Articoli principali
26 ottobre 2011
Le pubblicità perfette non vendono niente
Lo so, non è vero. Ma in questo caso invece sì. Steven Meisel insieme al nuovo fashion editor di W magazine Edward Enninfull ha realizzato nove false campagne pubblicitarie di altrettanti prodotti immaginari, che ha poi distribuito all’interno del numero di Novembre della rivista americana W. Continua a leggere
25 ottobre 2011
Una guida per scoprire nuova musica online
Jenna Wortham, giornalista del New York Times, ha scritto un articolo in cui fa un buon sunto di ciò che esiste in rete per ascoltare la propria musica preferita e, soprattutto, per trovarne di nuova e affine ai propri gusti. Per ora alcuni servizi social che stanno avendo successo all’estero, come Spotify e Turntable, non sono disponibili in Italia, ma c’è comunque tanta altra buona roba: Cull.tv, per esempio, propone palinsesti tematici di videoclip, un po’ come Mtv, The Hype Machine aggrega segnalazioni musicali da svariati blog musicali e EXFM permette di tener traccia di tutto quello che si ascolta online.
— via Internazionale
24 ottobre 2011
Music from very short computer programs
Tutto ciò che vedete e sentite nel video sopra è generato da quella sequenza di caratteri incomprensibili. Sono esperimenti estremi di musica algoritmica firmati dal finlandese Ville-Matias Heikkilä — meglio conosciuto con il suo nick viznut, per ovvie ragioni — e dai suoi seguaci. In poche parole cercano di suonare della musica relativamente complessa e piacevolmente melodica con una sola riga di codice per computer. Quello che succede là in mezzo, in caso ve lo chiedeste, è un mix sofisticato e abbastanza casuale di operazioni logiche e matematiche i cui risultati sono direttamente spediti alla scheda audio del computer.
È un piacere scoprire che Ville-Matias ha già risposto alla domanda «ma non è già stato fatto?». La risposta, a quanto pare, è no, o almeno non con il suo stesso intento (qui tutto il suo articolo). Trovate altri due video dopo il salto, ma la cosa migliore è andare su questo sito e provare da soli a comporre una one-line melody — a caso, ovviamente. Se vi saltasse fuori qualcosa di ascoltabile siete caldamente invitati a pubblicarlo qua sotto tra i commenti. Continua a leggere
24 ottobre 2011
I suoni finti dello sport in tv
I cinque minuti qui sopra parlano di come suonano gli eventi sportivi in tv. Dennis Baxter, è lui che sentite dopo l’introduzione, è il sound designer delle Olimpiadi. E imbroglia gli spettatori in continuazione.
Per alcuni sport, dice, i suoni non possono essere catturati con la stessa fedeltà e qualità delle immagini televisive. Non c’è proprio modo: troppo rumore o troppa distanza degli atleti dai microfoni. Ma gli spettatori si aspettano suoni puliti e chiari. Come si fa allora? Si bara.
Uso dei sampler. Un sampler è, in sostanza, una tastiera collegata a un registratore digitale. Permette di riprodurre un suono registrato e modularne intensità e altezza. Se suono un DO e poi un RE, la differenza si sente. E, per esempio, posso simulare il suono degli sci che strisciano sulla neve.
Sappiatelo, quindi: quando guardate sci di fondo, regate, corse di cavalli (e chissà quanti altri sport) quasi niente di quello che sentite è vero.
(I cinque minuti qui sopra sono anche una puntata di 99% Invisibile. Bel podcast sul design che consigliamo caldamente.)
24 ottobre 2011
In streaming: il nuovo disco di Tom Waits
A sette anni da Real gone, domani esce un nuovo disco di Tom Waits. Si intitola Bad as me e si può ascoltare online grazie alla solita NPR. Continua a leggere
21 ottobre 2011
Ehi voi, andate ad ascoltare Anna Calvi
Il caso ha voluto che stamattina per la prima volta ascoltassi una canzone e poi l’intero album di debutto di Anna Calvi e che me ne innamorassi. Di lei hanno scritto molto e in molti, dalla BBC a Pitchfork, dal Post a Radionation. Ieri sera si è esibita all’Alcatraz di Milano per la seconda tregiorni italiana del suo tour. Ieri nemmeno sapevo chi fosse, Anna Calvi. Quindi scrivo per voi di Firenze e Roma: qui sotto ci sono due singoli estratti dal suo album, se vi piacciono fate un salto al Viper stasera o al Circolo degli Artisti domani. Poi mi raccontate.
