Articoli principali

10 febbraio 2011

Gli sms di giovani famosi e sballati

Io non so quanto ci sia di vero in questi messaggi e se effettivamente siano stati Sky Ferreira, Keith Murrey, Adam Green, Karley Shortino o Cory Kennedy ad averli inviati. Le facce da sballati con cui si fanno vedere in giro però sembrano confermare la mia ipotesi.

Sono pop-starz e giovani attori con una vita notturna movimentata, che si scambiano sms parlando di sbronze, sesso e droghe. Tutto vero o tutto falso che sia, dopo aver storto il naso ai primi tre o quattro sms, capisci cosa stai andando a leggere, e non puoi fare a meno di cercare di ricostruire la loro (presunta) serata.

Alla fine leggere gli sms di un gruppo di giovani ricchi festaioli è un passatempo divertente per quando oggi vi annoiate alla scrivania. (Ah, se capite di chi è l’ iPhone che riceve fatemelo sapere. Io ci ho provato un po’, ma poi ho deciso che andava bene anche non saperlo).

4 febbraio 2011

I ventitré caratteri tipografici acquisiti del MoMA e una divagazione sulle insegne di Milano

Una decina di giorni fa Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di Architettura e Design del MoMA di New York, ha annunciato che ventitré caratteri tipografici entreranno a far parte della collezione permanente del museo. Negli ultimi tempi ci siamo abituati a celebrazioni della tipografia che vanno oltre le nicche di appassionati, a questo proposito vi ricorderete di certo del chiasso attorno all’anniversario dell’Helvetica. Continua a leggere

3 febbraio 2011

Che faceva il mondo il 10 ottobre scorso

Circa quattro mesi fa vi avevo parlato di One day on Earth, il progetto nato per raccontare una giornata di vita del nostro pianeta attraverso i video di migliaia di persone sparse per il mondo. Rinfreschiamoci la memoria:

Il 10 ottobre — il 10/10/10 — migliaia di persone da tutti (tutti) i paesi del mondo prenderanno in mano una telecamera e nell’arco di quelle 24 ore riprenderanno ciò che vorranno, andando a creare, tutti insieme, un immenso documentario che racconta un giorno di vita del nostro pianeta.

Bene. Se il film di One the day on Earth — cioè il montaggio di tutta questa montagna di video — uscirà intorno al prossimo settembre, da qualche giorno è online la mappa archivio in cui è possibile vedere centinaia dei video girati. L’esperienza non è per niente male, e può tenervi bloccati lì diversi quarti d’ora, a guardare gente a caso che fa cose, spesso molto comuni, in giro per il mondo.

Elencarvi i video che ho visto io non è molto interessante, perché il bello è proprio cliccare su uno stato, o una città, senza avere idea di cosa si stia per guardare. Qua sotto trovate solo il primo video che ho visto aprendo la mappa, una donna che per 27 secondi pulisce una strada di Abidjian, in Costa d’Avorio.

Voi che video avete visto, per primo?

27 gennaio 2011

Saul Bass ci spiega perché l’uomo crea

È molto famoso (diciamo che ha vinto un Oscar, ecco) e online torna a galla ciclicamente, ma io questo corto di Saul Bass non l’avevo mai visto. Se non lo conoscete, Saul Bass è quel superdesigner che, oltre ad aver disegnato parecchi loghi per gente seria, è diventato famoso per aver creato qualcuno tra i più bei titoli di testa di tutto il cinema, quelli di Hitchcock (La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Psycho) in primis, seguiti dai lavori per Scorsese e Preminger.

In Why man creates, premiato dall’Academy come miglior corto documentario del 1968, Bass ragiona sulla creazione umana attraverso otto brevi capitoli: The Edifice, Fooling Around, The Process, Judgment, A Parable, Digression, The Search, e The Mark. Il primo, The Edifice, è un piccolo capolavoro anche preso a se stante (sì, se star lì a riflettere sulla creatività vi annoia — e ci può stare — potete guardare anche solo questo), perché mette le fondamenta al discorso raccontando in cinque minuti tutta l’evoluzione umana in una maniera che dovrebbe proprio piacere a chiunque. In tutto il corto dura comunque meno di mezz’ora, che è davvero poco, nonostante online ci sembri un’infinità.

25 gennaio 2011

Loro New York la pedalano di spalle

Dalla Quattordicesima Strada in giù: in ogni via un personaggio in qualche modo conosciuto della New York quella cool. Modaioli, art directors, modelle, chef, musicisti e tutti quelli così. Su Downtown From Behind la fotografa Bridget Fleming ritrae ogni personaggio da dietro, in sella alla propria bici, nella sua strada. Sua nel senso che a volte ci abita davvero, a volte invece è solo la persona giusta per descrivere quella piccolissima parte di New York.

Ah non è per dispiacervi alla fine, ma è chiaro che nulla è lasciato al caso ed ogni foto è ben studiata ed organizzata. Dopo il salto ho raccolto un po’ dei miei ciclisti-da-dietro preferiti. Poi nel caso qui li trovate tutti. Continua a leggere

18 gennaio 2011

Il nuovo grande documentario BBC, sugli esseri umani

Diciamolo chiaro subito: come le precedenti Planet Earth e Blue Planet, anche la nuova serie di documentari della BBC, Human Planet, è qualcosa che tutti dovrebbero essere obbligati a guardare. Date un’occhiata al trailer qua sopra e capirete. Continua a leggere


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