Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

28 ottobre 2011

Storia di uno zombie vestito da pinguino

Non fatevi ingannare dal titolo (Zombie in a penguin suit, appunto), perché questo corto di Chris Russell è tutt’altro che una gag. In un periodo in cui tra cinema e tv di zombie se ne vedono tanti e in tante forme, in sette minuti il pinguino zombie riesce a essere originale, commovente e a tratti anche inquietante. Schermo intero consigliato. Affezionarsi a uno zombie, chi l’avrebbe detto.

5 gennaio 2012

State guardando la serie tv su Sherlock Holmes, vero?

Si intitola Sherlock, la prima stagione (tre episodi di un’ora e venti l’uno) è andata in onda l’anno scorso sulla BBC, e qualche giorno fa è iniziata la seconda, anch’essa di tre episodi. Questo post serve solo ad assicurarmi che abbiate visto la prima stagione e siate al corrente della messa in onda della nuova, oppure a intimarvi di mettervi immediatamente in pari. Sherlock ambienta al giorno d’oggi i casi dell’investigatore creato da Arthur Conan Doyle, e, se i primi tre episodi erano già tra le migliori ore di televisione andate in onda l’anno scorso, il primo episodio di questa nuova stagione è riuscito in un salto di qualità notevole. Sherlock è brillante, appassionante, colma di piccole e grandi invenzioni, girata benissimo, recitata meglio, e può piacere potenzialmente a chiunque.

Un’audizione per gatti neri, Hollywood 1961

Daily Pictures

Un’audizione per gatti neri, Hollywood 1961

Comparse in fila per un film ispirato ai racconti di Poe. Indovinate quale?
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Trenta Secondi

Se tutta l’acqua del mondo fosse raccolta in una sfera

Jack Cook ha rappresentato per la Woods Hole Oceanographic Institution il volume di tutta l’acqua del mondo, compresi oceani, calotte polari, ghiacciai, falde acquifere, laghi, fiumi, paludi, vapore atmosferico, umidità del terreno e acqua biologica (quella contenuta negli esseri viventi) per un totale di 1.386.000.000 chilometri cubici. Tutta quest’acqua potrebbe essere racchiusa in una sfera incredibilmente piccola, del diametro di soli 1.385 chilometri, più o meno la lunghezza dell’Italia. Qui trovate l’immagine in grande, qui un po’ di dati. — via @amedeobalbi

13 luglio 2009

Cardon Copy

Cordon CopyCardon Copy è l’iniziativa proposta dal graphic designer newyorkese Cardon Webb. Dopo aver estrapolato le informazioni rilevanti da un volantino affisso nelle strade, Cardon progetta un linguaggio comunicativo più efficace e sostituisce l’originale. L’idea merita una segnalazione, ma navigando nel suo sito vi accorgerete che i risultati non rappresentano sempre buone soluzioni.

1 dicembre 2011

Un insolito Robert Mapplethorpe firmato Sofia Coppola

Circa un settimana fa abbiamo parlato della retrospettiva che inaugurerà domani a Milano dedicata al fotografo Robert Mapplethorpe. Chi si trova nei paraggi dello Spazio Forma passi a dare un’occhiata, inizia alle 18 ed è gratis. Nel frattempo però, a Parigi, sta inaugurando un’altra mostra dedicata a Mapplethorpe, meno completa ma con scelte curatoriali insolite prese da Sofia Coppola, di cui, ovviamente, siamo fan per varie ragioni. Continua a leggere

3 maggio 2012

Come sopravvivere alla fine del mondo

Apocalisse (in realtà, apocalissi) è una parola greca che significa “rivelazione” e viene dall’ultimo libro del Nuovo Testamento, opera (pare) dell’apostolo ed evangelista Giovanni (I secolo d.C.). Lasciando stare il catechismo, bisogna ammettere che la fortuna del termine e di tutti i suoi derivati nell’accezione di “fine del mondo” è rilevantissima, tanto da aver nominato, anzi, creato un genere letterario (e cinematografico).

