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16 novembre 2011

Desert Bus, il videogame più noioso di sempre

Nato da un’idea di Eddie Gorodetsky (tra l’altro consulting producer di The Big Bang Theory) e del duo comico Penn & Teller, Desert Bus era uno dei minigame compresi in Penn & Teller’s Smoke and Mirrors, un videogioco per Sega CD del 1995 mai messo in commercio a causa della bancarotta della società editrice. Per nostra fortuna nel 2005 ha cominciato a circolare in rete e in seguito è stata creata una riproduzione dell’originale giocabile online (qui).

Il gioco consiste nel guidare un autobus da Tucson a Las Vegas in tempo reale. Per finire il gioco occorrono come minimo otto ore di guida ininterrotta perchè la velocità massima dell’autobus è di 45 miglia orarie (circa 72 km/h). Non è possibile mettere in pausa e, anche se la strada è dritta, non si possono abbandonare i comandi lasciando che l’autobus arrivi a Las Vegas da solo perchè tende a virare a destra portandosi lentamente fuori carreggiata. Niente di spettacolare, comunque: si rallenta e ci si ferma nella sabbia. A quel punto da dietro arriva un carroattrezzi che ti riporta a Tucson, sempre in tempo reale.
Non ci sono passeggeri a bordo a farti compagnia e non si incontrano mai persone da caricare, però si può aprire la porta. Forse è Ferragosto perchè non s’incrocia nemmeno un’auto con cui fare un incidente. A volte compare un segnale stradale sulla destra e dopo cinque ore di gioco un insetto si schianta sul parabrezza

Gli impavidi che sono arrivati in fondo documentano una conclusione ovviamente sotto tono: nessuna musichetta o folla urlante all’arrivo, che poi è l’accoglienza che spetterebbe a un qualsiasi conducente reale. All’improvviso la schermata sfuma sul riquadro punteggi: si scopre che il premio per l’impresa è un solo punto-gioco e che bisogna decidere in pochi secondi se rifare la strada verso Tucson o terminare il gioco. Sulla strada del ritorno, si racconta, c’è il tramonto e poi diventa buio.

Desert Bus è un «verisimulator»: fu ideato come risposta sarcastica alla polemica sollevata da Janet Reno sull’influenza che i videogiochi violenti avrebbero sui ragazzzi. Come spiega Penn Jillette:

Desert Bus era un gioco che pensavamo potesse piacere a gente poco attratta dai giochi poco realistici e dalla violenza. Era solo vera, amorevole vita.

Per la cronaca: tra due giorni si gioca la quinta edizione della gara annuale Desert Bus for Hope i cui proventi vanno in beneficenza. Concludendo, ecco l’intervista che Penn & Teller hanno rilasciato al ComicCon dello scorso anno.

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