Articoli principali

11 luglio 2011

I Radiohead in cantina

Lo scorso primo luglio i Radiohead hanno suonato per la BBC tutte le tracce del loro ultimo album The King of Limbs più due inediti (The Daily Mail e Staircase) all’interno dello speciale di “From the Basement” prodotto, come sempre, da Nigel Godrich. Pitchfork ha raccolto le registrazioni della trasmissione pubblicate su Youtube (non sempre di buona qualità purtroppo, ma meglio di niente) e la ha raccolte tutte in ordine qui. Però si sono dimenticati il meraviglioso Staircase e The Daily Mail non funziona, quindi voilà.

Aggiornamento: adesso è disponibile su Dailymotion il filmato del programma in versione integrale, qualità video ottima. Lo trovate qui.

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27 giugno 2011

Il corto di Spike Jonze e Arcade Fire, online per due giorni

È finalmente visibile online e per intero Scenes from the Suburbs, il corto di Spike Jonze (che l’ha scritto e girato) e gli Arcade Fire (che l’hanno scritto e colonnasonorato) che racconta l’esperienza di crescere in una squallida e sperduta provincia americana. Lo trovate — gratis, previa registrazione, e solo per oggi e domani — sul sempre ottimo Mubi, a questo indirizzo. Buona visione.

10 giugno 2011

Andiamo ad ascoltare i codici a barre al supermarket

L’interaction designer olandese Leo van der Veen si è accorto che il codice a barre, quello a righe bianche e nere stampato praticamente su ogni bene di consumo prodotto dagli anni ’70 in poi, può essere convertito in una partitura musicale: i numeri diventano note, gli spazi bianchi pause tra una nota e l’altra.

Questa è l’idea di Barcodas, un’applicazione per iPhone da 99 centesimi che genera melodie a partire proprio dal codice a barre. Basta fare una foto e l’applicazione, dopo aver identificato il codice, lo interpreterà come una sequenza di note musicali. La melodia generata, breve e ripetitiva, è ben lontana dall’essere seducente, per questo in Barcodas c’è la possibilità di alterare scale e tempo fino a raggiungere un risultato che si meriti di essere condiviso su Facebook, altra funzionalità dell’applicazione.

Alla base del progetto c’è un’intuizione semplice: partire da un’informazione codificata secondo uno standard diffuso (il codice a barre) e interpretarla con un nuovo set di regole quasi del tutto arbitrario (numeri uguali a note, spazi uguale a pause). Al di là di Barcodas, che è un gioco divertente realizzato bene (“imagine walking into a supermarket filled with thousands of tunes to discover”), con tutti i codici che ci sono là fuori gli esperimenti possibili sono infiniti. Approfondirò, intanto vado ad ascoltarmi qualche codice a barre.

18 aprile 2011

Il violoncello di Yo-Yo Ma e le caviglie di Lil’ Buck

Il signore orientale è Yo-Yo Ma, violoncellista cinese di fama mondiale, ex bambino prodigio e vincitore di numerosi Grammy Awards, e sta suonando “The Dying Swan” estratto da “Carnival of the Animals” di Camille Saint-Saëns; il ragazzo nero è Lil’ Buck, ballerino di jookin, la street dance nata a Memphis negli anni Novanta; quello dietro la telecamera e che ha pubblicato il filmato sul blog di Opening Ceremony è Spike Jonze, presente all’evento organizzato dalla Inner City Arts Center di Los Angeles per avvicinare i ragazzi disagiati alle discipline artistiche. Auricolari, full screen, non bloccatevi ai primi secondi e buonissima settimana.

— via IFC.

1 aprile 2011

I randagi del Cafè Lehmitz

Quella sopra è una bella fotografia, ma molti di voi ci riconosceranno qualcosa di più, qualcosa di familiare. Dopo il salto vi dico che cos’è, ma pensateci ancora un secondo. Posso darvi un indizio: quei due personaggi hanno a che fare con la copertina di un bellissimo album di Tom Waits. Continua a leggere

28 marzo 2011

Dove scaricare il pdf del giornale dei Radiohead

Si chiama The Universal Sigh, ed è una costola del disco The King of Limbs uscito un mesetto fa. L’oggetto di carta lo trovate in queste città (in Italia solo a Milano, alla Santeria in via Paladini), mentre il pdf in download qui — e non so per quanto durerà. L’operazione in sé non mi sembra niente di eccezionale, ma si sa che i Radiohead queste cose qui le fanno sempre bene. E infatti il giornale, almeno visivamente, è bello.


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