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28 gennaio 2010

Before I die I want to…

polaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaLa presunta scomparsa delle Polaroid, un efficiente giochetto mentale usato dagli psicologi con i pazienti che minacciano il suicidio, e la curiosità di scoprire cosa è davvero importante nella vita, hanno portato Nicole Kenney e ks rives (lei lo scrive minuscolo, io riporto soltanto) all’ideazione del progetto “Before I die I want to…”

Cosa vorresti fare prima di morire? Una semplice domanda rivolta a personaggi qualunque, immortalati da una polaroid, con didascalia il proprio desiderio. Ovviamente tutto riportato online, accessibile a chiunque.

Domanda, scatto, risposta, e infine scambio mail. Sì, perchè l’idea del progetto consiste anche nel verificare chi e come è riuscito a portare a termine il proprio obiettivo. Nel giro di qualche anno (dai cinque ai venti, il criterio non ce l’ho chiaro) Nicole e ks scriveranno un’ e-mail ai diretti interessati, per vedere a che punto sono. In caso di successo i protagonisti dovranno anche raccontarci in che modo hanno concretizzato il proprio progetto. Questo teoricamente dovrebbe essere un input positivo per tutti gli altri, che a loro volta potrebbero provarci sempre di più.

Hanno affrontato prima gli States, e poi si sono spostate tre mesi in India, perchè si sa, usi, costumi, desideri ed ambizioni cambiano da qui a lì. Forse il loro giungere a conclusioni sociologiche facendo soltanto una domanda è un pò azzardato, ma il tutto è svolto con le solite semplicità e divertimento che tanto mi piacciono, e  che ovviamente non appena percepisco ho voglia di condividere.

Guardate la carrellata di polaroid: alcune fanno sorridere, altre molto meno. La serie riguardante i malati terminali in ospedale, personalmente, mi ha lasciato un pò l’amaro in bocca. Vedete voi, libera intepretazione di ognuno. Ma ce ne sono alcuni che mi hanno davvero incuriosito.

18 gennaio 2010

Lockdown – Dietro le sbarre

LockdownLockdown è un documentario a puntate girato per National Geographic Channel incentrato sulla vita in alcune prigioni americane. I problemi del sistema carcerario statunitense sono gli stessi di quelli di mezzo mondo: sovraffollamento, guerre violente tra gang rivali, spaccio di stupefacenti e individui problematici. A parlarci di questo e di altro sono i diretti interessati, quelli che nelle carceri ci vivono o ci lavorano: ogni episodio è dedicato ad una tematica che viene affrontata seguendo le storie di tre persone.

Si parla del ragazzo appena arrestato che sceglie l’isolamento pur di condividere la cella con un soggetto violento, del padre che studia per laurearsi in economia e riconquistare la fiducia della figlia (vedi il video sotto), dell’addetto agli ingressi costretto a rilasciare molti delinquenti a causa del sovraffollamento, delle paure dell’uomo che torna libero dopo 14 anni di reclusione, della ragazza che non potrà stare col figlio partorito in prigione fino allo scarceramento, del primo giorno di lavoro della guardia novellina di turno nel settore degli individui pericolosi. Si parla di persone giudicate e punite che, nonostante tutto, non ha senso considerare come una massa, anche solo per le storie che possono raccontare. Continua a leggere

15 gennaio 2010

Vivian Maier

Vivian MaierQualche tempo fa Simone ci ha parlato di Lost Holiday, un progetto cominciato con il ritrovamento di una valigia piena di rullini fotografici abbandonati. Solo oggi scopro, grazie a Francesca, il lavoro analogo di John Maloof, un fotografo che ha casualmente acquistato un lotto di 40.000 negativi ad una piccola casa d’aste di Chicago. Continua a leggere

17 dicembre 2009

PostSecret

postcardSegreti mai detti e per la prima volta confessati, scritti su una cartolina, rigorosamente anonima, e inviata a Frank Warren. Così è cominciato il progetto PostSecret: ogni domenica, dal 2005, Frank pubblica sul suo blog dieci segreti di gente comune, leggibili da tutti. Quelli sono, e basta. Non si può andare indietro a cercare quelli pubblicati in precedenza. Personalmente questo dettaglio della faccenda mi intriga tantissimo, fa sembrare tutto ancora più misterioso; cioè, condivido col mondo una cosa che non ho mai detto prima, e dura soltanto sei giorni?

Bene, rompo la magia dicendo che questi segreti sono stati raccolti e pubblicati. E’ uscito da poco il quinto volume, PostSecret: Confessions on Life, Death, and God. Se volete farvi un’idea del tipo di segreti che potete trovare guardate il video qui sotto, dove l’intimo delle persone viene fuori, su livelli diversissimi: si parla di morte, ma anche di burro d’arachidi.

Sarà la musica, sarà il montaggio, più probabilmente i volti, ma a me dà i brividi. E trovo che in fondo la magia dei segreti settimanali non venga interrotta anche se pubblicata. Anzi, guardate anche i volumi precedenti.

27 novembre 2009

Il piccione reporter

http://www.spiegel.de/fotostrecke/fotostrecke-47564.htmlLa possibilità si catturare immagini di città e paesaggi dall’alto ha incuriosito la fotografia fin dai suoi esordi. Nadar nel 1858, una ventina di anni dopo l’invenzione della fotografia, già faceva esperimenti scattando a bordo di una mongolfiera. Come spesso accade, l’interesse principale che ha motivato lo sviluppo di questa tecnica è legato a scopi militari. In questo senso né una mongolfiera, né un aquilone — altro tentativo di medio successo, avrebbe potuto rappresentare una valida soluzione.

Julius Neubronner era un farmacista tedesco appassionato di fotografia ed esperto nell’addestramento dei piccioni viaggiatori. L’unione delle due discipline fu piuttosto immediata: i piccioni reporter. Continua a leggere

20 novembre 2009

Uganda Skateboarding

Uganda Skateboarding UnionSono venuto a conoscenza dello skatepark di Kitintale (Uganda) solo un paio di giorni fa grazie al fotografo svizzero Yann Gross. La nascita dello skatepark risale al 2006 ed è frutto dell’impegno di un gruppo di giovani africani privi di un luogo adeguato per praticare lo skateboard.

Con una piccola impresa di costruzioni avviata da volontari, il gruppo ha potuto procurarsi mattoni, spianare il terreno e comprare le altre materie prime necessarie. Nel giro di un mese hanno inaugurato il primo skatepark dell’Africa Orientale. Continua a leggere


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