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14 marzo 2012

Cos’è Cowbird e perché raccontare storie è importante

La parola inglese cowbird sta per molotro in italiano, un «genere di uccelli passeriformi, comprendente parecchie specie americane che non covano le proprie uova, ma, come i cuculi, le depongono nei nidi di altri uccelli», un genere abituato a condividere ciò che di più prezioso e personale ha, insomma.
In più, bisogna aggiungere che Harris parla di Cowbird come un giusto punto d’incontro tra mucche (cow) e uccelli (bird).
Dice che i nuovi media sono come gli uccelli: velocissimi e leggeri. Twitter è l’esempio più evidente. E dall’altra i media tradizionali, il romanzo o il cinema, sono molto più simili a dei placidi ruminanti. In mezzo, cercando di prendere il buono da una parte e dall’altra, c’è Cowbird. O almeno ci prova.

Il sito è meraviglioso e intuitivo. Le ricerche e la navigazione sono facili e, se si ha voglia di leggere, il meccanismo intrappola: si cade dentro una storia che poi ne origina un’altra e che a sua volta ne sviluppa ancora una. Cowbird contiene temi diversi, testi, immagini, contenuti audio, che, anche se separati, sono intrecciati tra di loro. Una fitta rete di etichette (i metadati) unisce tutte le storie, trovando punti comuni nei temi, personaggi, ruoli, luoghi, saghe… Anche se le storie di Cowbird sono individuali e personali, tutte hanno un legame con la narrazione collettiva.

Harris dice di essere preoccupato dalla velocità a cui tutto sta andando. «Quale è il passo successivo ai tweet? Le possibilità sono due: o acceleriamo ancora e cominciamo a comunicare con monosillabi oppure sbattiamo contro il muro e rimbalziamo indietro, verso qualcosa più profondo, sostanzioso e duraturo».

Per esempio: guardate, ascoltate e leggete The Day the Bomb Dropped del fotografo Sebastian Meyer (l’immagine qui sopra viene da lì). Oppure Kiss me, dalla saga Occupy, dello stesso Jonathan Harris. E poi decidete voi da che parte dovrebbe andare il web nei prossimi anni.

Per iscriversi a Cowbird, per ora, serve l’invito. Ma se gli dite che volete raccontare una storia strappalacrime sul vostro nonno vi aprono le porte di sicuro.

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Ci sono 1 commenti

  1. Meraviglioso. Ho mandato la richiesta, spero che mi accettino subito.

    scritto da Lewis Pumpkin il 23 marzo 2012 alle 12:50

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