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26 gennaio 2012

Borderlines, un blog del New York Times che racconta le storie dei confini tra gli stati

Quella che vedete qui a fianco è Pheasant Island, si trova vicino alla foce del Bidasoa, il fiume che per un tratto fa da frontiera tra la Francia e la Spagna. Qui nel 1615 Luigi XIII di Francia e Filippo IV di Spagna posarono lo sguardo sulle due sorelle che sarebbero diventate le loro mogli. Nello stesso posto anche Luigi XIV di Francia e Carlo II di Spagna incontrarono per la prima volta le future signore, fatto sta che a quest’isola si affezionarono sia i francesi che gli spagnoli. Una guerra per accaparrarsela era fuori luogo, quindi decisero di governarla a turno: Pheasant Island è l’unico pezzo di terra al mondo governato per sei mesi da uno stato e per i restanti sei da un altro.

Quello dedicato ai condominium è l’ultimo post di Borderlines, un nuovo blog del New York Times curato dallo stesso bravo Frank Jacobs di Strange Maps — ne avevo parlato qui tempo fa. Borderlines è tutto dedicato ai confini degli stati e alle storie che ne hanno deciso la forma.

Continuando a leggere si scopre che anche tra il Lussemburgo e la Germania esiste un condominium. Il confine tra i due stati invece di essere una linea è un’area che corrisponde al letto dei fiumi Mosel, Sauer e Our. Non conviene farsi uccidere su un ponte che collega i due stati perchè non esistono normative riguardanti quello che succede qui, ogni caso viene preso in esame singolarmente. Quindi attenti.

C’è poi un articolo interessante dedicato alla storia del confine tra il Canada e gli Stati Uniti. I Sioux lo chiamavano Medicine Line perchè qui, in mezzo alle praterie, inspiegabilmente la cavalleria statunitense smetteva di rincorrerli. Le cartine ci insegnano che questo confine presenta il segmento diritto più lungo al mondo: è successo che, dopo qualche cessione territoriale tra gli inglesi — che possedevano il Canada — e gli yankees, si decise per pura comodità che da Lake of the Woods a Point Roberts, sul Pacifico, il confine avrebbe seguito il 49° parallelo. Semplice semplice. Guardando da vicino si scopre che in realtà nessuno dei 912 segnali di confine posizionati dagli uomini dell’epoca tocca il 49° parallelo, è tutto a zig-zag. Fail.

E mi fermo, ché metà del piacere sta nel leggere direttamente le parole di Jacobs, uno che sa raccontare la geopolitica con garbo e semplicità. Tipo Piero Angela. Vi raccomando un altro paio di articoli: Zombie Borders, dedicato ai confini che resuscitano dopo secoli — il muro tra le due Germanie è uno zombie — e Where is Europe? per capire finalmente dove è posizionato il confine a est del nostro continente, e se la Russia è compresa.

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