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25 luglio 2011

Quattro chiacchiere con Francesco Franchi

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Francesco Franchi, art director di IL — Intelligence in lifestyle, mensile maschile del Sole 24 Ore, e autore di alcune delle infografiche italiane più belle. Nell’ultimo mese IL ha ricevuto una Menzione d’Onore al Premio Compasso d’Oro ed è stato nominato per la categoria Magazine and Newspaper Design ai D&AD Awards, ma sono solo gli ultimi due riconoscimenti di una lista personale parecchio lunga. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Perchè avete scelto di usare l’infografica come elemento caratterizzante della rivista?

È una cosa che mi è sempre piaciuto fare e ho cercato di spingere su quest’aspetto. Walter Mariotti (il direttore di IL) mi ha sempre appoggiato. All’inizio arrivarono critiche del tipo: state facendo il giornalino dell’infografico, o cose del genere. Poi però ha funzionato.

Per una risoluzione migliore cliccare sulle immagini.

Come arrivi dalla pagina bianca all’infografica?

Fare un’infografica è un processo molto dispendioso in termini di tempo e di forza lavoro. All’inizio ci lavoravamo solo io e un giornalista, poi pian piano, quando la cosa ha cominciato a piacere, si è formato un piccolo team di lavoro a cui si è unito anche un illustratore.

Il processo è semplice: si parte da un’idea di tipo giornalistico, che può essere decisa durante una riunione di redazione ma anche al di fuori, in un momento qualsiasi, visto che lavoriamo tutti nella stessa stanza. Il tema è sempre virato sul lifetyle perchè IL parla di quello: usiamo argomenti d’attualità per spiegare come cambia il lifestyle nel mondo. Una volta trovato il tema si parte dal titolo e ci si chiede: cosa vogliamo dire con questa pagina? Quindi stendiamo lo storyboard per tenere sott’occhio informazioni e flusso. Teniamo sempre presenti i diversi livelli di lettura. Bisogna sempre considerare l’impatto immediato della pagina e poi i vari dettagli dei riquadri. Poi si costruisce il layout chiedendosi in che punto dello spettro informazione/illustrazione ci si vuole posizionare.

Cioè?

Da una parte c’è l’informazione pura, dall’altra l’estetica pura, bisogna stare nel mezzo. Da una parte vai verso l’annual report, dall’altra verso l’illustrazione.

Usiamo pochi colori e facciamo molta attenzione alla tipografia. Il fondo rosa stampato ci permette anche di lavorare con il bianco, cosa che aiuta gli schemi a emergere dalla pagina. A volte siamo più astratti, come nella doppia pagina sui treni. Le illustrazioni in cima alla pagina ce le fece aggiungere il direttore, altrimenti la doppia sarebbe stata troppo astratta. Altre volte disegnamo di più, come nello schema dedicato alla biodiversità.

Abbiamo avuto e abbiamo ancora la libertà di sperimentare molto con i linguaggi. Nella rubrica “Per principianti” ad esempio. Usiamo un linguaggio basso per parlare di temi alti o, al contrario, un linguaggio alto per parlare di temi bassi. Ad esempio: “Finanza per principianti” (parti 1, 2 e 3) aveva un’illustrazione che ricordava i fumetti di Chris Ware. All’opposto “WC per principianti” aveva un testo che era quasi filosofico.

A volte capita che le rappresentazioni non siano scientificamente corrette, da “manuale dell’infografica”. Le critiche che arrivano ai Malofiej Infographics Awards sono molte… ma lì sono dei supernerd. I giurati usano calcolatrice e righello per verificare che i dati degli schemi siano rappresentati correttamente. L’infografica sui treni, ad esempio, ce l’hanno penalizzata perché mancava lo zero alla base. Oppure quella sulla pesca, penalizzata perché i pesci non erano in scala.

Quanto tempo vi serve per realizzare un’infografica?

Due settimane in tutto. In ore continuative più o meno tre, quattro giorni intensi.

È un sacco di tempo…

Sì ma siamo un mensile, possiamo permettercelo.

A IL fate molta attenzione alle mappe

Sì, quando è possibile usiamo mappe con un grande impatto visivo, mappe sorprendenti perché diverse da quelle che siamo abituati a vedere. È bello scoprire che non c’è solo una rappresentazione convenzionale.

Andate anche a cercare vecchie infografiche?

Sì, dai libri e dalle riviste. Per le infografiche di IL ci siamo ispirati a Fortune. Allora i computer non c’erano ma riuscivano comunque a fare cose incredibili. Mi ricordo quest’infografica che spiegava gli effetti sugli esseri umani dell’aumento di quota. Era un misto di grafica, fotografia e illustrazione, c’era un altimetro e di fianco la faccia di una persona che cambiava colore.

Un altro mio riferimento è Otto Neurath e amo i pittogrammi di Gerd Arntz. Poi c’è The Illustrated Sunday Magazine, ma parliamo di fine Ottocento / inizio Novecento. Pubblicava una serie di infografiche bellissime con mappe simili a quella di Minard sulla campagna di Napoleone. Eravamo all’inizio del secolo scorso eppure molte mappe erano più belle di tante cose che si vedono oggi.

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Ci sono 3 commenti

  1. [...] blog Personal Report ha intervistato il re italiano delle infografiche, Francesco Franchi. Il grafico, che ora milita al Sole 24 Ore [...]

    pingback dal sito Francesco Franchi su Personal Report « Stampacadabra il 25 luglio 2011 alle 12:44

  2. [...] Intelligence in Lifestyle, che per dirla con Stanis Larochelle è una rivista molto poco italiana: leggila su Personal Report. [...]

    pingback dal sito l’infografica sta nel mezzo | Grandi Speranze il 30 agosto 2011 alle 10:07

  3. [...] preferite, esce oggi in edicola con parecchie sorprese. Francesco Franchi, l’art director (lo abbiamo intervistato lo sorso luglio), a tre anni dal numero di lancio ha rimesso le mani sul premiatissimo layout [...]

    pingback dal sito La nuova veste di IL | Personal Report il 14 ottobre 2011 alle 10:00

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