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13 aprile 2010

Emilio Morenatti

morenatti-3Emilio Morenatti è spagnolo, ha una quarantina d’anni, ed è uno dei migliori fotoreporter in circolazione. Io, non so come mai, ne sono venuto a conoscenza solo la settimana scorsa — grazie a Cattiva Maestra — dopo il riconoscimento di Photojournalist of the year (for large markets) conferitogli dalla National Press Photographers Association. Fotografo dell’Associated Press, negli ultimi anni i suoi scatti hanno girato riviste italiane e non, ve lo segnalo nel caso ve lo siate persi anche voi.

Nella foto qua sopra tre soldati dell’Esercito Nazionale Afghano pregano alla moschea del Centro d’Allenamento Militare di Kabul. Morenatti ha fotografato soprattutto in Afghanistan e Pakistan, stati caldi in cui ha coperto il conflitto mediorientale dal 2005 al 2009. Fino allo scorso agosto, quando ha perso il piede sinistro a causa di una bomba esplosa vicino al veicolo che lo stava trasportando. Questo non lo ha però fermato: dopo mesi di recupero, Morenatti è tornato a lavorare per l’Associated Press, fotografando la settimana santa spagnola. “È una grande sfida, cerco di fare al meglio tutto ciò che già facevo prima quotidianamente. Sto migliorando ogni giorno. Corro di più ora di quanto non facessi prima di rimanere ferito”. Che altro dire.

Dopo il continua a leggere una piccola selezione dei suoi lavori, ma vi consiglio di fare un salto qui, qui e qui, per girare tra le sue fotografie in completa libertà e farvi un poco ferire dalla sua bravura. Continua a leggere

1 aprile 2010

Olivia Bee

11Quando ci si trova davanti a personaggi così, c’è ben poco da dire: “my real name isn’t olivia bee it’s olivia bolles. i’m 15. this is a diary of sorts.”

Esatto, quindici anni, e un talento che è diventato passione un po’ per caso. Alle scuole medie Olivia si era iscritta a un corso di produzione video, ma le hanno assegnato fotografia (non so bene come funzioni la middle school in Oregon, io riporto quello che ha raccontato lei). Continua a leggere

15 marzo 2010

Magnum in Motion

Magnum in MotionLa Magnum è forse la più famosa agenzia fotografica del mondo; non sto a presentarvela, vi dico solo due nomi: Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Ecco. Dopo aver reso pubbliche sul sito più di 350.000 fotografie dell’immenso archivio della cooperativa, nel 2004 è stato fondato Magnum in Motion, il loro studio multimediale. La specialità di Magnum in Motion è creare brevi/brevissimi documentari per internet usando il materiale d’archivio dell’agenzia: dagli slideshow con sottofondo musicale o commentati dal fotografo in persona (e non esiste niente di meglio) ai filmati d’epoca spiegati dai protagonisti.

Sul sito è possibile trovare più di cento “composizioni fotografiche” d’autore, tra cui i “personal best” di Elliott Erwitt, il reportage sulla Coney Island degli anni Settanta di Bruce Gilden e la raccolta di orizzonti di Harry Gruyaert. C’è il rischio di perdersi e di non tornare più.

12 marzo 2010

Approximate time telling

Standard TimeI più fedeli lettori ricorderanno l’articolo uscito sul nostro speciale Fuori Salone 2009 a proposito di Real Time, un progetto del designer rockstar olandese Marteen Baas. Il progetto rientra nella categoria degli approximate time telling, una disciplina che trasforma in performance l’operazione di raccontare l’ora e lo fa utilizzando, al posto della perfezione meccanica e digitale degli orologi tradizionali, la relativa imperfezione dell’uomo. Continua a leggere

24 febbraio 2010

Daniel Askill

ColliderIn tanti avranno sentito il nuovo singolo dei These New Puritans, We Want War, e il fantastico video che lo accompagna per oltre sette minuti.

Daniel Askill, regista di questa meraviglia, non è certo il primo arrivato. Australiano, ha girato negli ultimi dieci anni spot pubblicitari  all’avanguardia per Dior, Microsoft, Air France e Panasonic (il quale tra l’altro, sembra quasi un bozzeto preparativo per il videoclip che avrebbe realizzato per i Puritans) e realizzato clip musicali assieme a Digitalism, Unkle e Placebo, e un cortometraggio nel 2004 intitolato We Have Decided Not To Die, che ha vinto una pioggia di premi un po’ in giro per tutto il mondo, da guardare per intero qui sotto. Continua a leggere

19 febbraio 2010

Rafaël Rozendaal

RafaelQualcuno di voi ricorderà il sito psichedelico pubblicato qualche tempo fa nella colonna di destra, tra i web pick. Pensandolo un esperimento isolato non avevo fatto ricerche e solo recentemente mi sono accorto che faceva parte di una serie numerosa di progetti portati avanti da Rafaël Rozendaal. Rafaël è un’artista olandese-brasiliano con la parola internet tatuata sulle labbra e con i vestiti ancora impregnati delle acque veneziane in cui si è tuffato nel 2009.

Le sue opere sono animazioni semplici con un tocco d’interattività minimale, ma estremamente gratificante. Per avere un’idea vi consiglio di visitare subito i suoi lavori cominciando dal bellissimo Into time (2009). Dopo il salto una galleria di altri suoi progetti a partire dal 2004.

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