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25 febbraio 2011

I pesci che nuotano in mezzo ai vagoni della metro

Circa dieci anni fa la sede newyorkese della Metropolitan Transporation Authority si è trovata davanti ad grosso problema: smaltire 1200 vagoni della metropolitana. La soluzione è stata trovata solo un paio d’anni più tardi quando venne approvata l’idea di scaricare l’intera flotta in mezzo al mare. Ovviamente non è la catastrofe ambientale che potrebbe sembrarvi — o forse sì, come vedremo tra poco — ma di fatto l’obiettivo era semplicemente di ricreare una sorta di scogliera marina che potesse diventare un rifugio sicuro per la riproduzione dei pesci e, sembra un’idea di Matt Groening ma non lo è, incentivare il turismo legato a immersioni e fish watching.

Come dicevamo le problematiche ambientali non sono mancate, nonostante gli sforzi nella rimozione di materiali inquinanti, porte, finestre e altre cavità dove pesci e subacquei sarebbero rimasti incastrati, si è sollevato il problema della presenza di amianto. I responsabili rassicurano dicendo che trattandosi di materiale sott’acqua, non c’è alcun pericolo di diffusione aerea, ma come sempre c’è chi dice il contrario. Nel frattempo, con il passare degli anni, parte di questi vagoni sono letteralmente crollati, finendo così per lasciare solo un mucchio di ferraglie arrugginite. Anche qui, secondo alcuni, si tratta di un falso problema, perché anche la ferraglia metallica può offrire rifugio ai pesci più piccoli.

Ma finalmente arriviamo al dunque: le foto e i video. Tutto è cominciato con un reportage di Stephen Mallon che ha documentato l’operazione d’immersione da Delaware alla South Carolina. Belle foto, non c’è che dire, ma a chi non viene voglia di sapere che succede là sotto? Per questo c’è un bell’archivio di fotografie sottomarine ad opera di Rich Galiano, un esperto di scuba diving che si muove nelle acque intorno a New York, la qualità non è eccezionale, ma alcune fotografie valgono proprio la pena.

Mentre le immagini sono deserte a causa dei flash, i video sono pieni di pesci, tartarughe e barracuda vari. Quello che ho messo sotto, ad opera di una qualche tv ambientalista, mi sembra una buona sintesi che racchiude sia video in superficie con i vagoni lanciati in mare — che in ogni caso non è un brutto spettacolo — e alcuni minuti di girato sottomarino senza fastidiose colonne sonore. Saltate qua e là finché non trovate i pezzi interessanti.

Sempre nel filone documentari e reportage c’è questo qua su Vimeo, di tre minuti, con un narratore che vi farà venire voglia di tirare pugni al monitor. Se però avrete pazienza vi offrirà una panoramica completa dell’intero processo, qualche pesce e un’intervista a Michael Zacchea, altro responsabile di punta delle scogliere artificiali.

Infine ce ne sono due con un sottofondo piuttosto fastidioso. Uno ha anche le immagini terribili, ma è un dovere riportarlo perché è stato girato nel 2010. Quest’ultimo invece è tutto sott’acqua ed è forse il più divertente, quindi lo dedico a Susanna, in particolare per la colonna sonora.

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