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18 luglio 2012

Le riviste d’arte e l’arte del fare riviste, in mostra al MoMA

Millennium Magazines è stata una recente esibizione del Museum of Modern Art di New York dedicata all’arte della rivista.
Il nome, ricco di allitterazioni, fa esplicito riferimento all’editoria del XXI secolo e oltre, che vive e prolifera tra continui gridi d’allarme su una sempre presunta morte della carta stampata, una presenza pervasiva di internet e, al tempo stesso, una maggiore accessibilità delle tecniche e delle tecnologie necessarie a realizzare un prodotto editoriale di qualità.

Quello che la mostra del MoMA ha voluto mettere in evidenza è il ritorno — o piuttosto la permanenza — del medium rivista in un mare di blog, fanzine e new media. La mostra ha raccolto dozzine di riviste provenienti dagli ambiti più disparati, spesso stampate in tirature limitatissime o per un pubblico tecnico, esibite in un ambiente interattivo che della rivista costituisce l’habitat naturale: sgabelli e tavolini, in un mezzanino bene illuminato.


La rivista contemporanea affonda le proprie radici nella tradizione della rivista di architettura, design e fotografia ma si appropria di tecniche e approcci recentissimi alle sfide del mercato editoriale e ai desideri di un mondo sempre più interconnesso, che delle riviste sembra poter fare a meno.

Mossless (sotto), per esempio, propone l’equivalente concreto, cartaceo e tattile di uno stream fotografico di Flickr: una scatola contenente i lavori di quattro fotografi, “insieme nella loro rispettiva solitudine, in un mondo di network e crowdsourcing”. In una direzione opposta si muove invece ALBUM#, una fanzine norvegese post-moderna che mina risorse visuali tradizionali e contemporanee per mettere insieme, con forbici, colla e fotocopiatrice, collage narrativi in tiratura limitatissima.

Altre tra le opere-rivista esposte costituiscono veri e propri oggetti d’arte, collateralmente al proprio contenuto. Veneer (sopra, a sinistra) è un elegantissimo involucro di contenuti miscellanei, stampato con tecniche tradizionali e sigillato con polistirene spray, cosparso di eau de toilette e riempito di schegge di titanio che rendono ogni copia unica. È il caso anche di White Zinfandel (sopra, a destra), un semestrale sul cibo nell’arte e nella vita degli artisti, i cui numeri costituiscono in sé meravigliosi oggetti di design.
La mostra è terminata a maggio, ma sul sito del MoMA rimangono accessibili le schede delle riviste esposte. Buona lettura.

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