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22 novembre 2011

Il numero di Link su quello che ha inventato il «villaggio globale»

Non c’è altro modo di dirlo: Marshall McLuhan, il sociologo canadese, quello del medium che è il messaggio, odiava la televisione. Ed è strano che una rivista che si chiama Link – idee per la televisione gli dedichi 250 pagine di un numero monografico. Anche nel centenario dalla nascita. Eppure, anche se odiava la tv, McLuhan si sforzava di capirla. Come quelli di Link.
Lui è uno di cui si parla tantissimo pur sapendone pochissimo. Uno poco studiato e molto citato. Era un tizio difficile, va detto. Una volta a un intervistatore rispose «non condivido necessariamente tutto quello che dico». E spesso si finisce a raccontarlo per luoghi comuni. A Link, comunque, scongiurano qualsiasi rischio già a pagina 9. In un boxino giurano di:

- non definire Marshall McLuhan come il guru dei nuovi media e del web
- non esaltare acriticamente la capacità visionaria dell’uomo e dello studioso
- non buttarlo alternativamente tra gli “apocalittici” e tra gli “integrati”
- non nascondere i torti delle sue ragioni, di non ricorrere a frasi fatte, slogan e cliché abusati
- non usare la locuzione “determinista tecnologico”
- non fermarsi all’ipse dixit (a cent’anni dalla nascita, si può andare oltre)
- non proporre le immagini – già viste un milione di volte – tratte da Io e Annie
- non usare la forma lineare del libro stampato, preferendo un mosaico di contenuti e immagini.

Il risultato di queste premesse è uno spasso da guardare, da sfogliare e da leggere. Un collage di contenuti che invece di affrontare il gigante faccia a faccia ci gira intorno per cercare di capire, se non altro, come è fatto. E ancor più delle firme (che comunque sono notevoli: Stefano Bartezzaghi, Carlo Freccero, Michele Boroni che intervista Douglas Coupland…) sono i contenuti extra a raccontare il progetto dietro a questo numero di Link. Pezzetti di giornale infilati tra le pagine, immagini d’archivio, vignette, rebus, giochi di parole, le citazioni preferite di McLuhan…
E la copertina, che gioca con la definizione di medium caldo e medium freddo. Fatta in materiale termosensibile nasconde un’immagine decisamente più hot del faccione di Marshall.

Cos’erano poi questi medium caldi e medium freddi? La risposta in un comodo bigino. Anche questo dalle pagine di Link.

Link – idee per la televisione lo trovate in libreria. Costa 15 euro. Sul loro sito ci sono un po’ di contenuti in anteprima.

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