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6 maggio 2010

Up There

Nel mio cliccare compulsivo su qualsiasi video che si presenti con un titolo in font compressed, mi è capitato di imbattermi  in questo breve documentario che sta facendo silenziosamente il giro della rete. Up There, diretto da Malcolm Murray e commissionato da Stella Artois, è una celebrazione del mestiere del pittore di pubblicità murali in grande scala, un’arte in via d’estinzione a causa dei costi elevati, della scarsità di manodopera specializzata e dei lunghi tempi di esecuzione.

Il documentario è stato girato durante la realizzazione di The Ritual Project, un’animazione stop motion della perfetta spillatura della birra creata a New York direttamente su una parete di 20 x 50 piedi (6 x 15 metri circa) in tre settimane. Qui potete trovare il “giornale di bordo” e durante i titoli di coda del video qui sopra potete vedere l’animazione finita.

Poi c’è New York vista dall’alto, una regia e una fotografia ispirate e una colonna sonora firmata Album Leaf, quindi cliccate full screen e poi play.

12 aprile 2010

Foutaises

Per scoprire se Jean-Pierre Jeunet sta finalmente risalendo la china a 8 anni da Amélie dovremo aspettare fino al 28 maggio quando Micmacs, il suo nuovo film, sbarcherà negli Stati Uniti. Incrociamo le dita. Nel frattempo, in onore dei bei vecchi tempi passati, vi lascio Foutaises, un suo vecchio cortometraggio trovato per caso su Youtube.

Siamo nel 1989, quindi ancor prima di Delicatessen, ma stiamo già guardando Amélie: c’è Dominique Pinon, che rivedremo praticamente in tutti i film di Jeunet à la Nicoletta Braschi (ma lui recita); durante i meravigliosi titoli d’apertura si respira qualcosa che già potrebbe sapere di Yann Tiersen; ma soprattutto qui abbiamo ben 7 minuti e 13 secondi del famoso giochino “mi piace/non mi piace”. Vogliamo urlare al riciclo selvaggio di idee? Ci può stare, ma se in Amélie la cosa ha raggiunto le vette di cui spero sarete a conoscenza credo sia anche grazie a esercizi di preparazione come questo.

Ora, qui sopra ho postato il video in lingua originale, l’unico di buona qualità che ho trovato. Se non masticate il francese vi mando qui per una pessima versione sottotitolata in inglese e qui per una sottotitolata in italiano ma fuori sincrono. Questo passa il convento.

21 marzo 2010

“Burma Vj” in tour

Burma VjA due anni e mezzo dalla cosiddetta “rivoluzione zafferano“, lo scorso 7 marzo si è finalmente tornati e parlare della situazione in Myanmar in occasione dell’ultima notte degli Oscar: Burma Vj – Reporting from a Closed Country, l’emozionante documentario di Anders Østergaard, ha ricevuto la nomination per il premio al miglior documentario. Continua a leggere

24 febbraio 2010

Daniel Askill

ColliderIn tanti avranno sentito il nuovo singolo dei These New Puritans, We Want War, e il fantastico video che lo accompagna per oltre sette minuti.

Daniel Askill, regista di questa meraviglia, non è certo il primo arrivato. Australiano, ha girato negli ultimi dieci anni spot pubblicitari  all’avanguardia per Dior, Microsoft, Air France e Panasonic (il quale tra l’altro, sembra quasi un bozzeto preparativo per il videoclip che avrebbe realizzato per i Puritans) e realizzato clip musicali assieme a Digitalism, Unkle e Placebo, e un cortometraggio nel 2004 intitolato We Have Decided Not To Die, che ha vinto una pioggia di premi un po’ in giro per tutto il mondo, da guardare per intero qui sotto. Continua a leggere

9 febbraio 2010

Massive Attack — Splitting the atom

Il nuovo videoclip dei Massive Attack è una magnificenza in CGI. Girato da Edouard Salier — di cui trovate un intervista qui e un altro videoclip, per gli Air, quiSplitting the atom è un giro su montagne russe oppressive e affilate — con un crescendo finale. Consiglio quindi di guardarlo fino alla fine e, ovviamente, a schermo intero.

2 febbraio 2010

Skhizein

Il corto qua sopra è del 2008, quindi parecchio vecchio per le tempistiche di internet. Ma ha iniziato a girare solo ultimamente, e sarebbe davvero un peccato se qualcuno di voi se lo fosse perso. Skhizein, girato dal francese Jérémy Clapin, racconta la storia di un uomo che, dopo la caduta di un meteorite, si ritrova spostato da se stesso di 91 centimetri.

Il corto è in francese con sottotitoli in un intuibilissimo inglese, e dura 13 minuti, che, anche se siamo abituati diversamente, sono molti meno di quanto sembrino. Ora buona visione, e mi raccomando: ci metterà un po’ di più a caricarsi, ma lo schermo pieno è d’obbligo.

PS: buon giorno della marmotta.


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