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5 luglio 2011

I migliori articoli in inglese di sempre, tutti online

Ormai da un anno Kevin Kelly — giornalista e scrittore da sempre attento a quel che riguarda la cultura digitale, co-fondatore di Wired US, autore di pezzi per New York Times, The Economist, Time, Esquire, ecc — ha iniziato a selezionare sul suo sito i migliori articoli di sempre in lingua inglese, quasi tutti disponibili interamente online. Nel corso dei mesi, con l’aiuto di colleghi, amici e lettori, la lista è andata ampliandosi, diventando un piccolo patrimonio per le vostre mezz’ore libere. E se avete un tablet qualsiasi, con i vari Instapaper, Longform e Longreads ora leggere su schermo è diventato un piacere.

La lista è divisa per decenni, e raccoglie pezzi di grandi come Hunter S. Thompson (Fear and loathing in Las Vegas, tra gli altri), Tom Wolfe, Lester Bangs, Truman Capote (The Duke in his domain, la chiaccherata con Marlon Brando) e di altre decine e decine di giornalisti e scrittori che immagino altrettanto grandi ma che non conosco, oltre ad articoli di nomi come Francis Scott Fitzgerald (The Crack-up), Albert Einsten (Science and religion), Woody Allen (A Fan’s Notes on Earl Monroe), Susan Sontag (Notes on camp), e così via.

A fianco di ogni pezzo ci sono degli asterischi che vanno da 1 a 10 e indicano il gradimento dei lettori; grazie a questi voti Kelly ha stilato una Top 25 che per ovvi motivi è dominata da David Foster Wallace, autore di ben quattro dei venticinque articoli. Se dopo esservi fatti un giro tra i titoli non sapete da dove iniziare, partite pure senza dubbi dall’unico articolo con 10 asterischi, Frank Sinatra has a cold, scritto nel ’66 da Gay Talese per Esquire e considerato all’unanimità uno dei primi e migliori esempi di New Journalism, espressione coniata da Tom Wolfe all’inizio degli anni Settanta per indicare quel giornalismo, ora dilagante, che usa modi e toni letterari per diventare più avvincente e coinvolgente senza abbandonare — quando è onesto e fatto bene — la veridicità dei fatti.

L’immagine in alto è la bozza di Telese di Frank Sinatra has a cold (qui in tutti i suoi dettagli), e da amante delle tastiere non vorrei star qui a dire quanto era affascinante scrivere su carta, però ecco, sì: quanto era affascinante scrivere su carta.

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