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18 marzo 2011

Come si fa un hamburger perfetto nel 2011

Ho scoperto il blog di Markus Reuter da poco e non ho ancora formulato un giudizio definitivo a riguardo, ma l’articolo ambizioso in cui racconta come ha preparato l’hamburger perfetto gli è bastato per convincermi che se lo conoscessi di persona probabilmente sarebbe il mio migliore amico.

La decisione, che si allinea perfettamente con le mie ossessioni, è di fare ogni parte dell’hamburger da solo, dal pane al ketchup. Tutto rigorosamente bio e tutto rigorosamente acquistato in negozi locali che sanno quello che vendono. Fin qui buonissime premesse. Comincia con il ketchup, non starò a ripetervi la ricetta, ma vi dico che non sembra difficile. Anche qui guadagna credibilità ammettendo di essersi mosso ai fornelli tenendo sempre a mente il sapore del ketchup massimo, il ketchup Heinz. Sfonda una porta aperta.

Sappiamo tutti che non ci vuole molto a fare un hamburger appetitoso affogandolo nelle salse e Markus ha ben chiaro in mente che va messa grande cura proprio nel creare un equilibrio perfetto tra tutti gli ingredienti non prevaricando il sapore della carne. Nonostante porti rispetto per la scelta di usare come formaggio un cheddar inglese, per ora resto fedele alle Sottilette.

Poi maionese. Il ragazzo ha esperienza e dice che il miglior modo per non farla impazzire è utilizzare una siringa così da poter versare l’olio goccia a goccia. Non me ne intendo, ma credo di fidarmi. In ogni caso, più che le salse, sulle quali ok fare tutto da soli, ma davvero è faticoso, credo sia fondamentale preparare il pane da usare al posto delle pagnottelle sintetiche. Due ore di lievitazione, quindici minuti di cottura e i suoi paninetti hanno un aspetto che tra lucentezza e distribuzione del sesamo rasentano la perfezione.

E ora la carne. Ovviamente comprata dal macellaio e macinata da lui. Bio e locale sì, ma un hambuger non può essere dietetico, il sapore del grasso è fondamentale (senza considerare il suo ruolo nella cottura). Secondo la sua ricerca il pezzo di manzo perfetto per gli hamburger deve avere 70% di carne e 30% di grasso. E fidatevi che la sua ricerca è affidabile.

“Delicious, juicy, mouth-watering, tasty, flavourful” sono solo alcuni degli aggettivi che usa per descrivere il risultato finale e guardando la figura ci posso credere. Magari potreste restare un po’ perplessi scoprendo l’assenza di alcuni ingredienti, uno per tutti il cetriolino, ma lasciamogliela passare, i gusti son gusti.

La sua cura maniacale per ogni dettaglio è meravigliosa e mi fa sentire incredibilmente affine all’autore, ma c’è un’altra cosa che in cui mi riconosco: la metodologia. Cucinare un hamburger o scrivere una tesi di laurea, l’approccio è potenzialmente lo stesso. Una sfiancante e sterminata ricerca attraverso articoli di costume, video tutorial, ricette da manuale, forum di cucina, blog di un qualche tizio appassionato o di un cuoco professionista o di quello che ha il chiosco per hamburger migliore di New York e poi riformulare e poi condividere di nuovo. È questo il modo per fare qualunque cosa nel 2011, anche — e soprattutto — un hamburger. Tutte le fotografie sono di Markus Reuter, qui per vedere la ricetta completa accompagnata dall’utilissima linkografia.

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Ci sono 2 commenti

  1. Well, I don't know what to say, I am flattered. I am glad you like the recipe. If you ever make it to Hamburg, you are more than welcome to try my burger. In the summer, the burger will taste much better, because then I can use my grill again. Burger need to be grilled.

    scritto da Markus Reuter il 18 marzo 2011 alle 15:41

  2. Ahahah il target è diverso (e specie per alcune terminologie davvero settoriale), ma ti consiglio la lettura di questo *spam* http://www.aimargini.com/?p=914 */spam*, è di qualche anno fa ma ancora in grado di regalare buonumore. N.B. Ogni refuso è scientemente preservato.

    scritto da Gabriele il 18 marzo 2011 alle 16:06

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