Il primo libro mai dedicato a questo tema, ben prima della Guerra dei mondi, sarebbe stato il Theologus Autodidactus, un apologo medico-filosofico in forma di racconto fantastico scritto dall’anatomologo siriano Ibn al-Nafis nella seconda metà del tredicesimo secolo. Tuttavia, come per tutti i topoi della cultura popolare, non esistono solo prodotti “alti” che derivano dal concetto di apocalisse, ma soprattutto scherzi, reality show e culture parallele. Continua a leggere

9 gennaio 2012

Lists of Note: inventari, buoni propositi e glossari scritti da gente importante

Poco più di un mese fa Shaun Usher, già creatore del Tumblr Letters of Note dedicato a vecchie lettere di personaggi famosi — Guido ne aveva parlato qui — e Letterheady, in cui raccoglie carte intestate, ha inaugurato Lists of Note. È un blog pieno di elenchi stilati da gente importante, molti scritti a mano. Il primo foglio ad essere pubblicato, che è anche quello che ha ispirato l’idea del blog, è una lista di dieci cose da fare stilata da Johnny Cash. Continua a leggere

28 marzo 2012

Quattro chiacchiere con I Ragazzi della Prateria, curatori dei visual dell’Ora Tour di Jovanotti

Pensate quello che volete di Jovanotti (metà della redazione di Personal Report lo ama, all’altra metà fa schifo), i suoi concerti sono incredibili. Carlo Zoratti e Marco Mucig, i Ragazzi della Prateria, hanno curato i visual del tour dell’ultimo disco di Lorenzo, Ora. Quando abbiamo visto lo spettacolo ci sono piaciuti così tanto che abbiamo voluto parlarci. Continua a leggere

11 giugno 2009

High-line Park

High Line ParkNel 1930 è stata costruita a Manhattan una linea sopraelevata di dieci metri destinata al movimento dei treni merce. Dal 1980 nessun treno circola più sulla High Line. Quando fu presa la decisione di demolire la ferrovia si formò spontaneamente un movimento interessato al salvataggio dell’area. Da quel movimento è nata l’associazione non-profit “Friends of High Line” con l’obiettivo di trasformare lo spazio in uno parco pubblico. Così, dal 1999, l’associazione lavorò senza sosta, prima da soli, poi patrocinati dalla città di New York. Un paio di giorni fa il parco è stato ufficialmente inaugurato.

Segue un video — fortemente consigliato — che racconta il progetto e qui una carrellata d’immagini scattate dal fotografo Iwan Baan. Detto questo, non so se restare senza parole per l’impegno ecologico costantemente rispettato della città di New York o perché un’associazione non-profit sia riuscita a fare una cosa del genere partendo da niente in soli dieci anni. A voi i commenti.

18 maggio 2012

Kidult contro Marc Jacobs: come trasformare una vetrina imbrattata in una pubblicità perfetta

Kidult è un writer francese che fa tag giganti usando un estintore. A differenza di altri, per guadagnarsi popolarità e denaro, concentra i suoi interventi sulle vetrine dei grandi brand della moda. Ha distrutto a getti di vernice Hermès, Supreme, Colette, Louis Vuitton, Kenzo e molti altri. L’ultimo della lista è un monomarca di Marc Jacobs a Londra, che si è trovato pochi giorni fa la scritta ART, enorme e colante, su tutta la superficie esterna del negozio. Continua a leggere

15 febbraio 2012

Una manciata di suoni e voci dal 1880

Lo Smithsonian museum ha una collezione di 200 dischi del 1880 con i primi tentativi di registrazione del suono dai Volta Labs di Alexander Bell (sì, proprio l’inventore del telefono). Sono quasi tutti esperimenti, spesso in materiali strani come la gomma, la cera d’api, il vetro o l’alluminio. Sopra c’è registrato qualcosa, ma nessuno li ha mai sentiti: i dischi sono tutti troppo fragili per essere suonati senza rovinarli definitivamente. Continua a leggere


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