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«Che il diavolo ti porti» di Alessandro Baccara


Che il diavolo ti porti… che roba è, ‘sto diavolo, e dove dovrebbe portarmi?
Che il diavolo ti porti è una tipica esclamazione dell’est Europa. Ma è anche il titolo di queste pagine, pagine in cui potrai leggere certe cose.

E quali sarebbero queste certe cose?
Queste certe cose sarebbero il racconto di altri racconti: una serie di post su libri scritti da autori nati nell’est Europa.

Ma saranno mica post di critica letteraria?
Neanche per scherzo. Sono post scritti da uno che adora un certo tipo di libri e un certo tipo di mondo. E che ha voglia di condividerli.

Che poi est, ma quale est?
Eh, l’est è un bell’affare, ma non è semplice definirlo.

Ok, ma diamoci una regolata. Lo definiamo culturalmente, politicamente?
Mi piace pensare che, al di là della lingua e della politica, ci sia una parte di mondo che condivide un certo modo di vivere e, soprattutto, di raccontare. Sarajevo, Tbilisi, Budapest e poi laggiù, in quella San Pietroburgo che fa venir la pelle d’oca ancora prima di nominarla. San Pietroburgo.

Insomma, in Che il diavolo ti porti troverai il racconto di alcuni libri, scritti per lo più nel ‘900, che non hanno nessun dovere sociale e nessuna pretesa formativa. Libri che raccontano quegli individui da romanzo e quei luoghi di terra maròn che sanno di vodka e cetriolini.

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