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15 febbraio 2012

Una manciata di suoni e voci dal 1880

Lo Smithsonian museum ha una collezione di 200 dischi del 1880 con i primi tentativi di registrazione del suono dai Volta Labs di Alexander Bell (sì, proprio l’inventore del telefono). Sono quasi tutti esperimenti, spesso in materiali strani come la gomma, la cera d’api, il vetro o l’alluminio. Sopra c’è registrato qualcosa, ma nessuno li ha mai sentiti: i dischi sono tutti troppo fragili per essere suonati senza rovinarli definitivamente.

Non è detto, però, che serva davvero suonarli. Grazie a una collaborazione tra la Biblioteca del congresso e il Lawrence Berkeley National Laboratory lo Smithsonian è riuscito a estrarre i suoni registrati nel 1880 da alcuni dei dischi della collezione. Come? Con un processo che crea una mappa digitale ad alta risoluzione del disco. La mappa viene ripulita per eliminare graffi e danni, e poi un software calcola il movimento della puntina tra i solchi (digitali) e riproduce il suono. Alla fine, si mette tutto su YouTube.
Per ora le registrazioni recuperate sono sei, qui sotto le tre più interessanti. Le altre le trovate in questa playlist.

Nota: questi non sono i suoni più antichi mai registrati. Firstsounds.org ha una collezione di registrazioni ancora più vecchie, fino al 1860. La maggior parte però, a differenza di quelle qui sopra, sono quasi incomprensibili.
C’è anche la più antica registrazione in italiano, la potete sentire qui sotto. Sono i primi versi dell’Aminta di Torquato Tasso, registrati (probabilmente) nell’maggio del 1860. Il testo è: Chi crederia che sotto forme umane e sotto queste pastorali spoglie fosse nascosto un Dio? Non mica un… Vedete voi se ci capite qualcosa.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.


(via Internazionale)

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