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16 gennaio 2012

Il libro dei mestieri / Serbia


Bora Ćosić, autore de Il libro dei mestieri, è nato nel 1932 a Zagabria, in Croazia, ma ha sempre vissuto a Belgrado, in Serbia. È filosofo. E saggista.

Nel 1966 gli capita di scrivere questo romanzo, Il libro dei mestieri (Priče o zanatima), in cui racconta una famiglia (la sua), una città (Belgrado), una guerra (la II), due eserciti (tedesco e russo) e una popolazione (quella serba, cristiana e musulmana).

Il libro dei mestieri ha trentadue capitoli. Ogni capitolo racconta un mestiere seguendo il punto di vista del narratore, che è uno di quegli adolescenti un po’ furbi e un po’ tonti.

Tutti i russi avevano nomi altisonanti, alcuni però inventati […]. Io pensavo che i russi fossero un mestiere, uno dei più importanti. Del resto le persone russe erano simili al mio papà, allo zio e a tanti altri, sennonché portavano gli occhiali, guardavano il cielo e fingevano di essere tristi.

Ne Il libro dei mestieri si incontrano personaggi che, soprattutto a causa della guerra, tirano a campare riparando vecchi oggetti o riciclando antiche pratiche locali. La semplicità dei personaggi di Bora Ćosić riesce a farti sorridere anche quando li trovi abbracciati nelle cantine sotto i bombardamenti, nelle cucine rimaste senza cibo o in strada, nascosti dietro a un lampione per paura dei rastrellamenti nazisti.

Nel 1936 Jaša Sevickij, ingegnere disoccupato, costruì una stufa che funzionava utilizzando un materiale futile e inutile, ovvero la merda.

I personaggi principali del libro sono il padre, un ex commerciante che beve più alcool di quanto dovrebbe; la madre, sempre lì a dir la sua, ma raramente lì a dir la cosa giusta; lo zio, un alienato che riesce ad andare a letto con qualsiasi donna si muova; il nonno, la cui indulgenza sa un po’ di saggezza e un po’ di idiozia.

Quindi che libro è Il libro dei mestieri, è un libro di denuncia sulle atrocità della guerra? Neanche per sogno. Un libro coinvolgente per l’intensità delle emozioni provate dai personaggi? Se ne fa un baffo. È un libro storico, una cosiddetta docu-fiction? Acqua. Un libro di genere? Niet. Allora che diavolo di libro è?

Il libro dei mestieri è un libro che dà risposte semplici a problemi complessi. E’ uno di quei libri in cui vivresti perché racconta la vita come la vorresti: attorcigliata, illogica e, in definitiva, risibile.

Decidemmo di stampare i nostri biglietti da visita, con nome e indirizzo corretti, nonostante non fossimo affatto sicuri se una cosa del genere ci sarebbe servita. La mamma dichiarò: «questi bigliettini di solito li distribuiscono le puttane agli uomini, in modo che le possano ritrovare in qualunque momento».

Il libro dei mestieri, di Bora Ćosić, è edito da Zandonai (2011). Ha 129 p. e costa circa 12 carte.

Fotografia in apertura estratta dal volume In Between Cities di Guido Guidi

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