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25 marzo 2011

Una ragazza tranquilla che si arrampica sui muri

In questi dieci anni il parkour ha suscitato lo stupore generale. Esercizi estremi, salti su e giù da un palazzo all’altro, capriole da circo a dieci metri d’altezza e altri virtuosismi da ginnasta allenato. Tutto chiuso in un contenitore underground tra felpe, cappucci e montaggio serrato. Qui un video semiserio, qui tutto.

Ieri ho incontrato un piccolo documentario su una scrittrice qualunque che nel tempo libero pratica la disciplina. Silenzio assoluto, regia ovattata, calma e concentrazione. Un oggetto insolito che dà un’immagine del parkour molto più vicina a uno yoga urbano che a uno sport estremo da super mossa. Un’interpretazione interessante che mi era sfuggita, nonostante sia forse anche più fedele alla realtà di quelle a cui siamo abituati.

Come bonus un video che unisce con eleganza parkour, skateboard e Bon Jovi. Al quarantesimo secondo c’è dello spettacolo, ma fidatevi, la fine vi sorprenderà.

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