Articoli principali

14 novembre 2011

Venti più due lezioni di stile, risorse e curiosità sulla lingua inglese

Negli Stati Uniti esiste dal 1998 un ottimo programma radio dedicato all’universo della lingua inglese. Si chiama A Way with Words ed è condotto da Martha Barnette, esperta in lingue antiche ed etimologia, e Grant Barrett, lessicografo, cioè uno che scrive dizionari. La gente chiama e loro rispondono.

Il programma, molto seguito, si concentra sul perfezionamente dell’uso della lingua inglese: il participio passato di learn è learned o learnt? Come si usa correttamente whom? Bury si pronuncia come berry o come jury? Accanto a questi consigli trovano ampio spazio discussioni su termini caduti in disuso e nuovi modi di dire, sulle usanze linguistiche delle diverse zone degli Stati Uniti e sulle parole usate esclusivamente tra le mura domestiche, oltre a ogni tipo di gioco linguistico possibile via radio e tante piccole curiosità. Questo è quanto ho trovato gironzolando nell’enorme archivio dei podcast.

In origine il termine skyscraper veniva utilizzato per indicare gli alberi maestri delle navi. Più tardi è stato usato per i cavalli di grande statura e per i tiri alti nel baseball e solo dopo per gli edifici. I tedeschi usano la parola Wolkenkratzer che significa letteralmente grattanuvole.

Farhad Manjoo, inferocito, spiega per Slate perchè non bisogna mai, mai lasciare due spazi dopo il punto.

Sui nomi delle dita dei piedi regna l’incertezza. Molti dicono che, a parte l’alluce, gli altri si debbano indicare come secondo, terzo, quarto e quinto dito, ma piace pensare che esistano nomi più specifici. Barrett segnala la discussione nata da un post dedicato a una filastrocca scandinava su, appunto, le dita dei piedi: nei commenti più di cento persone propongono la propria variante.

Nella zona dei monti Appalachi, in Pennsylvania, per dire a una persona «stai male» si usa «you look like death eatin’ a cracker walkin’ backwards».

Tre stagisti suggeriscono un metodo per risolvere la pruriginosa questione del sarcasmo nei testi scritti, causa prima dei malintesi in chat. Ecco a voi l’italic inverso. Terribile.

Indovinello: la parola arancio è stata usata prima per il colore o per il frutto? Il termine originale deriva dal sanscrito, la lingua che si parla in India, e — suspance — si riferisce al frutto.

La lingua che si parla influenza il modo in cui si pensa? Guy Deutscher ha scritto un articolone a proposito sul New York Times.

Il thorn è una lettera dell’alfabeto anglosassone oggi scomparsa. Si pronuncia come il th e se ne ritrovano i resti nei nomi di alcuni locali che vogliono darsi un tono da vecchio pub (Ye Olde Coffee Shoppee, ad esempio). Qui un focus.

Geek, nerd e dork possono sembrare termini interscambiabili ma non lo sono. La discussione a proposito è abbastanza accesa; io la penso come l’autore di questo diagramma.

Vuoi condividere questo articolo?

Lascia un nuovo commento


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
Progetto grafico e sviluppo a cura di Guido Tamino. Un grazie a WP.


Chi siamo | Contatti | Feed RSS