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19 gennaio 2012

Mandala, la sinfonia del sistema solare


La maggior parte di noi si ferma al miliardo. Alcuni forse conoscono il bilione e il biliardo. Certamente i fan di Zio Paperone si sono interrogati sull’entità del fantastiliardo contenuto nel suo deposito. Solo chi si occupa di scienza, invece, può conoscere il settendecilione (1056): 532,25 settendecilioni di anni è la durata della più lunga composizione mai creata dall’uomo.

L’autore di questo mostruoso tributo a Pitagora e Johann Sebastian Bach è Daniel Starr-Tambor, e la sua idea è tanto semplicemente geniale quanto completamente folle: Mandala, così si intitola la composizione, è a tutti gli effetti una sinfonia del sistema solare.

Ad ogni pianeta è stata assegnata una nota della serie armonica naturale, a partire dal Si di Mercurio su fino al Do-diesis di Plutone, due ottave e una nona più in alto. Ogni nota viene ripetuta ad un tempo corrispondente a quello della sua rivoluzione orbitale moltiplicato per 15.779.059,2 cosicché due secondi corrispondano a un intero anno terrestre. Come punto di partenza è stato scelto l’allineamento dei pianeti nel giorno della nascita di Bach. L’omaggio è duplice, poiché la composizione è pensata per terminare con il medesimo allineamento alla fine di una serie palindromica di note, un espediente compositivo di cui lo stesso Bach era appassionato. Da qui la smisurata grandezza della composizione, che per raggiungere una simmetria interna deve contenere la bellezza di 62 vigintilioni (1063) di note, risultando così il più grande palindromo mai creato.

Starr-Tambor, inoltre, suggerisce variazioni possibili su ogni tonalità (alla maniera del Clavicembalo ben temperato), o una cervellotica variazione che collega ogni nota (fisicamente parlando, una vibrazione dell’aria ad una ben precisa frequenza) al moto di rotazione e rivoluzione di ciascun pianeta, che può essere rappresentato come un’onda e che, quindi, possiede una sua frequenza, conseguendo risultati di fascinazione numerologica veramente rari.

Questo esperimento restituisce all’orecchio una musica insolita, che si può in parte ascoltare qui sopra: la melodia varia è sottolineata dal bordone costante di Mercurio (il pianeta con la più breve rivoluzione orbitale) e punteggiata in tempi irregolari dalle altre otto note. Il risultato non è molto diverso da quello che si può sperimentare in un altro slancio intellettualistico recente, quale è l’applicazione/album Biophilia pubblicato da Björk nell’anno appena trascorso: la canzone Solstice prende spunto proprio dal moto del pianeta Terra intorno al Sole, un moto rappresentato da quattro pendoli lasciati oscillare in cerchio in modo da pizzicare un’arpa a intervalli regolari. L’applicazione per iPhone e iPad consente di suonare questo brano introducendo svariate altre rotazioni, alla velocità preferita, con un esito casualmente molto simile a quello che Starr-Tambor ha ottenuto dopo complessi calcoli, un esito forse ancora estraneo alle nostre orecchie, sicuramente lontano dalle capacità matematiche dei più.

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Ci sono 9 commenti

  1. Un cosa veramente brutta. E' brutta perchè si spaccia la sonificazione per musica, è brutta perchè non c'è un progetto compositivo, è brutta perchè non c'è un'idea salvo la l'arbitraria associazione tra una scala e dei parametri fisici. E' brutta come la cosa di Bjork. E' brutta perchè dimostra ancora una volta che il problema della musica contemporanea non è il pubblico ma i musicisti e il sistema che gli gira intorno. E' così brutta che riposto l'articolo e il mio commento sul blog.

    scritto da Andrea Arcella il 19 gennaio 2012 alle 16:08

  2. mi pare di capire che sia brutta, sì. comunque un progetto compositivo c'è, per quanto possa non garbare in sé o per il freddo calcolo col quale è raggiunto: il palindromo. insomma, si tratta di un'idea, non di un'opera, via: non credevo che anche le idee soggiacessero al giudizio estetico. quanto al "problema della musica contemporanea": YAWN.

    scritto da Federico (@cratete) il 19 gennaio 2012 alle 16:41

  3. Ecco, non vedevo l'ora di iniziare un bel flame con un altro blogger :) Scherzi a parte, Federico, il problema della musica contemporanea è noioso davvero, salvo per i poveracci che ci devono campare; fortunatamente non sono tra questi. Detto questo, dire che si tratta di un'idea e non di un'opera che vuol dire? le opere secondo te cosa sono, salami? Forse volevi dire che non si tratta di una "composizione" nel senso che viene attribuito dalla tradizione classica occidentale a questa parola. Nel frattempo però c'è stato (tra gli altri) Cage.... 4'33'' è un'opera, un'idea o un salame? E ringranziando il padreterno anche le idee soggiacciano a un giudizio estetico..... perfino i matematici parlano di "eleganza" riferendosi a dimostrazioni di teoremi che siano semplici e pregnanti nello stesso momento. Saluti e... buona noia musicale ;)

    scritto da Andrea Arcella il 19 gennaio 2012 alle 17:07

  4. c'è differenza fra un'opera e un'idea, ma non mi metterò qui a fare l'Aristotele del caso. saluti.

