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11 gennaio 2010

Driftless

DriftlessSe guardando questa immagine avete fiutato lo zampino di Robert Frank ci avete visto bene: l’autore è Danny Wilcox Frazier, uno dei vincitori del Book Prize in Photography 2006 del Center for Documentary Studies Honickman. Frank, a capo della giuria, ha scelto il suo book Driftless: Photographs from Iowa fra altri 400 lavori. Il progetto consiste anche di un breve meraviglioso documentario diviso in sei sezioni e visibile qui. Continua a leggere

8 gennaio 2010

Zimoun

Zimoun è un’artista svizzero, è nato nel 1977 a Berna ed è autodidatta. Nonostante abbia girato il mondo, almeno stando alla lunga lista di musei e gallerie che lo hanno ospitato negli ultimi due anni, non sembra essersi concesso a ritratti o interviste. I suoi lavori, al contrario, sono disponibili e ben documentati attraverso una serie di video minimali (più o meno autoesplicativi) come lo showcase in apertura articolo.

L’etichetta sculture sonore, che viene spesso utilizzata per parlare dei suoi lavori, sembra calzante solo per alcune opere, in quanto, quasi tutte, hanno una componente visiva e cinetica affascinante. Un tema chiave è la ripetizione maniacale di elementi motorizzati semplici che, associati insieme, danno vita ad un brusio sonoro e visivo con una forte componente organica. L’aspetto biologico è un fattore spesso presente nelle sue opere, sia esso esplicito, come nel blocco di legno microfonato con all’interno venticinque tarli al lavoro, o implicito, come nello sciame di motori irrequieti.

Vi consiglio di dare un’occhiata al montaggio pubblicato sopra, ma se preferite i video singoli — con anche quelli esclusi dallo showcase — li trovate qui.

7 gennaio 2010

Trust Fun!

senza-titolo-12Dietro a Trust Fun! c’è un duo di designer australiani, Jonathan Zawada e Shane Sakkeus che insieme fanno davvero un sacco di cose divertenti. Hanno iniziato creando le Glory Scarves, sciarpe di seta, dai colori psichedelici, e poi delle pietre con facce buffe. Fantastiche.

Due sono gli altri divertentissimi progetti: il primo è un sito, FASHEMATICS che è una raccolta di “addizioni modaiole” , ovvero è mostrato da dove deriva un preciso look visto in passerella. Il tutto a totale discrezione di Jonathan. Non è semplicissimo da spiegare, quindi guardate e sarà più chiaro. Lo trovo molto divertente, e non credo di essere l’unica, tant’ è che per festeggiare la sua 50esima addizione, Jonathan ha publicato i migliori lavori in una rivista di venti pagine: minimale, in bianco e nero,  a dieci euro.

Essendo Jonathan un art director, non poteva mancare progetto editoriale tra i suoi lavori: una rivista di alta moda, a fumetti. Ora, io non sono una grandissima fan nè dei fumetti (vogliatemi ancora bene per favore), nè dello psichedelico, ma questa Petit Mal, non so bene come, unisce le due cose in un modo meraviglioso.

Sarà quella faccenda del meno per meno uguale più, ma per me qui c’è soltanto del positivo.

23 dicembre 2009

Best Coast

Quanto di più lontano ci sia da questi giorni di freddo e nevicate dappertutto, Bethany Cosentino e la sua «creatura»: Best Coast.

Ovviamente da Los Angeles, California, un’ondata di colore, Sixties, bikini, fuzz, corse al mare e un passato da star della réclame da bambina. Esce per Art Fag (e non solo) in buona compagnia di personaggi come Pens e Crocodiles.

Best Coast - S/T

22 dicembre 2009

Paradox

ParadoxParadox è una serie tv di fantascienza, ma a differenza della maggior parte delle serie tv di fantascienza che ho incontrato in questi anni è inglese e composta da soli 5 episodi. Sono bastati questi due elementi a convincermi a guardare la prima puntata, e sono sempre questi due elementi a segnare la differenza del prodotto BBC rispetto a quelli americani. In meglio.

Paradox, infatti, pur avendo un’idea narrativa che non brilla per tempismo ricalcando quasi perfettamente quella di Flashforward — un giovane genio della fisica che, alle prese con lo studio dei campi magnetici creati dalle esplosioni solari, riceve le immagini di un disastro ferroviario che accadrà solo dieci ore dopo — ha dalla sua un modo diverso di raccontare gli avvenimenti e un sapore più umano, realistico, in cui le persone coinvolte nella storia sembrano, appunto, più persone che personaggi, senza quel fastidioso effetto holliwoodiano che in Flashforward sprigiona ogni sussurro di Ralph Sguardo Intenso Fiennes, per quanto mi riguarda il metodo più efficace di sospendere la mia sospensione dell’incredulità. Continua a leggere

21 dicembre 2009

Thingpart

ThingpartPer chi già legge Internazionale non dirò niente di nuovo, soprattutto perchè su di lei sono riuscito a trovare pochissime informazioni: sto parlando di Joey Alison Sayers, l’autrice della comic strip Thingpart. Vive a Oakland con la compagna, il suo gatto si chiama Monkey e il suo cane Salamander. Ha cominciato a scrivere le prime strisce di Thingpart nel 2005 e a pubblicarne una alla settimana sul suo sito, tassativamente di 4 vignette l’una. Ad oggi ne ha fatte 237, le ho lette quasi tutte e raramente ho visto raggiungere picchi così alti di insofferenza e cattiveria da parte di personaggi così apparentemente innocui (escludendo Mr. Wiggles, certo). Vi sto consigliando un’ottima valvola di sfogo per la prossima volta che sentirete la bambina di Sky cantare Tomorrow, siatemi grati. Auguri!


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