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17 maggio 2012

La costellazione del caprotoro / Abcasia

Fazil’ Abdulovič Iskander è nato nel 1929 a Sukhumi, la capitale dell’Abcasia.

Ma che roba è l’Abcasia? L’Abcasia è una piccola regione della Georgia, da qualche anno divenuta repubblica autonoma, e Iskander è considerato il suo cantore. Nonostante scriva in russo. E abbia pubblicato i suoi libri in Russia. E abbia spesso criticato la volontà secessionista dell’Abcasia.

Insomma è considerato il cantore dell’Abcasia più dai russi che dagli abcasi. In ogni caso è uno scrittore di lingua russa i cui libri, spassosissimi, raccontano il suo paese visto dalla Russia.

La Costellazione del Caprotoro (Sozvezdie kozlotura), uscito nel 1966, è il suo esordio letterario. E fa molto ridere.

Il romanzo racconta in poche pagine una montatura, una farsa scientifica, ovvero la nascita di un ibrido, un incrocio tra una capra e un toro che dovrebbe apportare enormi benefici all’economia agricola locale. La bestia in questione, povero caprone, diventa il protagonista di un kolchoz (azienda agricola sovietica) grazie alla fama regalatagli da un’intraprendente giornalista di una piccola testata di provincia.

Di profilo il muso del caprotoro assomigliava al viso di un nobile decaduto, con il labbro inferiore che sporgeva in un’espressione di profondo scetticismo.

Il bestione, il caprotoro, non è solo un bestione ma è anche l’immagine di un periodo storico. Il “periodo della farsa”, in Unione Sovietica, è stata un’epoca caratterizzata da una serie di scoperte scientifiche fasulle, il più delle volte insensate, che avrebbero dovuto dimostrare il talento innovativo degli scienziati sovietici. Il più noto di questi ciarlatani fu Lysenko, famoso per l’affermazione i miei esperimenti non sono ripetibili perché sono geniali.

La costellazione del caprotoro racconta quest’epoca, in cui le difficoltà economiche sovietiche venivano nascoste sotto il tappeto del partito, e racconta anche gli abitanti e le tradizioni patriarcali della Repubblica di Abcasia. Soprattutto la famosissima ospitalità degli Abreki, montanari del Caucaso che combatterono prima lo Zar e poi l’Armata Rossa.

L’anno scorso sono stato a Svanetija – cominciò a raccontare il capitano soffiando verso il soffitto una boccata di fumo -. Il capo della polizia locale organizzò un banchetto in mio onore e dopo aver mangiato e bevuto mi regalò un cervo vivo.

E la loro raffinata cortesia nell’offrirti da bere.

Che io possa disseppellire le vecchie ossa di mio padre e darle in pasto a un branco di cani luridi e fetidi se non ti deciderai a sollevare quel bicchiere […] Le vecchie ossa di mio padre! Ai luridi cani!

A quanto pare Fazil’ pensa che l’umorismo sia un buono strumento per smarcarsi dal terrore della nomenklatura moscovita (номенклатура). Raccontando il rapporto tra l’apparato burocratico sovietico e i metodi della stampa per diffondere la propaganda, La costellazione del caprotoro descrive la distanza che separa questa piccola repubblica caucasica dal sistema centralizzato sovietico, nonostante gli abcasi sembrino decisi, o meglio rassegnati, a convivere con l’assurda realtà imposta dal potere di Mosca. Qui, tra le montagne caucasiche dell’Abcasia, troverai la saggezza simile all’ingenuità, la cortesia simile alla maleducazione e la cultura contadina dei montanari, che pare simile alla vecchia cultura contadina dei montanari di tutto il mondo. Solo che in Abcasia, o per lo meno nell’Abcasia di Fazil’, la logica sembra zoppicare come una vecchia con un secchio di latte in mano.

Il caprotoro: il nostro orgoglio. Presiede la conferenza Vachtang Bočua, dottore in archeologia, membro effettivo della Società per la Diffusione delle Conoscenze Scientifiche e Politiche, presidente dell’Associazione per la Conservazione dei Monumenti Antichi. Alla conferenza seguirà la proiezione del film La Maschera di ferro.

La costellazione del caprotoro, di Fazil’ Iskander, è edito da Sellerio (1988). Ha 196 p. e costa circa 7 carte.

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Ci sono 1 commenti

  1. compro e leggo con gran piacere tutti i libri di cui scrivi. grazie

    scritto da goldie il 21 maggio 2012 alle 19:46

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