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9 ottobre 2009

Reazioni a catena

Reazioni a catenaNon è chiaro il motivo, ma le reazioni a catena esercitano su di me un grande fascino. La magia del domino ne è una prova, quanto tempo potremmo passare a guardare quelle distese di mattoncini cadere? Non so voi, ma personalmente troppo (e parlo per esperienza). Nel mondo delle reazioni a catena si è sviluppato un ambito detto delle “Rube Goldberg Machine“. Rube Goldberg era un fumettista statunitense che, credo a causa di un libro su alcune invenzioni paradossali, si è trasformato in un aggettivo utilizzato per descrivere quelle macchine che compiono in modo estremamente complesso un’operazione molto semplice. Continua a leggere

15 settembre 2009

The Cove

the-cove

Visori notturni, tute mimetiche, microcamere nascoste: il documentario di denuncia prende la forma della spy-story, e funziona. Ric O’Barry è divenuto celebre negli anni ’60 come il miglior addestratore di delfini al mondo grazie al suo lavoro per la serie tv Flipper, che ha improvvisamente portato alla ribalta i delfini come animali intelligenti e divertenti ovvero come animali da intrattenimento, destinati di lì a poco a essere rinchiusi nei delfinari per la gioia di grandi e piccini. Continua a leggere

18 agosto 2009

The Animated Life

Come sempre il New York Times offre spunti utili per le nostre segnalazioni. Chi naviga con frequenza (o chi ha dimestichezza con il mondo dell’arte contemporanea) avrà già sentito parlare dei lavori di Jeff Scher, filmmaker e illustratore inserito nella permanente del MoMA e del Centre Pompidou.

Nonostante sia stato prodotto un paio di anni fa, sta spopolando in questi giorni L’Eau Life, un corto ipnotico che celebra l’estate attraverso un’incredibile sequenza di acquerelli disegnati su supporti sempre diversi. In questo senso vi consiglio, dopo aver visto l’animazione, di rivederla mettendo pausa qua e là per godervi la varietà dei fotogrammi e dei materiali utilizzati (il gioco funziona bene anche con Milk of Amnesia, animato con la stessa tecnica, ma risalente a quindici anni prima).

I suoi lavori sono ospitati on-line dal New York Times dove, oltre alle animazioni ad acquerello di cui parlavo prima, troverete video e cortometraggi dal 1970 ad oggi accompagnati dalle parole dello stesso Jeff Scher. The Animated Life, buona visione (e per chi fosse di fretta anche YouTube offre una bella collezione).

24 luglio 2009

Richard Kern

Richard KernSe vi siete mai interessati di punk (almeno un po’ seriamente), sapete bene che la trasversalità del concetto può stupirvi. Oggi mi piacerebbe presentarvi Richard Kern, un regista e fotografo di New York, in attività dalla fine degli anni ’70 a più o meno oggi, considerato uno dei massimi (e pochi) esponenti  della cinematografia punk, che nel suo caso Continua a leggere

14 luglio 2009

After last season: cos’è?

After last season è un oggetto unico, poco credibile e ancor meno comprensibile. La reazione comune della rete all’uscita del trailer nel marzo 2009 fu di considerarlo uno scherzo. Più precisamente: di considerarlo un video virale legato all’uscita del film Where the wild things are, frutto quindi della goliardia del regista Spike Jonze — non nuovo a trovate del genere.

Perché tutto questo scetticismo nei confronti di un trailer? Semplice, oltre ad avere tra i credits un regista inesistente, nome in codice Mark Region, è un trailer come non ne avete mai visti prima: attori svogliati, dialoghi in nessun modo interessanti, scenografia imbarazzante, effetti speciali e grafici che fanno impallidire l’imbarazzo creato della scenografia, fotografia random, ecc ecc. Ma, ovviamente c’è un ma, l’impressione è che dietro ogni scelta ci sia una enorme consapevolezza di fondo. Perché, credo, siamo tutti d’accordo che al mondo non possa esistere nemmeno una persona con un senso della narrazione così disastroso da portarti a chiudere il trailer con la frase “They’ve got, uh, printers in the basement you can use”.

Bene. Ora — anzi, un mese fa, a giugno — il film è uscito davvero. Per una sola settimana, in quattro sale in tutti gli Stati Uniti. E, per quello che ho letto, possiamo dire che mantiene le aspettative, proseguendo sulla strada del trailer in questa sorta di film sbagliato sotto tutti i punti di vista e, allo stesso tempo, mantenendo ancora un alone di mistero sul chi?. Oppure, a scelta, sul perché?.

La possibilità più banale è anche quella più interessante: un film sincero, con un senso dell’umorismo  (perché di questo, in caso, si dovrebbe trattare) che porta all’estremo quell’atteggiamento lo-fi e parodico che parte da Ed Wood arrivando, per capirci, a Maccio Capatonda.

Finora non è stato possibile trovare il film intero online, ma questo alone di cult movie sta creando la possibilità di una ridistribuzione e di conseguenza una maggior visibilità. Non so, magari sono strano io, ma lo guarderei molto molto volentieri.

30 marzo 2009

Don Hertzfeldt

Don Hertzfeld“Se i cinefili pensano che i cortometraggi non siano in grado di generare lo stesso hype e la stessa schiera di fan dei lungometraggi più celebri, evidentemente non hanno mai sentito parlare di Don Hertzfeldt”.

Chi l’ha scritto questo? Io? Macché. L’ha scritto il Sundance Film Festival (sempre sia lodato) a proposito del più popolare animatore Continua a leggere


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