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17 dicembre 2009

PostSecret

postcardSegreti mai detti e per la prima volta confessati, scritti su una cartolina, rigorosamente anonima, e inviata a Frank Warren. Così è cominciato il progetto PostSecret: ogni domenica, dal 2005, Frank pubblica sul suo blog dieci segreti di gente comune, leggibili da tutti. Quelli sono, e basta. Non si può andare indietro a cercare quelli pubblicati in precedenza. Personalmente questo dettaglio della faccenda mi intriga tantissimo, fa sembrare tutto ancora più misterioso; cioè, condivido col mondo una cosa che non ho mai detto prima, e dura soltanto sei giorni?

Bene, rompo la magia dicendo che questi segreti sono stati raccolti e pubblicati. E’ uscito da poco il quinto volume, PostSecret: Confessions on Life, Death, and God. Se volete farvi un’idea del tipo di segreti che potete trovare guardate il video qui sotto, dove l’intimo delle persone viene fuori, su livelli diversissimi: si parla di morte, ma anche di burro d’arachidi.

Sarà la musica, sarà il montaggio, più probabilmente i volti, ma a me dà i brividi. E trovo che in fondo la magia dei segreti settimanali non venga interrotta anche se pubblicata. Anzi, guardate anche i volumi precedenti.

27 novembre 2009

Il piccione reporter

http://www.spiegel.de/fotostrecke/fotostrecke-47564.htmlLa possibilità si catturare immagini di città e paesaggi dall’alto ha incuriosito la fotografia fin dai suoi esordi. Nadar nel 1858, una ventina di anni dopo l’invenzione della fotografia, già faceva esperimenti scattando a bordo di una mongolfiera. Come spesso accade, l’interesse principale che ha motivato lo sviluppo di questa tecnica è legato a scopi militari. In questo senso né una mongolfiera, né un aquilone — altro tentativo di medio successo, avrebbe potuto rappresentare una valida soluzione.

Julius Neubronner era un farmacista tedesco appassionato di fotografia ed esperto nell’addestramento dei piccioni viaggiatori. L’unione delle due discipline fu piuttosto immediata: i piccioni reporter. Continua a leggere

20 novembre 2009

Uganda Skateboarding

Uganda Skateboarding UnionSono venuto a conoscenza dello skatepark di Kitintale (Uganda) solo un paio di giorni fa grazie al fotografo svizzero Yann Gross. La nascita dello skatepark risale al 2006 ed è frutto dell’impegno di un gruppo di giovani africani privi di un luogo adeguato per praticare lo skateboard.

Con una piccola impresa di costruzioni avviata da volontari, il gruppo ha potuto procurarsi mattoni, spianare il terreno e comprare le altre materie prime necessarie. Nel giro di un mese hanno inaugurato il primo skatepark dell’Africa Orientale. Continua a leggere

13 novembre 2009

Where the plastic goes

Chris JordanQuella che vedete sopra è un’immagine scattata dal fotografo Chris Jordan nell’atollo di Midway, un gruppo di piccole isole sperdute nell’Oceano Pacifico a metà tra Stati Uniti e Giappone. L’isola è nota per accogliere numerose specie protette di uccelli, tra cui spiccano moltissime varietà di albatros.

Nel reportage le fotografie shock con scheletri e corpi di uccelli decomposti documentano la causa della morte dei piccoli albatros trovati lungo le coste. Nulla è stato modificato dal fotografo, le immagini mostrano con precisione la dieta dei pulcini: un mix di accendini, tappi di bottiglia e altra spazzatura dispersa in mare. Continua a leggere

6 novembre 2009

Improv Everywhere

Quella che avete appena visto è l’ultima delle ottantacinque missioni portate a termine da Improv Everywhere, un gruppo che dal 2001 si occupa di organizzare performance estreme in giro per la città di New York. Il progetto è stato fondato da Charlie Todd, attore e insegnante di teatro, con l’obiettivo di creare momenti di “confusione e felicità” nella vita quotidiana delle persone. Per mettere in scena le sue missioni il gruppo raduna una squadra di “agenti” piuttosto vivace che può raggiungere dimensioni critiche (hanno superato le cinquecento adesioni in alcuni progetti).

Il video che vi ho proposto registra un musical minuziosamente preparato dietro le quinte, ma messo in scena in mezzo ad un supermercato come se fosse spontaneo  — e a giudicare dalle reazioni sembra abbia funzionato. Il testo delirante della canzone gira intorno al motto “Let’s squish our fruit together!” ed è una ripresa del già divertentissimo musical organizzato dagli stessi l’anno prima in un fast food: “I need a napkin!” (ho bisogno di un tovagliolo).

I puristi di Improv Everywhere si lamentano che non ci siano più le idee di una volta e che ormai sia tutto un riciclarsi di spettacoli ridicoli. Non saprei, non posso dire di essere un fan, ma questi video mi divertono e sono curioso di sapere cosa si inventeranno nel musical in programma per il prossimo fine settimana. Nell’attesa potreste dare un’occhiata alle altre missioni. A chi non avesse mai sentito parlare di Improv Everywhere consiglio i fondamentali human mirrorfrozen grand centralflash experiment.

5 novembre 2009

Mr Yoshi

ehDi Mr Yoshi Kametani so che ha partecipato al Contact Project con un reportage sulla Palestina, e che vive tra l’Inghilterra e gli States. Così almeno dicono i due numeri di telefono nella pagina contact del suo sito.

Il vero motivo per cui ve ne parlo però è perchè ha un modo tutto suo di raccontare le persone: innanzitutto la scelta dei personaggi tende a ricadere su drogati o malati di mente, che vengono raccontati non solo attraverso la fotografia, ma anche accompagnati da brevi didascalie, che lette insieme alla foto aggiungono un senso di empatia nel lettore. Un pò di sana malinconia, ecco.

C’è questo progetto, Plastic Spoon, che tenta di documentare il sobborgo di Muirhouse, ad Edinburgo.Negli anni Ottanta era famoso per l’esagerata concentrazione di disoccupati e spacciatori, alcuni dei quali vivono ancora lì, da disoccupati e tossicodipendenti. Alcuni in riabilitazione. Muirhouse non è un luogo molto accogliente, potete dare un’occhiata a questo flickr per farvi un’idea, e il progetto di documentazione è in via di sviluppo. Io consiglio di seguirlo, perchè secondo me possono venir fuori immagini interessanti.

Concludo facendovi notare una cosa di cui probabilmente vi sarete già accorti da soli: non è uno di quei post da incorniciare tra cuori e fiori, come spesso succede con i miei, ma ho avuto un inizio di settimana faticoso. Però credo ne sia valsa la pena, Mr Yoshi resta salvato tra i preferiti.


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
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