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23 settembre 2011

Un mondo all’incontrario

La fotografia della Terra più famosa del mondo, la blue marble scattata dagli astronauti dell’Apollo 17, è capovolta. Nello scatto originale (cliccate l’immagine qui per vederlo meglio) l’Africa punta verso l’alto. L’hanno ribaltata alla NASA perché sarebbe stato troppo strano per tutti vedere la Terra a in quel modo. Ma, per lo stesso motivo per cui gli australiani non camminano a testa in giù, nello spazio non ci sono né alto né basso, né nord né sud. Il primo ad associare i concetti è stato Tolomeo, forse nemmeno tanto intenzionalmente. Oggi è una convenzione che in tutte le mappe che vediamo il nord stia su e il sud stia giù. Ma se è solo una convenzione, possiamo girare le cartine?
Possiamo. E c’è anche chi l’ha fatto

Stuart McArthur, australiano. Nel 1970, a 12 anni, disegna la sua prima mappa del mondo a testa in giù. L’Australia è in cima, sotto, tutto quanto il resto. La maestra di geografia lo sgrida: «se vuoi passare il compito sarà meglio che rifai quel disegno». Avanti tre anni: Stuart è in Giappone per uno scambio culturale. Un ragazzetto americano lo canzona: «zitto tu che vieni dal fondo del mondo». Stuart decide che è una cosa personale: ce l’hanno con lui. E giura di pubblicare, prima o poi, quella mappa, a testa in giù per tutti meno che per lui. Avanti appena altri quatto anni: Stuart pubblica la prima mappa moderna ad avere il sud in alto e il nord in basso. La chiama Universal corrective map of the world. A oggi ha venduto più di 300.000 copie.

Stuart non è stato il primo a capovolgere il mondo. Una serie di mappe ribaltate le trovate qui. Ogni volta fa lo stesso, strano, effetto. Girare una mappa ha anche i suoi vantaggi. Uno studio psicologico del 2011 ha individuato un bias cognitivo che ci porta (noi, dei paesi ricchi del mondo) a preferire il nord al sud. Su una cartina orientata nord-sud di una città immaginaria i partecipanti all’esperimento hanno dimostrato di preferire la parte nord della città per andarci a vivere. Nei casi di cartina orientata sud-nord, invece, nessuno ha preferito una zona in particolare.

Sul tema poi c’è anche quel fenomenale pezzetto di The West Wing in cui la portavoce del presidente degli Stati Uniti incontra la finta ma credibilissima Organizzazione dei cartografi per l’equità sociale. Anche loro, come Stuart, vogliono cambiare il mondo. O meglio, girarlo.

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