Il 24 febbraio inaugurerà a Milano presso Palazzo Reale la mostra dedicata al pittore austriaco Egon Schiele (1890 - 1918). La mostra ricostruisce attraverso quaranta opere del pittore e capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl e Moser il clima culturale viennese dei primi anni del XX secolo animato dalla Secessione e, in seguito, dalle controtendenze espressioniste.
Il segno primitivo e tormentato, le scelte cromatiche tetre, la deformazione e la tendenza alla semplificazione dei soggetti, la fisicità del corpo indagata in profondità come manifestazione delle pulsioni più intime, sono tutti tratti linguistici presenti nell’opera di Schiele. Un’esperienza artistica segnata da importanti vicende biografiche: la perdita del padre in giovane età , la vita sentimentale tormentata dalle relazioni con le giovanissime amanti, il carcere per l’accusa di abuso su minori, ma anche il significativo rapporto di sostegno e stima reciproca con Gustav Klimt.
La mostra, curata da Rudolf Leopold e Franz Smola, entrambi rappresentati del Leopold Museum di Vienna (sede della più importante raccolta di opere del pittore) aprirà al pubblico il 24 febbraio e resterà aperta fino al 6 giugno 2010. È possibile acquistare i biglietti — 9.00 € intero, 4.50 € ridotto — in prevendita on-line su VivaTicket oppure telefonicamente chiamando il 02 92800375.
La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 09.30 alle 19.00 ad esclusione del lunedì mattina. Giovedì e sabato sera la mostra prolunga la sua apertura fino alle 22.00, un momento consigliato per una godere la tranquillità di una sala espositiva meno affollata ed evitare le lunghe file all’ingresso.
Al Centro Culturale Francese una rassegna cinematografica dedicata a Patrice Chéreau. Dal 16 al 21 Febbraio al cinema Gnomo di Milano (4,00 € il biglietto d’ingresso). La prima proiezione — in francese con sottotitoli in italiano — è Persécution, prevista per martedì 16 febbraio alle 19. Per informazioni sui film in programma e sulla rassegna qui il programma completo.
Presso la galleria Giò Marconi (via Tadino 14, Milano) è stata inaugurata il 26 gennaio “Orbite Rosse”, una mostra personale dell’artista Grazia Toderi. La nuova serie di disegni realizzati con grafite, argento e stagno fuso si affianca ad opere fotografiche e a due proiezioni video ideate dall’artista in occasione della mostra.
Nei numerosi disegni a matita — quasi schizzi preparatori — linee, vortici e forze orbitali si propagano da corpi astratti e s’infragono tra loro. Le installazioni video, notturne ed industriali, lavorano con immagini panoramiche di città in un gioco ipnotico di sovrapposizioni e dissolvenze che cattura con forza magnetica lo spettatore. In lontananza un brusio profondo e viscerale accompagna lo scorrere ripetitivo delle immagini. Le luci cupe di una metropoli industriale, lontane e arancioni si frammentano ulteriormente nei riflessi dell’acqua e nel movimento dei due dischi orbitali. Da vedere.
Lo spazio della galleria offre una cornice ideale per le opere in mostra. Per visitarla avete tempo fino al 6 marzo 2010. Da martedì a sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00 la galleria è aperta a visitatori.
Ha inaugurato il 25 gennaio presso la Triennale di Milano una mostra antologica su Roy Lichtenstein. Il curatore, Gianni Mercurio, già noto per aver firmato alla Triennale grandi mostre antologiche dedicate a Basquiat, Haring e Warhol negli scorsi anni, ha ideato una retrospettiva su Lichtenstein che per la prima volta fa il punto sulle opere realizzate dall’artista pop appropriandosi delle immagini provenienti dalla storia dell’arte moderna. Da questa scelta il titolo “Meditations on art” e si comprende anche meglio il perché dell’uso frequente del termine Postmoderno in relazione alla mostra.
La mostra è suddivisa in sezioni tematiche che ricalcano anche cronologicamente l’evoluzione espressiva di Roy Lichtenstein. Si parte dalle opere degli anni ‘40, in cui sono ancora assenti i tratti linguistici più noti dell’artista, e si arriva ai suoi dipinti di fine anni ‘90, dove è il minimalismo orientale ad essere oggetto delle sue interpretazioni. Non vi aspettate di vedere i suoi lavori più noti, quelli che citano il fumetto nel contenuto oltre che nella forma, perché quel periodo — di soli due anni (1962 / 1964), ma intensamente prolifico — è stato escluso dalla mostra per dare visibilità ad una produzione dell’artista meno nota, se non addirittura inedita.
Da vedere presso la mostra ci sono alcuni bellissimi ritratti fotografici ad opera di Ugo Mulas e Dennis Hopper, e il documentario di Christina Clausen che racconta in trenta minuti di girato originale inedito, registrazioni audio e interviste alcuni aspetti utili a rivelare la persona che si cela dietro il personaggio-artista.
La mostra resterà aperta fino al 30 Maggio 2010 tutti i giorni escluso il lunedì dalle 10.30 alle 20.00 (apertura serale il giovedì fino alle 23.00). Considerando l’importanza dell’esposizione consigliamo di evitare gli orari più frequentati — come la domenica pomeriggio — per risparmiarsi code all’ingresso e un affollamento dell’area espositiva.
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