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2 maggio 2012

Madame / Polonia

Immagina che subito dopo la maturità ti prendano e ti trasportino… che ne so? A Leopoli, che un tempo era polacca e dove prima della guerra tuo padre ha studiato matematica.

Varsavia, Polonia.

Antoni Libera è nato qui. Nel 1949.

E’ stato un ragazzo prodigio: musicista, drammaturgo, attore, regista teatrale, romanziere e traduttore ufficiale di Beckett.

Madame è il suo primo romanzo, scritto durante la repressione in Polonia nei primi anni ‘80. In quel periodo Antoni si nascondeva in una mansarda a Danzica e, dice, ha iniziato a scrivere Madame per ingannare il tempo.

Il romanzo racconta un amore. Un genere d’amore. L’amore per Madame Victoire,  la sua insegnante di francese.

Questa storia d’amore non è una storia d’amore con baci, lacrime e addii melensi. No. E’ una sorta d’indagine su Madame Victoire: chi è, da dove viene, come affascinarla. E sull’amore: chi è, da dove viene, come affascinarlo.

Presi a passare in rassegna i vari momenti della sua vita: i più importanti, i meno importanti, quelli di nessuna importanza. Il 1939. La stazione centrale di Varsavia di sera, il vagone letto, Constant sulla banchina. Lei lo guarda dal finestrino dello scompartimento. Si ricordava quella scena, o perlomeno di aver vissuto un momento del genere?

L’amore c’è, ma che amore è?

Più che essere innamorato di Victoire, che peraltro è una di quelle trentenni che ti fan girare la testa con una facilità disarmante, sembra che Antoni sia intrigato dall’idea di amare una sconosciuta. E, pare, l’amore per una sconosciuta può essere una forza stupefacente.

Il passato di Victoire, il movimento delle sue mani, la sua sicurezza e i suoi silenzi sono la rappresentazione di un’emotività che il protagonista può solo immaginare: l’amore è solo suo, perché lui, l’adolescente più intelligente, sensibile e onesto della classe non può condividerlo in quanto Victoire, naturalmente, è lontana. Algida.

Lasciatevi ricordare che siete sempre e inevitabilmente soggetti alla Natura: schiavi di istinti, di pulsioni e di cieche forze biologiche. Contrariamente a quanto pensate, la vostra unica missione è quella di perpetuare la specie. Procreare. Generare. Il resto non conta niente. Il resto è vanità, illusione, pura rincorsa delle apparenze.

Madame racconta quel genere d’amore che ti fa sentire idiota.

Ma ai tempi della Repubblica Popolare Polacca l’amore non era mai una cosa sola.

La Madame Victoire di Antoni è un po’ come le idee: ti viene in mente anche quando non dovrebbe e non è quasi mai come vorresti che fosse. Mente per tornaconto, probabilmente va a letto con un uomo per interesse, si iscrive al partito pur di dirigere la scuola.

Quei due esseri non si univano, non potevano unirsi. Più l’uno attirava e più l’altro respingeva.

(Questa lingua, che mi sembra così giusta, è il risultato della traduzione di Vera Verdiani).

Madame, di Antoni Libera, è edito da Longanesi (2002). Ha 432 p. e costa 16 carte. Le immagini sono di Stanisław Ignacy Witkiewicz.

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