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1 settembre 2009

#00 · Il cielo

cieloOggi il cielo è più strano del solito, sembrano tre. Uno di piccole nuvole, quelle che avvertono pioggia, uno di grandi nuvole, quelle in cui si vedono cose, e uno di sottili strisce bianche sfilacciate, nuvole appena passate in un trita nuvole. In quelle grandi non riesco a vedere niente, e non so di chi sia la colpa. Il sole, coperto dietro di loro, le rende luminose. Hanno un cuore più scuro, un grigio dolce, e un alone accecante ai bordi. Non c’è molto vento ma le nuvole si muovono veloci, tranne quelle sfilacciate: calme, ferme, vecchie.

È questo l’ultimo cielo che vedo qui. Continua a leggere

31 agosto 2009

#27 · Montauk

montaukMeet me in Montauk… è la frase protagonista di un film meraviglioso che conoscete già, ed è anche il motivo per cui sono andato a Montauk. Non tanto per visitarlo, proprio per andarci. A tre ore e mezza di treno da Manhattan, Montauk si affaccia sull’Atlantico nella punta estrema di Long Island come ultimo villaggio degli Hamptons, la serie di località più o meno balneari in cui i newyorkesi passano i weekend estivi. Il film è ambientato d’inverno, quindi io ci sono andato un giorno di pioggia. Anzi, due giorni di pioggia. Perché ho dormito una notte là. E c’è stato sempre un vento fortissimo, e l’oceano era arrabbiato per qualcosa che non so. Continua a leggere

28 agosto 2009

#26 · Inglorious Basterds

inglorious basterdsInglorious basterds è il nuovo film di Tarantino, e mi ha un po’ deluso. Ma iniziamo dalla fila infinita davanti alla porta d’ingresso della sala del cinema, specchio dell’estrema ammirazione del popolo americano per il regista, in quest’ultimo mese apparso contemporaneamente credo su tutte le copertine di magazine et simili. Gruppi di amici, coppie, ragazzini di 16 anni e anziani (e non pochi) seduti per un’ora sulla moquette del Regal Union Square mangiando tacos e pop-corn ad aspettare l’inizio della spettacolo nella speranza di riuscire a raggiungere la propria posizione preferita in sala. E se quindi non ci sono dubbi sulla bontà dell’incasso che riuscirà a ottenere, le reazioni della critica che avevo letto prima di vedere il film non erano positive. Ma la critica aveva bocciato pure un piccolo gioiello come Death Proof, quindi non ero molto propenso a fidarmi. Continua a leggere

27 agosto 2009

#25 · Magically delicious

magically(So che alla fine ci arriva solo il 60% di voi, quindi vi dico subito che a metà del post potete vincere una maglietta da donna, taglia M, che ho “preso al volo” al) Glasslands gallery, un locale sulla strada che costeggia il fiume Hudson a Williamsburg dove vengono organizzati concerti strani, eventi strani, spettacoli strani. Io c’ero già stato, e ieri ci sono tornato per Magically delicious, una “mini raccolta fondi in supporto al collettivo artistico Atypic Thoughts”. Hanno suonato otto band di cui ne ho sentite quattro: un gruppo, usando la definizione che mi ha suggerito la ragazza del cantante — la quale inoltre concorda con me sul fatto che il primo Die Hard sia il più più fantastico film d’azione mai girato — noisy/dance/pop Continua a leggere

26 agosto 2009

#24 · Tre piccole cose

nyc-condoms NYC Condom
La città di New York regala preservativi. Hanno pure una bella confezione, con i colori delle lettere che corrispondono ai colori delle linee della metro. Uno dei motti è Grab a handfull and go! e per averli potete chiamare il 311 o semplicemente aspettare di incontrarli in uno dei 200 (duecento) locali o discoteche in cui sono distribuiti; i contraccettivi femminili sono, invece, solo ordinabili su richiesta. Dubito che tra i miei lettori ci siano il Papa e i suoi amici, quindi non credo serva spiegarvi la bontà di un’iniziativa del genere. Continua a leggere

24 agosto 2009

#23 · Bedford Avenue

Bedford avenueCon i suoi 16 km e mezzo Bedford Avenue è la più lunga via di Brooklyn, nonché l’aorta di Williamsburg, nonché la strada dove vivo. E se dopo cinque settimane camminare per questa strada non ha ancora perso il fascino del terzo giorno — i primi due non contano — significa che un piccolo gesto d’affetto glielo devo. E considerando che manca una settimana alla mia partenza e la malinconia è in agguato, vedo da lontano la piega retorico-melensa che potrebbe prendere l’articolo, quindi vi avverto prima che sia troppo tardi: cliccate sul continua a leggere a vostro rischio e pericolo. Continua a leggere


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