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6 gennaio 2012

La forma delle storie per Kurt Vonnegut

Nel 1947 l’università di Chicago rifiuta la tesi di laurea in antropologia di Kurt Vonnegut (ha scritto, tra i tanti, Mattatoio n. 5 e La colazione dei campioni). Secondo Vonnegut perché «era troppo divertente».

La tesi, peccato, è andata persa. Ma Vonnegut scrive in uno dei saggi contenuti in Palm Sunday quello che ricorda dell’idea. Dice:

Le storie hanno una forma che può essere disegnata. E la forma delle storie create da una cultura o da una società è interessante tanto quanto la forma dei vasi o delle punte di lancia che produce.

Vonnegut usa un semplice piano cartesiano per analizzare le storie. Sull’asse verticale ci sono la fortuna (G) e la sfortuna (I). Sull’asse orizzontale, invece, c’è il tempo della storia: dall’inizio (B) alla fine (E). Qui sotto, tra storie conosciutissime e strutture narrative, alcuni esempi. Immagini e commenti vengono dal libro.

L’uomo nel buco. Una delle strutture più popolari in assoluto. Non deve per forza riguardare un uomo. E non deve per forza riguardare un buco, ovviamente. È la storia di qualcuno che finisce nei guai e ne esce. Il protagonista alla fine della storia è sempre un po’ più in alto di dove aveva iniziato.


Ragazzo incontra ragazza. Anche qui: non deve essere per forza un ragazzo che incontra una ragazza. È la storia di una persona normale (parte esattamente a metà tra fortuna e sfortuna) che trova qualcosa di meraviglioso, lo perde e lo riguadagna per sempre. È, più o meno, la struttura di una fiaba.


La metamorfosi di Kafka. Un uomo sfortunato si trasforma in uno scarafaggio.


Mito della creazione. In quasi tutte le religioni i miti della creazione hanno la stessa struttura. Dio dona agli esseri umani tutte le cose del mondo, una dietro l’altra. È una storia di accumulazione, dice Vonnegut.


Mito della creazione cristiana. La storia della Genesi ha un’aggiunta al classico mito della creazione. Il salto verticale verso la sfortuna è la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. Per quanto ne sappiamo quello cristiano è l’unico mito della creazione ad avere questa forma.


Cenerentola. Scrive Vonnegut che gli sembra un grafico orribile. Quando l’ha disegnato ha pensato che non avesse niente a che fare con l’eleganza dei vasi o delle punte di lancia con cui voleva paragonare la forma delle storie. Solo quando ha notato che era il montaggio di due strutture, il Mito della creazione cristiana con il finale della struttura Ragazzo incontra ragazza, ha capito che funzionava. I gradini in questo caso sono i doni della “fata madrina” a Cenerentola, poi i dodici rintocchi… e il resto della storia lo sappiamo.

L’Amleto. In una lezione a New York (qui c’è la trascrizione), Vonnegut disegna anche la forma dell’Amleto di Shakespeare. Il grafico è vuoto. Perché non sappiamo mai se gli eventi dell’Amleto sono fortunati o sfortunati. «La verità è che sappiamo così poco della vita che non siamo in grado di dire cosa è una buona notizia e cosa è una cattiva notizia».

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Ci sono 7 commenti

  1. Molto interessante. Ho usato anche io uno strumento simile per aiutarmi durante la stesura del mio primo romanzo. In xy mettevo la tensione della storia, l'esposizione al lettore di un certo personaggio e altri "parametri". Dopo aver letto questo articolo (Se siete interessati) ho scritto "Vonnegut, le forme delle storie e Zagreb", lo trovate qui: http://bit.ly/x1EPFE

    scritto da Arturo Robertazzi il 6 gennaio 2012 alle 11:57

  2. Altroché se ci interessa. Sarebbe bello anche vederli questi grafici. Erano tanti diversi e li usavi uno sopra l'altro?

    scritto da Jacopo il 6 gennaio 2012 alle 12:12

  3. Dopo aver scritto le prime stesure del romanzo, disegnavo, capitolo per capitolo, un grafico per ogni "parametro". Quello della tensione, importantissimo, per fare in modo che la tensione fosse proprio dove doveva essere, per l'esposizione del protagonista (in alcuni capitoli doveva venire fuori mentre l'antagonista doveva scomparire, come in una specie di danza) e quello della Città e de "La Base", che dovevano essere esclusivi. I grafici ci sono, da qualche parte, nella mia vecchia casa, a 2.000 chilometri da dove vivo ora... :) Magari un giorno qualcuno li pubblicherà... :)

    scritto da Arturo Robertazzi il 6 gennaio 2012 alle 12:15

  4. Il testo in questione è stato pubblicato in italia, io l'ho letto in questo libro che raccoglie alcuni saggi Vonnegut: Un nuomo senza patria http://it.wikipedia.org/wiki/Un_uomo_senza_patria

    scritto da Gabriele il 9 gennaio 2012 alle 11:35

  5. Uh! Non lo sapevo, corro a comprarmelo. Grazie. :)

    scritto da Jacopo il 9 gennaio 2012 alle 11:54

  6. Molto interessante! Penso che leggerò subito qualcosa di Vonnegut, che finora non conoscevo!

    scritto da Paola il 9 gennaio 2012 alle 12:06

  7. [...] Storie. In questo link troviamo che “Le storie hanno una forma che può essere disegnata. E la forma delle storie create da una cultura o da una società è interessante tanto quanto la forma dei vasi o delle punte di lancia che produce.” [...]

    pingback dal sito Gamification by Design » Storie il 9 gennaio 2012 alle 15:30

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