19 ottobre 2011
È nata la radio di Monocle
Da lunedì esiste Monocle 24, la web radio a ciclo continuo della ben nota rivista londinese. Il servizio di podcast Monocle Weekly, esistente dallo scorso anno, è ora ampliato e integrato in un palinsesto che prevede programmi in diretta dedicati a tutto ciò che è il Monocle cartaceo e web: design, architettura, moda, food, eventi cittadini, cronaca, meteo globale e molta musica. Qui, in breve, trovate tutte le informazioni sull’offerta e qui, se vi avanzano 300 sterline, la rivisitazione della radio Revo Heritage prodotta per l’occasione.
19 ottobre 2011
L’importanza di cornetto e cappuccino
È nato ormai una settimana fa ma, in caso non l’abbiate ancora incrociato, fatevi un giro (e magari poi salvatelo tra i preferiti) su The Breakfast Review, un sito di recensioni fatte come si deve di bar e pasticcerie in cui mangiare buone (o cattive, così sapete cosa evitare) colazioni. Per ora copre soprattutto Milano e Roma, ma altre città stanno già iniziando a spuntare nell’elenco. Qui trovate la pagina Facebook, qui l’account Twitter, qui un’intervista ai fondatori.
14 ottobre 2011
La nuova veste di IL
Il trentaquattresimo numero di IL, maschile del Sole 24 Ore nonchè una delle nostre riviste italiane preferite, esce oggi in edicola con parecchie sorprese. Francesco Franchi, l’art director (lo abbiamo intervistato lo scorso luglio), a tre anni dal numero di lancio ha rimesso le mani sul pluripremiato layout donando alla rivista, se possibile, una nuova eleganza. La trasformazione si palesa già in copertina con il nuovissimo logo (di Christian Schwartz), i caratteri (di Kris Sowersby) e la distribuzione degli elementi, e continua all’interno: la sensazione è quella di sfogliare una rivista più matura e discreta, fortemente consapevole della propria unicità all’interno del panorama nazionale. Le infografiche, più sobrie dal punto di vista del colore ma non meno sperimentali e sorprendenti, rimangono gli elementi di spicco della pubblicazione. Continua a leggere
5 ottobre 2011
The Internet Movie Cars Database
Un progetto meravigliosamente folle e inutile: Internet Movie Cars Database è un sito attivo dal 2004 in cui vengono catalogate tutte le apparizioni di mezzi di trasporto su ruote in film, serie tv, documentari e così via. I film analizzati finora sono 24.433 e le macchine 405.888, comprese quelle usate nei finali alternativi e nelle scene tagliate. È sorprendente la minuzia di particolari con cui viene arricchita ogni segnalazione, cosa che permette di fare ricerche davvero raffinate. Oltre alla casa di produzione, al modello, all’anno e allo stato di provenienza è sempre indicato anche il ruolo della macchina nel film: tra veicolo-comparsa e veicolo-protagonista le diverse sfumature di importanza sono cinque. Cinque. Continua a leggere
4 ottobre 2011
Cinque lezioni sui primi cartoni animati giapponesi
Lo scorso agosto Cory Gross, creatore del vintage blog Voyages Extraordinaires, ha curato per la web tv Network Awesome un’ottima retrospettiva dedicata agli albori dell’animazione in Giappone. Lo speciale è suddiviso in cinque parti (trovate i link dopo il salto) e analizza l’evoluzione degli anime dalla fine del sakoku, l’isolamento bicentenario rotto dall’ingresso a Tokyo nel 1853 delle quattro navi nere del commodoro Perry, fino agli anni Sessanta e al successo di Astro Boy, il primo anime trasmesso fuori dal Giappone. E ci basta, ché da Heidi in poi sappiamo già tutto.
Per prima cosa Gross risponde alla faq per eccellenza: perchè i personaggi degli anime hanno gli occhi tondi e non a mandorla? La colpa è di Mickey Mouse, dice: i primi a fare cartoni animati per il grande pubblico furono gli studios hollywoodiani e il Giappone, in fase di modernizzazione, ne subì fortemente l’influenza. Ma se la forma dei primi cartoni animati ricorda quella dei Silly Symphonies lo spirito è fortemente nipponico, come spiega Gross senza risparmiarci dettagli e riferimenti storici. Continua a leggere
3 ottobre 2011
Quattro chiacchiere con Bruno Giussani, il direttore europeo di TED
Bruno Giussani è italo-svizzero. Sul suo sito dice che è un curatore di idee. Era al festival di Internazionale a Ferrara per raccontare di come è nato TED, di quale è la sua missione e del suo successo. Gli abbiamo chiesto se aveva tempo di rispondere a qualche domanda e, be’, ha detto di sì.
Allora, come si diventa direttore europeo di TED?
Scrivendo una mail al coordinatore di TED per suggerirgli degli speaker e scoprendo che c’è un certo tipo di approccio simile e una sensibilità simile.
Cioè? Hai scritto direttamente a Chris Anderson?
Sì, molti anni fa. Ora sono sei anni e mezzo che lavoro per TED, sono entrato a inizio del 2005. Continua a leggere



