Articoli principali

27 dicembre 2011

La storia di come New York si risollevò grazie al flash

Fino al 31 gennaio resterà in programma su History Channel «La sporca storia di», una bella mini serie di documentari che spiegano in che modo la sporcizia abbia avuto un ruolo determinante nella storia di New York, Londra e Parigi. Durante la puntata dedicata a New York è stato fatto un rapido riferimento a Jacob Riis, l’uomo che a fine Ottocento ha saputo usare il flash fotografico per dare il via all’ammodernamento della città.

Vivere a Manhattan, 1870

Riis, nato nel 1849 in Danimarca, sbarcò a New York per la prima volta a 21 anni alla ricerca di un posto come carpentiere. Erano i tempi di Gangs of New York, quando gli insediamenti occupavano solo la punta sud dell’isola di Manhattan. Gli immigrati provenivano soprattutto da Irlanda, Germania e Stati sudisti e venivano ammassati da proprietari senza scrupoli in strette case di sei piani in pessime condizioni igieniche. Ai più poveri venivano affittate le stanze sul retro, senza finestre nè prese d’aria, da condividere con una dozzina di sconosciuti.

Poco dopo essere sbarcato, Riis usò metà dei suoi risparmi per comprarsi una pistola: la zona dei Five Points, coincidente con l’attuale Columbus Park, era l’area con il più alto tasso di criminalità al mondo. Leggenda vuole che alla Old Brewery, un edificio in cui risiedevano circa mille persone, si sia consumato almeno un omicidio per notte nei 15 anni che ne precedettero la demolizione.

Dopo infinite peripezie Riis riuscì a diventare giornalista per il New York Tribune. Dal suo ufficio in Mulberry Street, nel cuore degli slum di Manhattan, cominciò a raccontare quello che vedeva per strada in articoli melodrammatici. Riis voleva dimostrare come la qualità dell’ambiente di vita potesse essere un fattore determinante per lo sviluppo della criminalità in certe zone. Tra le classi medio-alte era diffusa la convinzione che i poveri fossero tali per loro natura, per un’innata debolezza morale, e che ogni sforzo per migliorarne le condizioni di vita sarebbe stato inutile. Nonostante gli sforzi, Riis non riuscì a ottenere la visibilità necessaria a smuovere la situazione. Fino al 1888.

Gli inventori del flash

Facciamo un salto in Germania dove, nel frattempo, l’astronomo Adolf Miethe e il collega Johannes Gaedicke stavano mettendo a punto una a polvere al magnesio che potesse permettere ai fotografi di ritrarre anche gli ambienti poco luminosi. I tentativi fatti fino ad allora avevano avuto poco successo. Fu Edward Sondstadt, nel 1862, il primo a creare una lampada flash usando il filo di magnesio, ma la sua invenzione aveva due grossi limiti: a quei tempi il magnesio costava tanto quanto l’argento, e i pochi che potevano permettersi la spesa dovevano avere a che fare con le nuvole tossiche di fumo bianco prodotte dalla combustione.

Miethe e Gaedicke, mischiando il magnesio con altre sostanze, crearono una polvere più economica che produceva meno fumo: è la prima polvere per flash effettivamente commercializzabile. Vendettero l’idea alla Agfa che, in breve tempo, mise in commercio la polvere in cartucce da sparare con un’apposita pistola. Nel video a seguire Race Gentry, 18 anni, mostra la potenza della polvere per flash di fine Ottocento.

Get Flash to see this player.

Cheese!

Venuto a sapere dell’invenzione da un articolo, Riis capì che con il flash sarebbe potuto entrare per la prima volta nelle case buie degli immigrati di New York con la macchina fotografica, dove i benestanti e potenziali benefattori non avrebbero mai voluto mettere piede.

Riis e la sua squadra non erano granchè amati dagli abitanti dei quartieri poveri: il flash fotografico era una novità assoluta e Riis lo usava senza annunciarlo terrorizzando la gente, senza contare che diede fuoco accidentalmente a un paio di appartamenti per colpa del magnesio incandescente.

Non esagero se dico che portavamo il terrore dovunque andassimo. Il flash allora era contenuto in cartucce sparate da un revolver. Lo spettacolo di una mezza dozzina di strani uomini che invadevano gli appartamenti nel cuore della notte sparando incautamente era poco rassicurante, nonostante parlassimo dolcemente. Non c’era da stupirsi se qualcuno scappava dalla finestra quando arrivavamo.

A un certo punto la squadra di fotografi che accompagnava Riis lo abbandonò e lui dovette continuare da solo. Riis non era un fotografo, lo fece solo tra il 1888 e il 1892 unicamente per documentare le condizioni dei poveri. Lui stesso ha dichiarato in seguito di essere un buono a nulla, come fotografo: i suoi scatti erano storti e composti a caso, la luce eccessiva appiattiva gli ambienti, ma queste imperfezioni non facevano altro che accentuare l’idea del caos che regnava negli appartamenti del Lower East Side (qui trovate una gallery completa dei suoi scatti).

Vuoi condividere questo articolo?

Lascia un nuovo commento


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
Progetto grafico e sviluppo a cura di Guido Tamino. Un grazie a WP.


Chi siamo | Contatti | Feed RSS