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2 marzo 2012

Come scoprire una civiltà extraterrestre giocando ai videogame su internet

Non troppo tempo fa avevo parlato di Eterna, un sito videogioco che attraverso i suoi rompicapo usava la vostra intelligenza per dare risposte ad alcuni dei problemi più complessi della biologia moderna. L’idea mi era sembrata geniale, soprattutto pensando che ogni giorno Angry Birds consuma a vuoto qualcosa tipo 200 milioni di minuti di intelligenza umana.

Oggi ho scoperto un progetto simile, solo che questa volta, al posto di risolvere un puzzle, dovrete setacciare l’universo a caccia di alieni.

Tutto comincia nel 1974 quando nasce Seti, un istituto per la ricerca di vita extraterrestre intelligente. La caratteristica di Seti è di non basare la ricerca su immagini e avvistamenti quanto sull’analisi di segnali radio elettromagnetici che potrebbero contenere le tracce di una comunicazione aliena.

Il problema sta nel fatto che l’area da indagare è ampia circa cento miliardi di masse solari e, per complicare le cose, la ricezione è così disturbata dal rumore di fondo che diventa difficile utilizzare un computer per analizzare i dati.

In questo contesto nasce Seti Live, un sito che in tempo reale pubblica una rappresentazione visiva delle frequenze ricevute dalle sue parabole. Come Eterna anche Seti Live è crowdsourced e si basa sull’idea che il cervello umano possa risolvere alcuni problemi in modo molto più efficiente di un computer. Su Eterna era una quesitone di logica e doti di problem solving, su Seti Live serve la nostra capacità di percezione, di mettere in relazione elementi e trovare significato. Se interessa avevamo parlato di altri progetti simili qui.

In breve, quello che Seti vi chiede è di analizzare le immagini alla ricerca di attività insolita. Potrebbe bastare la scoperta di una linea particolarmente dritta e lunga per aprire un nuovo capitolo nella ricerca di vita extraterrestre.

Purtroppo passato il brivido iniziale vi renderete conto di quanto sia tutto molto reale e, quindi, meno eccitante di quello che pensavate. Le fotografie sono come quella che vedete sopra e il compito di analisi diventa terribilmente noioso, ripetitivo e poco gratificante. Ma questo non dovrebbe farvi passare la voglia di provarci, non si sa mai.

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