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8 maggio 2012

La storia dei video mashup sovversivi prima di Youtube

Ogni minuto vengono caricati su Youtube video per la durata di quarantotto ore, otto anni ogni giorno. Va da sè che oggi fare i videomaker con tutto questo materiale a disposizione è facilissimo, ci sono buoni software di montaggio gratuiti e facili da usare e, una volta sul Tubo, ti vede il mondo.

Sembra preistoria ma Me at the Zoo, il primo video a comparire su Youtube, è stato caricato nell’aprile del 2005, solo sette anni fa. Prima di allora fare montaggi video e renderli popolari era qualcosa di decisamente complesso, tra VHS, videoregistratori e distribuzioni underground. Per il nono volume del Transformative Works and Cultures Journal, Jonathan McIntosh ha raccontato la storia del video remix attraverso una serie di trenta video, concentrandosi sulla nicchia del video di protesta.

McIntosh fa risalire le radici dell’arte del video mashup all’Ucraina sovietica degli anni Venti: Esfir Shub, una donna vicina al regime, tagliuzzava e ricomponeva film hollywoodiani per fare propaganda contro i modelli di vita occidentali.
Ma il primo video proposto da McIntosh è del 1941, lo potete vedere qui sotto. Charles A. Ridley, un inglese, prese alcuni filmati di propaganda nazista e li lavorò in modo da far marciare i soldati al ritmo di The Lambeth Walk, una canzone disprezzata dai nazisti perchè di origini ebree. Goebbels, quando lo vide per la prima volta, uscì dalla stanza bestemmiando. Il corto fu distribuito gratuitamente alle compagnie che creavano i cinegiornali per gli Alleati: fu il primo video mashup virale della storia.

Da allora, pur restando quasi sempre politicamente a sinistra, i sovversivi del remix hanno cambiato nome diverse volte: appropiation artist, media jammer, television hacker, telejuster, video scratcher, vidder. Negli anni Settanta cominciarono a formarsi collettivi di videomaker in tutto il mondo e dagli anni Ottanta, con la diffusione del videoregistratore, prendere spezzoni di telefilm, pubblicità e telegiornali e rimontarli divenne più semplice e alla portata di molti. Alcuni usavano scene tratte da cartoni animati famosi e vi montavano una traccia audio che contrastasse con le immagini. Nel video qui sotto, creato da Todd Graham nel 1987, Winnie Pooh diventa il colonnello Kurtz di Apocalypse Now.

Nel video che trovate a seguire, montato nel 1994 da un anonimo studente dell’università della Florida, Kermit the Frog canta Fuck the Police degli NWA per protestare contro le violenze della polizia nei confronti dei giovani di colore.

Com’è facile immaginare, i personaggi politici più bistrattati nei video mashup degli ultimi trent’anni sono i Bush. Qui c’è un Bush padre rapper, qui un Bush figlio che si vanta di aver commesso atti terroristici durante l’annuale State of the Union, qui un tenero duetto tra Bush figlio e Tony Blair e, qui sotto, un video del 2003 di Jen Simmons e Sarah Christman in cui l’annuncio televisivo di Bush figlio dell’inizio della guerra in Iraq si trasforma in un messaggio pacifista.

Sempre parlando di Bush figlio, il gruppo BangZoomTV nel 2003 ha montato il video che vedete qui sotto, un buon esempio di mashup che ha avuto un’enorme diffusione in rete prima che nascesse Youtube. È la storia di Hercubush, un semi-dio semi-mortale e semi-texano che, assieme alla sua squadra di guerrieri, lotta per ottenere più olio per il corpo.

Planet of the Arabs, di Jackie Reem Salloum, è un mashup del 2005. Si ispira a Real Bad Arabs di Jack Shasheen, un saggio che rivela che su mille film statunitensi prodotti tra il 1896 e il 2000 in cui compare almeno un personaggio arabo o musulmano, solo in 12 di questi quel personaggio ha un ruolo positivo.

Infine, McIntosh mette un solo esempio di “supercut sovversivo” (Keeping America Scared di Brennan Houlihan). Per una storia completa del supercut vi consiglio questo lungo pezzo di Tom McCormack.

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