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31 agosto 2010

Eh, bisogna guardarlo per forza

Ne sta parlando chiunque, è il video del nuovo singolo degli Arcade Fire, We used to wait, e lo trovate qui con il nome di The wilderness downtown. Non è un video nel senso classico del termine, ma un’esperienza interattiva e personale che mira a stimolare nostalgia. È stato girato dal regista Chris Milk insieme al Google Creative Lab, sfruttando Google Street View e Google Maps. Usa la tecnologia HTML5, e si vede meglio se avete come broswer Chrome e soprattutto un computer il più potente possibile. Ne ho scritto più approfonditamente sul Post, qua non vi anticipo nessuna delle sorprese che troverete — se non che all’inizio dovrete inserire l’indirizzo della via in cui avete passato l’infanzia — ma aggiungo che il risultato, almeno per me, non è quello sperato, forse semplicemente a causa di una certa macchinosità che elimina l’aspetto emozionale. Per il resto, è sicuramente qualcosa che — appunto — bisogna guardare per forza, perché è evidente che in futuro oggetti del genere si moltiplicheranno sempre di più.

PS: l’ultimo disco degli Arcade Fire è bellissimo, ha solo bisogno di un po’ di ascolti.

17 agosto 2010

Per chi ha visto “Where the wild things are”

Quelli che non l’hanno visto vadano a vederlo e poi tornino qua a vedere questo corto di Nico Casavecchia, Buildings & Vampires. Anzi, che se lo guardino comunque. È bellissimo lo stesso. — Via

9 agosto 2010

Accumulonimbus

Lo vedete già nello screenshot qui sopra: ancora un video in stop motion con la plastilina. Ovvio che non ve lo proporrei se non fosse qualcosa di molto diverso da quanto mi è capitato di vedere in passato: niente personaggi alla Pingu, solo alberi, case e tubi, una centrifuga e, a volte, la forza di gravità. Ma soprattutto una fluidità di movimento di cui non riesco a capacitarmi. Bravo Andy Kennedy. Se siete curiosi qui trovate il making of. Ah, anche la musica è di Andy. Bravo due volte. — Via

3 agosto 2010

Cat Shit One

http://www.youtube.com/watch?v=y6QcXYOj4Zg

Se vi piace la guerra e siete fan degli animali coccolosi, avete trovato la vostra serie preferita. È tratta da un manga che ha avuto parecchio successo in Giappone e negli Stati Uniti con il nome di Apocalypse Meow, e racconta la guerra in Iran del 1980, sostituendo gli uomini con animali — gli americani sono conigli, i vietnamiti gatti, i francesi maiali, i mediorientali cammelli, capre e pecore, e così via. Continua a leggere

16 luglio 2010

Tre documentari su David Lynch di cui quasi nessuno ha sentito parlare

Parrebbe che nel 2007 sia stato proiettato a Cannes un film inedito sul dietro le quinte di Inland Empire, l’ultimo capolavoro firmato David Lynch. Il lungometraggio dal titolo Lynch, o più precisamente Lynch (One), è a cura di un certo Jon Nguyen, spalla del regista anche nel più recente Interview Project.

Se di Lynch (One) qualcosa sul web si può scoprire (un sito ufficiale, il trailer, una pagina sull’Internet Movie Database e si può anche comprare su Amazon), pochissimo si sa di Lynch (Two). Anzi, non si sa proprio nulla oltre questo trailer.

Lynch (Three), infine, è il terzo ed ultimo capitolo del documentario. Scopro oggi sul twitter dello stesso David Lynch che è in corso un processo di crowdfunding per il finanziamento del progetto: acquistando una t-shirt o una stampa da questo sito potrete contribuire al completamento della trilogia e magari alla distribuzione di un cofanetto con i tre dvd.

13 luglio 2010

Tutti i film di Tarkovsky in streaming, gratis

Direi che il titolo è abbastanza esplicativo. I film — per cui dobbiamo ringraziare la Film Annex — li trovate qui, mentre qua ci sono informazioni sul progetto; sono tutti sottotitolati in inglese, un inglese molto semplice da capire. Su Andrei Trakovksy non saprei esattamente cosa dirvi. È uno dei grandi, che ha fatto quei film lenti e lunghi che ti sembrano impossibili da vedere prima di vederli, e che poi, quando trovi il tempo e la voglia, ti lasciano una sensazione di pienezza (e inquietudine) che cresce ogni giorno che passa.


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