    scritto da Federico (@cratete) il 19 gennaio 2012 alle 17:20

  5. Ovvio che c'è una differenza, ma le due cose non sono scollegate, in particolare se stiamo parlando di opere e idee musicali. In ogni caso mi pare che il riferimento a 4'33'' chiarisca cosa intendevo dire. Prova a fare la differenza tra idea (musicale), opera (musicale) e composizione in quel caso. Ovviamente la differenza si può fare.... ma non sarò lo Zarlino del caso. Il palindromo sarebbe un'idea compositiva? Certo è una tecnica che può essere impiegata in musica come in tante altre cose, ma mi sembra un po poco per dire che basti ad una composizione. Se poi uno usa il palindromo (magari non limitandosi a quello) come strumento per esprimere qualcosa allora è un altro discorso. Certo nel seicento si faceva musica con gli indovinelli ma quando ascolto Bach la ragione non è certo l'indovinello, non trovi? Senza menarcela troppo, il tizio in questione ha semplicemente avuto un'idea banale seguita da una musica povera. Tutto qui. Forse hai ragione tu, ho dato troppo peso alla cosa. Ma è divertente stare in rete....

    scritto da Andrea Arcella il 19 gennaio 2012 alle 17:44

  6. E' abbastanza curioso. Avrò ascoltato questo brano decine di volte. E quello che ne ho ricavato è stato bellezza. Sarà pure brutta, per orecchie esperte, quest'opera non-opera, ma per me è stata l'esatto contrario. Mi è sembrata così bella, idea e opera, che anch'io qualche giorno fa ci avevo scritto un post. Non sono un'esperta di musica quindi scrivo questo commento davvero col massimo dell'umiltà. Di certo c'è differenza tra un'idea e un'opera ma entrambe nascono da un processo creativo, e un musicista, un artista e un filosofo non sono molto differenti nell'atto di creare. Anche un'idea è una cosa che si crea. E naturalmente mi viene in mente Deleuze, ma insomma non vorrei star qui a incollare citazioni ;) volevo solo dire che c'è gente come me che purtroppo non ha mai letto i trattati di Zarlino, però ascoltando questa musica ha pensato che fosse musica, e che fosse bella.

    scritto da Anüz Allen il 23 gennaio 2012 alle 01:48

  7. Ciao Anuz, è bene chiarirsi chiarirsi su cosa si intende per brutta. Sicuramente NON si intende il gusto personale, che per ovvie ragioni non si può mettere in discussione. Ne si intende la capacità di un'opera di creare emozioni. Io sono un amante dei trash e splatter movie anni '70 e per ciò che riguarda la musica sono un fan sfegatato degli Squallor, gruppo pseudopop universalmente riconosciuto per la sua volgarità. Queste cose mi piacciono e mi danno emozione. Ciò non vuol dire che mi passi per l'anticamera del cervello che il cinema trash ha dato un contributo alla nobile arte del cinema, ne che abbia espresso (come progetto o come realizzazione) un avanzamento (anche piccolo) del discorso cinematografico. Non è questione di cultura alta e bassa; si tratta di non far precipitare qualunque cosa in un pastrocchio indifferenziato dove tutto va bene e tutto ha lo stesso valore. In questo mondo c'è chi ha detto qualcosa di importante, chi non ha detto niente e chi ha detto qualcosa facendola passare per importante. La terza categoria mi sta un po sullo stomaco ed ecco spiegata l'acrimonia del mio post. Detto questo ogni artista ha il diritto di esprimere ciò che crede così come ascoltatore ha il diritto di esercitare una critica. Tu dici che idea e opera nascono da un processo creativo ed io sono totalmente d'accordo, infatti sto criticando il processo creativo che mi pare, appunto, povero. L'idea di una musica delle sfere è stata ripresa decine di volte nei secoli perché ha a che fare con i fondamenti della nostra cultura (occidentale). E' una cosa di cui si ha traccia già prima dei greci, ma con Pitagora diventa un pilastro della filosofia e della religione fino alla modernità galileiana. Anche quando la scienza si separerà dalla religione nel '600, la suggestione rimarrà forte e ti potrei indicare decine di composizioni ispirate a questa cosa, così come ai palindromi. Non ultima, la musica elettronica degli ultimi 50 anni ha prodotto tonnellate di opere ispirate alla magica simmetria dei moti planetari. Nulla di male a riproporlo, ma stavolta non mi è piaciuto.

    scritto da Andrea Arcella il 27 gennaio 2012 alle 10:18

  8. "In questo mondo c'è chi ha detto qualcosa di importante, chi non ha detto niente e chi ha detto qualcosa facendola passare per importante. La terza categoria mi sta un po sullo stomaco." Ecco, una volta che hai detto questo io sono perfettamente d'accordo con te. Neanche io annovererei Starr-Tambor tra le rivelazioni musicali del 2011, ovviamente. La cosa che del suo "Mandala" mi ha colpito positivamente, più della qualità musicale in sé, è stato proprio il gesto, quasi un omaggio alle precedenti esperienze che tu citavi e in qualche modo il tentativo di rinnovarne il significato e l'aspirazione. Un modo per dire che delle sfere non ce ne siamo dimenticati, insomma. Comunque, I'll stay tuned. Mi piacerebbe saperne di più riguardo alle sperimentazioni in ambito elettronico, per es. E per queste e "altre varie amenità" resterò connessa ; )

    scritto da Anüz Allen il 27 gennaio 2012 alle 13:24

  9. [...] giorno fa avevo letto da un articolo sul sito di Personal Report di una composizione di Daniel Starr-Tambor, basata [...]

    pingback dal sito Da Venezia a Berlino, da Berlino allo Spazio « post scriptum il 1 febbraio 2012 alle 14:56

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