Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

28 giugno 2010

Gli infosuoni delle particelle elementari

Quello che state ascoltando è il risultato di un test sperimentale svolto presso il Large Hadron Collider — vi ricorderete, è quello che secondo alcuni avrebbe potuto risucchiare la Terra in un buco nero una volta messo in funzione. L’esperimento ha l’obiettivo di convertire in suoni le particelle subatomiche, altrimenti invisibili, come il bosone di Higgs (soprannominato da Leon Max Lederman come la “Particella di Dio“).

E ci sono due cose interessanti. La prima è l’idea, sottolineata dall’ingegnere Archer Endrich, di utilizzare il suono per visualizzare delle informazioni, cosa che ci porta curiosamente vicino al mondo delle infografiche.

When you are hearing the sonifications what you really are hearing is the data. It’s true to the data, and it’s telling you something about the data that you couldn’t know in any other way.

La seconda cosa è, ovviamente, il suono stesso. Ascoltando le composizioni non ci si meraviglia che molti ricercatori abbiano dichiarato di aver vissuto un’esperienza quasi mistica lavorando alla sintesi dell’audio. “You feel closer to the mystery of Nature which I think a lot of scientists do when they get deep into these matters” continua Archer Endrich.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Per chi volesse saperne di più c’è questo articolo. Per i suoni invece andate qui.

24 novembre 2009

Julio Cortazar

Julio CortazarSe uno è capace di scrivere sia un romanzo gigante capolavoro della letteratura del Novecento, sia un piccolo manuale di istruzioni — istruzioni per salire le scale, per piangere, per ammazzare le formiche a Roma — quest’uno si merita delle cose. Per esempio che voi lo leggiate.

Julio Cortazar è nato a Bruxelles nel ’14 e ha passato la sua vita tra Argentina e Francia. Avvicinato a un sacco di gente brava che non vi dico per non intaccare la sua unicità, ha giocato a scomporre la forma del romanzo portando spesso ad altissimi livelli il genere del realismo fantastico, narrazioni in cui un elemento sovrannaturale si insinua senza troppi strilli in una situazione quotidiana, riuscendo a raccontarne le tensioni. I fantasmi e i vampiri dello scrittore argentino sono presenze ingombranti, materializzazioni delle psicologie dei personaggi e delle mancanze silenziose della società medio-borghese protagonista dei racconti. Continua a leggere

24 settembre 2010

La storia del punto interrogativo

Leggo oggi un articolo che cerca di spiegare la nascita del punto interrogativo. Essendo partito da una voce di Wikipedia l’autore non garantisce che sia andata effettivamente in questo modo, ma la considera l’ipotesi più convincente tra le tante in circolazione e, in ogni caso, su Wikipedia viene citata una fonte presumibilmente autorevole. Vi riporto la teoria così com’è, tradotta dall’inglese.

Nella lingua latina era abitudine aggiungere il termine quaestiō in fondo ad una frase ogni volta fosse necessario esprimere una forma interrogativa. La scarsa eleganza e l’ingombro inutile di questa soluzione portò a contrarre l’espressione quaestiō in QO, ma l’abbreviazione poteva però dare luogo a fraintendimenti: le due lettere affiancate sembravano infatti indicare una parola incompleta. Per evitare questo problema, la O venne spostata sotto la Q — piuttosto che al suo fianco — dando così origine ad un segno diverso con un suo ben preciso significato. Il segno disegnato a mano potrebbe essersi facilmente evoluto al punto interrogativo che conosciamo oggi.

23 marzo 2010

Breaking Bad

Breaking BadDomenica è uscita la prima puntata della terza stagione di Breaking Bad, ma io non l’ho ancora vista. Perché voglio aspettare di avere un momento di relax, in cui potermi godere senza pensieri una nuova puntata — attesa da mesi — di una di quella che posso tranquillamente definire, almeno nel mondo drama, una delle mie serie preferite. E le mie serie preferite sono meno di sei, non trenta.

Colgo quindi l’occasione dell’inizio di questa nuova stagione per dichiarare il mio innamoramento per questa serie tv. E, siccome non sono un tipo geloso, spero di riuscire a convincervi a darle almeno una chance, e fare la sua conoscenza. Che poi si sa, da cosa nasce cosa. Continua a leggere

27 luglio 2010

L’audiomappa di New Orleans

Girare tra rumori, voci e musiche di una città. Non so da quanto sia in giro, ma è meravigliosa.

25 giugno 2010

Cinque minuti di cose che succedono

Nei cinque minuti del video Everything is Everything di Koki Tanaka succedono cose senza un motivo.

12 dicembre 2011

Quanto è difficile fare un cheeseburger da zero?

Waldo Jaquith (fa lo sviluppatore web, ma stavolta non ci interessa) ha raccontato nel suo blog di un’idea che gli gira in testa da anni: farsi un cheeseburger da zero. E quando dice da zero, intende veramente da zero. Coltivando e allevando tutto il necessario. Servono: grano, galline e latte per i buns (i panini, fatti con farina, uova e burro). Poi pomodori, lattuga e cipolle. Servono piante e spezie per fare le salse. E infine delle mucche per la carne e il formaggio. Ah, anche dell’acqua di mare: per il sale. Molto ambizioso, sicuro. Ma in fondo fattibile, pensa. Continua a leggere

3 dicembre 2010

Ancora una volta Google Street View: i nove occhi di Jon Rafman

Avevo già dichiarato tempo fa di apprezzare molto Jon Rafman, uno dei primi ad aver fatto qualcosa di interessante e strutturato con Google Street View. Si definisce curatore piuttosto che artista, una scelta azzeccata e abbastanza elegante che tra le altre cose lo mette al riparo da noiosissime discussioni sulla dignità intellettuale di uno che fa gli screenshot al computer. Ogni tanto però si diverte ad accendere il dibattito lasciandosi sfuggire qualche provocazione scomoda e interessante tipo questa Continua a leggere

Nguan Tv

Daily Pictures

Nguan Tv

Nguan è nato e cresciuto a Singapore. Le immagini sono tratte dalle serie...
  • Mi piace
  • Commenta 00

1 aprile 2011

I randagi del Cafè Lehmitz

Quella sopra è una bella fotografia, ma molti di voi ci riconosceranno qualcosa di più, qualcosa di familiare. Dopo il salto vi dico che cos’è, ma pensateci ancora un secondo. Posso darvi un indizio: quei due personaggi hanno a che fare con la copertina di un bellissimo album di Tom Waits. Continua a leggere

Un atlante verde, 1953

Daily Infographics

Un atlante verde, 1953

Il World Geo-Graphic Atlas, ovvero come salvare il mondo con le infografiche
  • Mi piace
  • Commenta 00

1 dicembre 2011

Un insolito Robert Mapplethorpe firmato Sofia Coppola

Circa un settimana fa abbiamo parlato della retrospettiva che inaugurerà domani a Milano dedicata al fotografo Robert Mapplethorpe. Chi si trova nei paraggi dello Spazio Forma passi a dare un’occhiata, inizia alle 18 ed è gratis. Nel frattempo però, a Parigi, sta inaugurando un’altra mostra dedicata a Mapplethorpe, meno completa ma con scelte curatoriali insolite prese da Sofia Coppola, di cui, ovviamente, siamo fan per varie ragioni. Continua a leggere


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
Progetto grafico e sviluppo a cura di Guido Tamino. Un grazie a WP.


Chi siamo | Contatti | Feed RSS