Articoli principali

26 ottobre 2011

Come diventare un ingegnere biochimico giocando ai videogames su internet

“Ci sono due modi per diventare un ingegnere biochimico: studiare duro e guadagnarsi un dottorato o giocare ai videogame”. Questo è il pensiero di Adrien Treuille e dei suoi collaboratori, inventori di Foldit, un gioco on-line che dal 2009 sfrutta l’intelligenza dei videogiocatori per risolvere uno dei problemi più complessi della biologia odierna: il ripiegamento proteico. Proprio un mese fa i giocatori di Foldit hanno determinato la configurazione di un enzima responsabile per la riproduzione del virus hiv, una questione che ha tenuto impegnati gli scienziati per circa un decennio. Continua a leggere

15 luglio 2011

Ecco il nuovo product placement, ovvero come inserire le pubblicità di oggi dentro le serie tv di ieri

In una puntata della serie tv How I Met Your Mother qualcuno ha notato il cartellone pubblicitario di un film in programmazione nei cinema. Niente di strano, inserire oggetti di scena “firmati” con fini pubblicitari è un classico dell’advertising: si tratta del product placement (qua trovate la sempre divertente opinione di David Lynch in proposito). La cosa bizzara è che mentre la serie tv è stata girata nel 2006, il cartellone pubblicitario promuoveva un film uscito molto dopo, nel 2011. Continua a leggere

1 luglio 2011

Una stampante 3D che funziona a sabbia ed energia solare

Markus Kayser è passato silenziosamente sotto i riflettori della design week milanese. Era allo spazio espositivo dedicato ai laureati del Royal College of Art con un video girato nel deserto dove Markus stesso, concentrando con una lente i raggi del sole, era in grado di tagliare con precisione un sottile strato di compensato. In poche parole si trattava di una versione low-tech e a basso consumo — l’energia elettrica necessaria veniva da un pannello solare — di una macchina per il taglio laser.

Ed è proprio mentre lavorava nel deserto che Markus, ragionando sugli elementi che dominavano il paesaggio, la sabbia e il sole, è riuscito a portare il progetto ad un livello decisamente più interessante. Il risultato è una stampante 3D che funziona ad energia solare e utilizza come materia prima l’elemento più abbondante del deserto: la sabbia. La macchina, come vedete nel video sopra, è autosufficiente da un punto di vista energetico grazie ai grandi pannelli solari, e la materia prima, la sabbia, è ecologica e non è certo difficile da reperire. Per “stampare” Markus concentra la luce del sole fino ad arrivare a una temperatura in grado di sciogliere la sabbia ottenendo così, dopo alcuni passaggi, un oggetto in vetro. Nel video si vede il risultato dei suoi primi test, realizzati in due settimane di permanenza nel deserto del Siwa in Egitto.

30 giugno 2011

Un magazine di interviste a personaggi da red carpet

Ha inaugurato da pochi giorni The Talks, il sito di sole interviste gestito dalla coppia di tedeschi Johannes Bonke e Sven Schumann. L’idea è più semplice che mai, e si sa che questo genere di idee facili, se ben fatte, su internet spopolano. Raccogliendo solo interviste a personaggi top level, come Valentino o Mick Jagger, accompagnate da foto meravigliose, o addirittura brevissime note audio, Johannes e Sven hanno messo in piedi un sito che  fa venire volentieri male agli occhi per l’eccessiva lettura.

28 giugno 2011

Quell’ansia che proviamo di fronte a una scelta

Le lezioni animate della RSA (Royal Society for the Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce) sono sempre piccole perle di diffusione del sapere: video di dieci minuti in cui, con l’aiuto dei disegni e di una sana attitudine a tentare di rivolgersi a più persone possibili, vengono esposte idee e riflessioni che riguardano la società in cui viviamo. Continua a leggere

21 giugno 2011

Monumenti dell’ex Jugoslavia che sembrano manufatti alieni

Sarà che ultimamente sto guardando più fantascienza del solito, sarà che in architettura e scultura non sono molto ferrato (e quindi poco abituato a vedere simili disegni retro-futuristi), ma questi monumenti abbandonati dell’ex Jugoslavia mi hanno particolarmente colpito. Continua a leggere


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