimo servizio prodigioso che vi lascerà ancora senza parole nonostante siate ormai viziati dalle sue continue innovazioni. Per tutti quelli che hanno sempre desiderato vivere l’esperienza del viaggio in treno più lungo e suggestivo del mondo, ma non hanno avuto ancora la possibilità di farlo, è stato messo a punto un sito che permette un tour virtuale degli oltre 9000 chilometri di viaggio della ferrovia Transiberiana che collega Mosca a Vladivostok. Continua a leggere

Frank Hurley

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Frank Hurley

Frank Hurley visited the Antarctic six times between 1911 and 1932.
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31 maggio 2012

Un’applicazione per quando gli smiley non bastano più

Marco Triverio è un ragazzo italiano che ha passato tutto lo scorso anno a Copenhagen per un master al CIID, il Copenhagen Institute of Interaction Design. Per il suo progetto di tesi si è inventato Feel Me, un’applicazione per le comunicazioni istantanee un po’ strana. Lontana anni luce da Facebook, Whatsapp e da qualsiasi cosa altra cosa a dire la verità. Continua a leggere

Ruined Polaroids

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Ruined Polaroids

William Miller sa come maltrattare le Polaroid
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27 luglio 2010

L’audiomappa di New Orleans

Girare tra rumori, voci e musiche di una città. Non so da quanto sia in giro, ma è meravigliosa.


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