Articoli principali

12 novembre 2010

Quelli che copiano i quadri in Cina


Michael Wolf mi ha già colpito in passato con uno dei suoi reportage sulla Cina. Erano le fotografie in serie di tutti e cento gli appartamenti da dieci metri quadri del più vecchio centro abitativo di Hong Kong. Tra il fascino esotico, l’invasione della dimensione privata, le condizioni spaziali estreme e l’approccio fotografico da scienziato, aveva voluto vincere facile.

Il lavoro che scopro oggi non è da meno. Questa volta racconta l’industria delle riproduzioni ad olio di quadri famosi e lo fa con un’idea semplice ma molto efficace: mettendo in relazione il quadro con il proprio autore nello scorcio metropolitano dove è stato dipinto. Continua a leggere

11 novembre 2010

Un libro di grazie forte come mille dinosauri


Io quando Dallas Clayton se ne uscì con An Awesome Book, avevo già perso la testa. Ha un figlio e sta a Los Angeles, solo per questo non l’ho cercato. Ve ne avevo parlato, e per chi non ricordasse, lui si presentava in questo modo. In questi due anni il suo libro ha avuto un successo fuori controllo: migliaia e migliaia di persone l’hanno contattato per dirgli grazie, bravissimo, bellissimo, che super libro.

Dallas, che è uno buono, e pure piuttosto furbo, reagisce con An Awesome Book Of  Thanks: 84 pagine di grazie alle cose. Pare che il libro profumi, si possa mangiare, contenga un ologramma e abbia poteri curativi se strofinato sulle ferite.

È in vendita su Amazon ovviamente, e sul suo sito, dove potete intanto pre ordinarlo, e aspettare la vostra copia autografata. Io mi rendo conto di essere di parte, ma non riesco a smettere di riguardare questa presentazione. E aspetto la mia copia, sperando in un cuore vicino alla firma.

5 novembre 2010

In mostra a Milano l’architettura remixata di Filip Dujardin

Forse i miei lavori nascono dalla frustrazione. Voglio giocare a fare l’architetto, invece di limitarmi a documentare i progetti degli altri. È così che Filip Dujardin, oggi fotografo di architettura e interni, presenta i suoi collage. Vive a Ghent, in Belgio, ed è lì che seleziona la materia prima Continua a leggere

4 novembre 2010

Una sintesi perfetta di due città quasi perfette

Pare che lui preferisca Parigi, ma alla fine è chiaro che a New York le vuole bene. Nel blog Paris versus New York Vahram Muratyan, co-fondatore dello studio di grafica Viiiz, mette a confronto le due città, illustrando in modo molto sintetico ma efficace i vari stereotipi, usanze e luoghi comuni, facendoti per forza sorridere ogni volta.

È aperto da poco, ma lo aggiorna con frequenza, e sta già facendo il giro di internet a tutta velocità. Sono tutti bellissimi, ve ne lascio qualcuno dei mie preferiti qui sotto, e di nuovo il link al blog che per vederli tutti è più comodo. Continua a leggere

15 ottobre 2010

In macchina quando fuori piove: Gregory Thielker

Sono uno di quelli che in macchina, quando piove, ci starebbe per ore. Meglio se a guidare è qualcun altro e se fuori ci sono i lampioni accesi. In quei momenti c’è qualcosa di pacifico e intimo che non è facile da descrivere, ma Gregory Thielker ci riesce bene. E non sono fotografie, sono quadri dipinti ad olio.

Altre immagini dopo il salto Continua a leggere

12 ottobre 2010

Hipstamatic e un pensiero sul futuro della fotografia


Buona parte di voi conoscerà già Hipstamatic, una delle pochissime applicazioni per iPhone che hanno effettivamente dell’incredibile. Per chi non lo sapesse, Hipstamatic — che prende il nome da questa macchina fotografica do-it-yourself degli anni Ottanta — è in grado di riprodurre abbastanza fedelmente gli effetti di diversi obiettivi più o meno vintage e di diverse pellicole, a colori e in bianco e nero. Una volta comprata, si hanno tre obiettivi e due pellicole disponibili di default e la possibilità di comprarne altri.

I risultati sono quelli che vedete nei wall di Facebook di qualcuno dei vostri amici: fotografie innegabilmente belle che oscillano dalla sgranatura delle immagini di strada in b/n degli anni Cinquanta alla saturazione dei colori nelle Lomo, passando per i colori tenui e amarcord delle Polaroid. Insomma, fa un sacco di cose, le fa benissimo e soprattutto le fa senza che chi scatta debba metterci il minimo sforzo. Ok, sapere quando è meglio usare un obiettivo invece di un altro aiuta, ma non è assolutamente necessario: io l’ho comprata la settimana scorsa e per diversi giorni ho solo scattato a caso, e i risultati sono stati decisamente ottimi senza che io ci mettessi nulla di mio. Per sintetizzare, le fotografie subiscono un processo di preproduzione — che poi tecnicamente non sia così, qua non ci importa — simile al classico processo di postproduzione che potreste fare con un po’ di dimestichezza con Photoshop. Continua a leggere


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
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