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4 aprile 2011

Una lunga intervista a Chris Ware

Non al pari di sfogliare un suo albo, ma leggere un’intervista a Chris Ware è sempre qualcosa di estremamente piacevole. In occasione del Festival Internazionale del Fumetto di Copenhagen ha dialogato a lungo con Matthias Wivel, uno che di Ware sa praticamente tutto, a proposito di Jimmy Corrigan, di cosa diavolo gli passava per la testa quando lo creava, di cosa faceva prima di diventare famoso, di com’è andata dopo e di come abbia cambiato il suo approccio al lavoro diventando padre. Ne esce una sorta di guida approfondita al puntigliosissimo metodo teorico di Ware e, per forza di cose, un ritratto puccioso delle sue insicurezze. Prendetevi del tempo, ne vale la pena: parti 1, 2, 3 e 4.

MW — This is a page from one of your current on-going projects, “Building Stories”, and something people often talk about in terms of your drawing style is that it’s kind of dispassionate, distanced, and I think that’s a very purposeful approach… CW — I prefer the word ‘constipated’.

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Ci sono 1 commenti

  1. [...] settimane fa Seth Kushner è riuscito a strappare a Chris Ware un invito per fotografare gli interni della sua casa di Oak Park, Chicago, e l’enorme collezione [...]

    pingback dal sito Una visita alla casa di Chris Ware | Personal Report il 27 marzo 2012 alle 14:23

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