Articoli principali

23 maggio 2012

Canzoni da ascoltare solo in random

Siamo in tanti, là fuori, ad affidare completamente agli iPod il compito di selezionare la colonna sonora della nostra vita. Invece di scegliere artista, album, canzone, scorriamo fino a Brani casuali e lasciamo fare al magico algoritmo.
Matthew Irvine Brown, designer e musicista che ha lavorato per Last.fm, BERG e Apple, si è chiesto: perché non esistono canzoni che sfruttano la modalità random? Continua a leggere

21 maggio 2012

Monday Tunes: hey paura, ci sei sempre stata, è ora finalmente che tu te ne vada

Rich Robinson di certo non è uno sconosciuto, la sua avventura con i Black Crowes dura ormai da 30 anni, ma con questo progetto solista è riuscito a costruire un sound di una piacevolezza quasi infastidente.
La non eccessiva originalità dei brani è compensata dal suo modo di suonare la chitarra. Avveniristico e conservatore allo stesso tempo, utilizza effetti obsoleti per ottenere suoni nuovi. E il lungo assolo sovrainciso di Hey Fear, che chiude il pezzo in un crescendo di melodico delirio psichedelico, ne è un esempio perfetto.

16 maggio 2012

La notte che cambiò tutto per l’hip hop

Grandmaster Caz e Disco Wiz sono due storici hip hopper newyorkesi. Raccontano in un piccolo documentario radiofonico (e nel video sotto) come, secondo loro, la cultura hip hop è esplosa.

Nel 1977, l’hip hop non si chiama nemmeno ancora hip hop (la parola, ufficialmente, è stata creata un anno dopo da Keith Wiggins dei Grandmaster Flash and the Furious Five). Alcuni dj però, già dall’inizio degli anni ’70, prendono pezzetti ballabili di canzoni funk e soul e cominciano ad assemblarli in qualcosa di nuovo. La pratica lentamente si diffonde ma è, soprattutto, una cosa del Bronx. E i dj, in generale, sono pochi. Continua a leggere

14 maggio 2012

Monday Tunes: musica primitiva per ogni stato d’animo

Stavano finendo gli anni Sessanta quando, grazie anche a piccole band di teenager, negli Stati Uniti esplose il garagepunk (qui una raccolta essenziale per approfondire il genere). Prima di diventare un fenomeno diffuso è rimasto confinato proprio in quei garage da cui prende il nome, e pezzi supercoverizzati come Jack The Ripper, sono stati registrati da band di ragazzini sconosciuti che si facevano accompagnare in studio da una delle loro mamme prima di sparire nel nulla. Il sound degli Apache Dropout è adatto ad ogni situazione e umore: suoni che sembrano venire dalla cantina, batterie primitive e chitarre fuzzose incorniciano una voce pre-punk, urlata in modo un po’ casuale, di quelle che rimangono in testa senza che te ne accorgi.

10 maggio 2012

Spulciare i dischi di John Peel

Quando scompare uno scrittore, appassionati e studiosi vanno alla ricerca della sua libreria: la vogliono consultare, vogliono leggere le sue annotazioni, perché le letture e i commenti sulle stesse dicono molto a proposito delle influenze di un autore, riempiendo talvolta i buchi fra un romanzo e un altro. Questa è una parte degli studi letterari che non troppo tempo fa abbiamo visto applicata a Herman Melville e a David Foster Wallace con l’aggiunta di una prospettiva pop, perché disponibile online anche a chi era mosso più dalla curiosità che da una prospettiva accademica, fuori dalle stanze poco accessibili del “fondo-manoscritti” di una biblioteca. Continua a leggere

30 aprile 2012

Monday Tunes: ci sono i lupi nella stanza del trono, ma c’è da stare tranquilli

Lontani dagli stereotipi del metal e dall’attitudine di scarsa tolleranza che lo caratterizza, Wolves in the Throne Room si distinguono per le tematiche di rinnovamento e rigenerazione legate agli elementi naturali. Sul palco portano arbusti, teschi di animali e tarocchi. Il loro set è destabilizzante, a tratti evocativo e lancinante, poi veloce e brutale; sempre accompagnato da una voce sofferente e lontana. E le chitarre superdistorte immerse un mare di reverberi e delay rendono difficile pensare che questa ingente quantità di suono sia prodotta solo da un trio.


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